L’Occidente liberale e la Russia come nemico ideologico

di Luciano Lago
L’identità è un sentimento di appartenenza a una comunità culturale. Le identità collettive sono fondamentali nella costruzione di una comunità di popolo perché configurano i valori e le ragioni di convergenza con gli altri componenti della stessa comunità.
I problemi che affliggono le nazioni europee derivano in gran parte dalla debolezza della loro identità, in buona parte distrutta dall’ideologia della globalizzazione. Non tutti i paesi hanno però accettato la “normalizzazione” imposta dalla UE consistente nello sradicamento della cultura tradizionale per acquisire l’ideologia liberista e globalizzante del pensiero unico. Le principali resistenze sono nei paesi Est Europei. Fuori della UE l’eccezione più importante è quella della Russia.

Interrogarsi sul “mondo russo” significa oggi, in sostanza, interrogarsi su un mondo ancora dissidente di fronte al modello unico che la globalizzazione ci propone. Un dissenso che non resta a parole, ma si manifesta in termini fattuali e geopolitici, e che arriva anche dall’unico Paese culturale e – in larga misura – etnicamente europeo che il mondo anglosassone non ha mai saputo domare. Da qui la sua natura intollerabile per i sostenitori dell’Occidentalismo liberista e progressista

Sebbene i sostenitori “occidentali” della globalizzazione –fondamentalmente anglosassoni e nord americani – ritengano che la Russia debba diventare “un Paese come gli altri”, è difficile pensare che la Russia possa diventarlo, perché il cosmopolitismo neoliberista è incompatibile con cultura e tradizione russa. Il “fattore differenziale” della Russia sta nel sollevare ideali etici alternativi rispetto al modello occidentale e per questo viene presentato come il nemico da battere.

Processione a Mosca


La Russia è oggi l’ultimo stato tradizionale dell’Europa?
Possiamo a buona ragione sostenere che il mondo russo si trova in contrapposizione all’Occidente in quanto quest’ultimo incarna la modernità nella sua forma più invasiva, cioè la modernità che fa piazza pulita di tutto ciò che lo ha preceduto o di tutto ciò che gli è estraneo, la Tradizione. È un rapporto conflittuale – tra la Russia e la modernità occidentale – in cui si manifesta una caratteristica essenziale dell’identità russa: il senso comune dell’esistenza. Questa caratteristica – che potremmo chiamare “l’idea russa” – entra in diretta collisione con la filosofia individualista, che è il vettore principale della modernità occidentale.
L’idea russa dà forma a una diversa percezione del fatto sociale, della cultura e dell’uomo. Questo è, a nostro avviso, il significato profondo del disaccordo tra i due mondi. Altre civiltà sono riluttanti ai disvalori dell’Occidente. Ma il caso della Russia è complicato, perché il nucleo culturale, geografico ed etnico della sua civiltà fa parte della matrice europea che, in Occidente, ha degenerato. “La Russia non è l’Occidente, ma non è nemmeno l’Oriente: è il pensiero alternativo all’Occidente progressista”. O in altre parole: la Russia non è solo Europa, ma è anche Europa.

Forze speciali russe, spetnatz a Palmira, Siria


In realtà, la Russia è stato l’ultimo stato europeo tradizionale, l’ultimo a riprodurre chiaramente – quasi fino al 1914 – lo schema trifunzionale con cui gli storici identificavano le società indoeuropee e che poneva le funzioni religiose e guerriere al vertice della gerarchia. “Lo zar di Russia – fu definito in passato- come un capo militare, e ogni giorno con lui è un giorno di battaglia”.
Conservando molti degli elementi di quella visione del mondo premoderno, la Russia ha conservato qualcosa che l’Europa aveva già perso. Ecco perché la questione dell’identità russa – della sua rivolta contro il mondo occidentale moderno e decadente- riproduce la lotta che per secoli si è combattuta in Europa tra due diversi tipi di cultura: quella della civiltà industriale borghese e quella dei ribelli animati da un romanticismo anti-borghese.

Putin con il Patriarca cristiano ortodosso di Mosca

L ‘”idea russa”, in questo senso, riguarda tutti i buoni europei. Sarà questo il motivo per cui il mondo anglosassone e la UE, hanno individuato nella Russia il loro principale nemico che può divenire un polo di attrazione per quegli europei che non vogliono sottomettersi al liberismo anglosassone. La Russia contraccambia l’ostilità occidentale e si dichiara pronta a parlare e cooperare con i paesi europei come soggetti, ma non con l’Unione europea, strumento che distrugge l’Europa. E quindi non può essere la voce dell’Europa.
L’UE è chiaramente uno strumento del centro globale, il nemico di ogni identità nazionale. Non ci può essere un’intesa con il nemico ideologico ed esistenziale. Di fatto è la Russia che oggi si propone come alternativa e baluardo a difesa dei valori tradizionali delle identità europee.

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