L’Occupazione illegale degli USA di Iraq e Siria raggiunge il punto di crisi

di James ONeill

L’inizio del coronavirus ha avuto una serie di conseguenze sulla salute e sui mezzi di sussistenza di milioni di persone. Vi è stata, tuttavia, un’altra conseguenza di cui non si fa molto caso, e questa è la scomparsa quasi totale dal ciclo di notizie delle guerre in corso in Siria e Iraq.

I media occidentali hanno da tempo ignorato il loro presunto obbligo di riferire in modo equo e accurato su questioni di notevole importanza. Questo non è affatto più ovvio che nei conflitti in corso in Medio Oriente.

Nel 2003, freschi dall’invasione illegale dell’Afghanistan dell’ottobre 2001 (ora una guerra nel suo ventesimo anno e ancora oggetto di continue disinformazioni e menzogne ​​definitive) gli Stati Uniti e i loro alleati hanno creato una crisi riguardante l’Iraq. Quella volta furono le “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein che presumibilmente minacciarono la vita e la sicurezza di tutta la democrazia che amava l’Occidente, secondo la narrazione corrente.

L’Iraq è stato invaso dagli Stati Uniti, sostenuto tra gli altri dal loro fedele alleato australiano che non ha mai visto un esempio di aggressione, invasione e sanzioni degli Stati Uniti dal 1945 in poi che non sia stato approvavato dal suo governo.

L’Iraq ovviamente non aveva “armi di distruzione di massa”. Sarebbe dovuta essere l’occasione per sincere scuse, riparazione per la morte di centinaia di migliaia di persone e per le distruzioni causate ed un rapido ritiro. In un mondo diverso forse.

Cinque anni fa gli Stati Uniti e i suoi alleati decisero che il tempo del presidente Assad della Siria era scaduto e che era ora di intraprendere l’ennesima invasione di una nazione sovrana. Questa volta il pretesto era vario. Assad aveva “perso il controllo del suo paese”, era “incapace di sconfiggere i terroristi” devastando il suo paese e “uccidendo i suoi stessi cittadini”.
Il pretesto qui era un concetto giuridico poco noto e altamente dubbio di “diritto alla protezione“. Doveva essere invocato, esclusivamente dalle nazioni occidentali, per proteggere i cittadini dei paesi in cui i loro governi erano presumibilmente incapaci di farlo.

Il fatto che i terroristi in questione fossero armati e finanziati dalle stesse potenze occidentali (insieme ai loro sostenitori come l’Arabia Saudita e Israele) non doveva essere menzionato in una compagnia di propaganda educata. Cinque anni dopo i terroristi siriani sono sull’orlo della sconfitta, grazie in gran parte all’intervento dei veri amici siriani, la Russia, l’Iran e Hezbollah dal Libano.

Inizialmente gli americani hanno istituito una serie di basi militari in Siria (come avevano fatto in Iraq) e si sono opposti militarmente a qualsiasi tentativo del legittimo governo siriano di esercitare qualsiasi forma di controllo su queste basi. Tale era il totale disprezzo mostrato dalle forze occidentali sotto il controllo degli Stati Uniti per la sovranità siriana che non si erano nemmeno preoccupati di cercare di giustificare il loro intervento in termini legali. Una siffatta giustificazione non avrebbe in ogni caso fondamento giuridico.

Saccheggio risorse petrolifere in Siria

Di rilievo anche il fatto che una delle aree della Siria controllate dalle forze statunitensi era la regione produttrice di petrolio della Siria. Le azioni degli Stati Uniti sono andate oltre il semplice controllo e l’esclusione del legittimo governo sovrano. Hanno fatto produrre petrolio da quei giacimenti petroliferi e lo hanno esportato, trattenendo il reddito così prodotto.

Non potrebbero esserci alcuni esempio di furto più evidente e illegale delle risorse di un paese. Se c’è una buona cosa che emerge da questo fiasco è che non ci viene più inflitta l’affermazione che tutto ciò viene fatto in nome di un “dovere di protezione”.

In effetti, per quanto riguarda il parlamento australiano e i media australiani, è difficile rilevare nulla in proposito. Il coinvolgimento continuo di quel paese in tre guerre, la più lunga che si avvicina ora a due decenni in totale, di questo raramente si fa menzione al parlamento nazionale. Per quanto riguarda il dibattito? Sono passati ormai 10 anni da quando il coinvolgimento dell’Australia nella guerra in Afghanistan è stato per ultimo oggetto di un dibattito parlamentare. L’opposizione del labour inizialmente si oppose al coinvolgimento del paese nell’invasione e nell’occupazione irachena, ma nei suoi sei anni di governo tra il 2008 e il 2014 essi non fecero assolutamente nulla per far ritirare le truppe australiane da quel paese.

Per quanto riguarda la Siria, rimane il grande problema non menzionabile. Se il parlamento australiano manifestasse effettivamente un certo grado di principio e integrità e ritirasse le sue truppe dalle guerre avviate dagli Stati Uniti, chissà quale terribile punizione potrebbe seguire. Il ricordo del destino del primo ministro Whitlam nel 1975, quando progettò di chiudere la base di spionaggio degli Stati Uniti a Pine Gap nel Territorio del Nord, tiene ancora in schiavitù i successivi governi australiani.

Quindi, all’inizio del 2020 un governo iracheno di recente quasi indipendente ha recuperato un certo coraggio e integrità e ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiedeva l’uscita di truppe straniere non invitate. Questo era chiaramente diretto agli Stati Uniti e ai suoi sostenitori come l’Australia.

La risposta del governo australiano fu un silenzio sbalordito. I ministeri della Difesa e degli Esteri si sono entrambi fermati per un po ‘di tempo, aspettando chiaramente la guida dei loro padroni degli Stati Uniti. Quando il governo americano ha annunciato che non aveva intenzione di lasciare l’Iraq, il governo australiano ha riacquistato la sua voce e ha indicato che anche il suo contingente rimarrebbe per il prossimo futuro. Stiamo ancora aspettando una spiegazione da parte del governo australiano su come conciliare questa decisione con la loro professa aderenza allo stato di diritto internazionale di cui sono così entusiasti nel citare.

Forze speciali USA in partenza per la Siria

C’è stato anche un silenzio assordante da parte dei media mainstream e della batteria di commentatori politici la cui aderenza alla visione del mondo degli Stati Uniti è stata crudelmente esposta per l’ennesima volta. Che cosa è successo allo stato di diritto? Qui c’era un governo sovrano, debitamente eletto, che asseriva di aver stabilito le regole per il proprio paese e di essere stato scrupolosamente ignorato e i suoi desideri ignorati.

Gli iracheni non hanno accettato la confutazione delle loro legittime richieste. Un certo numero di eventi significativi si sono verificati nelle ultime settimane, ma, come notato sopra, i dati sulla contagiosità e sulla mortalità per il coronavirus hanno notevolmente ridotto la cronaca di titoli in competizione per questioni come la guerra, la pace e i diritti dei governi sovrani.

Gli Stati Uniti sono stati costretti a chiudere, infine, otto delle loro basi militari irachene. Ciò non equivale a un ritiro, ma piuttosto a un consolidamento in un numero inferiore di basi pesantemente sorvegliate. Anche quelle non sono immuni dagli attacchi di una varietà di gruppi locali che hanno montato attacchi sempre più sofisticati e ben armati su queste fortezze.

La risposta degli Stati Uniti è stata un aumento degli attacchi aerei con conseguenti vittime civili, così come sulle forze militari del governo iracheno che gli USA professano di essere lì per sostenerle. Gli americani hanno quasi completamente cessato le operazioni militari non aeree, riconoscendo che l’ostilità locale per la loro continua presenza ha raggiunto un livello tale che non è sicuro per loro avventurarsi oltre le restanti basi fortemente fortificate.

La guerra di propaganda continua senza sosta. I problemi che gli Stati Uniti e i loro alleati stanno affrontando in Iraq sono tutti colpa, si presume, degli iraniani. Che le forze iraniane siano in Iraq su invito specifico e con il sostegno del legittimo governo iracheno, non è riconosciuto dai media occidentali che continuano a ritrarre l’Iran senza sosta in una luce negativa.

Quegli stessi organi di informazione occidentali in realtà non riescono a comprendere l’illogicità e la stupidità del passamano contro le forze straniere in Iraq quando la causa fondamentale dei combattimenti è la continua conseguenza di un’invasione illegale 17 anni fa; il furto delle risorse naturali del paese da parte di invasori indesiderati e mal tollerati; e il palese rifiuto di quegli invasori di obbedire alle legittime richieste del governo sovrano iracheno.

Il messaggio del governo iracheno non potrebbe essere più chiaro. Non sei il benvenuto. Fai le valigie e parti.

https://journal-neo.org/2020/04/09/the-illegal-united-states-and-allied-invasion-of-iraq-syria-reaches-crisis-point/

James O’Neill, avvocato e analista australiano, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook” .

Traduzione: Luciano Lago

9 Commenti

  • ouralphe
    10 Aprile 2020

    Il nerd con l’ occhialone e la faccia da born to kill è fantastica.

    • atlas
      10 Aprile 2020

      potrebbe penetrare a casa tua e prendersi tua moglie e tua figlia da un momento all’altro. Non agitarti, sarà fantastico. Alfa gli darà una mano, doppia penetrazione

      • atlas
        10 Aprile 2020

        a te piace la democrazia no ? Essendo questa internazionale americana o italiana è irrilevante

  • ouralphe
    11 Aprile 2020

    Parla male degli Usa e ad atlas ufo robot gli viene la defecatio isterica tipica delle vecchie zie arteriosclerotiche. 😀

  • ouralphe
    11 Aprile 2020

    Quello che mi sono sempre chiesto, se a un soldato perde gli occhiali in combattimento che gli succede?

    • Kaius
      12 Aprile 2020

      Non penso che indossino lenti normali,altrimenti con un solo pugno e come se fossero già morti se le schegge penetrano negli occhi.

  • Teoclimeno
    11 Aprile 2020

    Francamente, non credo che gli ameri-cani se ne andranno mai volontariamente, non solo dall’Iraq e dal Medio Oriente, ma purtroppo, anche dall’Italia.

  • eusebio
    11 Aprile 2020

    Per il governo italiano idem, i soldati italiani continuano a stare in Libano, Irak e Afghanistan, 6-7000 uomini per un costo di 4-5 miliardi l’anno mentre medici, paramedici e malati stanno morendo di coronavirus.
    Perchè non li ritiriamo subito e giriamo i fondi alla sanità?
    Gli unici che ci hanno aiutato sono stati russi e cinesi, i nostri punti di riferimento internazionali dovrebbero essere loro, i loro alleati nostri alleati, i loro nemici i nostri nemici.

    • atlas
      12 Aprile 2020

      dovrebbe … ma non hai fatto i conti con gli ouralphe

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