"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’obiettivo di Washington: coinvolgere anche la NATO nella prossima guerra all’IRAN

di Luciano Lago

I colloqui svoltisi  nei giorni scorsi a Washington tra il presidente Trump e alcuni leader europei, fra i quali il francese Macron, la tedesca Angela Merkel e il ministro degli esteri britannico Johnson, hanno avuto tutti un tema comune: l’Iran.

Quella dell’Iran risulta una vera e propria ossessione per Donald Trump ed i suoi consiglieri; i problema che l’Amministrazione Trump persegue prioritariamente in questo momento è quello di come fermare l’espansione dell’influenza iraniana nei paesi del Medio Oriente, in Siria, in Libano, nell’Iraq e nello Yemen. A questo si aggiunge la necessità per Washington di uscire dall’accordo sul nucleare concluso nel 2015 dall’amministrazione Obama e convincere gli alleati (Franca, Germania e Regno Unito) a fare altrettanto.

Questo il motivo dei colloqui serrati che Trump ha condotto con i leader europei. Il risultato è stato un “ni” da parte di Macron e ultimamente dalla Merkel. Quest’ultima ha sostenuto che “sicuramente l’accordo nucleare non è sufficiente per contenere le ambizioni di Teheran che mirano a espandere la sua influenza nella regione, come ha annunciato questo venerdì, secondo la dichiarazione rilasciata in una conferenza stampa congiunta con il presidente Trump. “Consideriamo però che l’accordo sul nucleare (JPOA) sia stato il primo passo che ha contribuito ha rallentare le sue attività nel programma nucleare ma che non sia sufficiente per contenere e frenare le ambizioni iraniane.(…) L’Occidente è comunque preoccupato per il programma missilistico dell’Iran come per la sua influenza geopolitica in Siria, nel Libano e nell’Iraq”. Queste le dichiarazioni ufficiali della cancelliera tedesca da cui si capisce che lei, come in predenza il francese Macron, hanno voluto dare il “contentino” a Trump ma non vogliono rinunciare ai lucrosi contratti economici che le imprese francesi e tedesche stanno concludendo con l’Iran, soltanto per dare soddisfazione a Washington.

Dall’altra parte gli altri firmatari dell’accordo, Russia e Cina, hanno fatto capire di non aver alcuna intenzione di uscire dall’accordo ed anzi hanno avvertito che, qualsiasi uscita unilaterale dall’accordo, avrebbe gravi conseguenze.

Nel frattempo il segretario della NATO, Stoltenberg, relativamente alla necessità di contenere l’Iran, ha dichiarato : La questione del programma sui missili balistici dell’Iran “deve essere affrontata fuori dall’accordo” sul nucleare, proprio come desiderani gli USA.

Lo stesso segretario pochi giorni prima aveva affermato la necessità di aumentare il contingente della NATO in Iraq, specificando che l’obiettivo della missione è aiutare “le forze dell’Iraq a stabilizzare il loro paese e impedire il ritorno di minacce terroristiche internazionali” come lo Stato islamico. Naturalmente Stoltenberg omette di dire che la NATO in questo periodo ha fornito il suo appoggio ed armamenti ai gruppi dei ribelli islamisti di Al Nusra e Jaysh al islam, in accordo con USA e Gran Bretagna, come denunciato dal comando russo che ha trovato prove di questa collaborazione nel Goutha liberato, le stesse che  erano state trovate lo scorso anno ad Aleppo. Vedi: …Armi e militari della NATO ad Aleppo est

Quindi con gli alleati europei e la NATO che parteciperebbe alla creazione di quella che Macron ha chiamato “la nuova Siria” il cerchio si chiude ed è chiaro il piano B degli USA e suoi alleati di riprendere il controllo della Siria e arrivare al cambio di regime.

In realtà l’Amministrazione USA non perdona all’Iran il suo intervento di supporto militare in Siria assieme alla Russia che di fatto ha bloccato il piano di cambio di regime a Damasco e smembramento del paese dove americani e sauditi contavano di creare un califfato sunnita ed uno stato curdo per balcanizzare il paese e la stessa Israele nutriva il progetto di annettersi territori siriani con il pretesto della sua “sicurezza”.

L’Iran a differenza degli USA e delle potenze occidentali, è intervenuto perchè il suo intervento è stato richiesto dal Governo di Damasco, così come è stato richiesto l’intervento russo e questo fornisce una posizione di legittimità inattaccabile  sulla base del diritto internazionale che gli USA non hanno quando al contrario la presenza delle loro truppe è considerata al pari di una forza di invasione.

Macron con Trump e la Merkel

Inoltre, nella loro profonda ignoranza, gli statunitensi non conoscono i profondi legami storici, culturali e religiosi che legano l’Iran con le poplazioni sciite della Siria, del Libano e dell’Iraq, dove sono presenti fra l’altro i santuari come Karbala che sono considerati i più importanti luoghi sacri per la religine sciita, oggetto di pellegrinaggi per milioni di fedeli.

Questo spiega l’appoggio militare ed umanitario che la Repubblica Islamica dell’Iran fornisce a questi paesi per evitare che possano cadere sotto la dominazione oscurantista del wahabismo sunnita dell’Arabia Saudita, stretta alleata degli USA e dell’Occidente. Le stragi e gli attacchi terroristici contro le comunità sciite di questi paesi hanno tutte un mandante e questo si trova a Rijad, nell’Arabia Saudita, il paese che finanzia ed arma tutti i gruppi terroristi ijhadisti che sono ispirati dall’ideologia wahabita, religione di Stato della Monarchia saudita. Normale che l’Iran si sia assunto il ruolo di difensore e garante delle comunità sciite ed anche di quelle sunnite e di altre religioni (incluse quelle cristiane e druse) che i radicali islamisti vorrebbero sterminare o convertire forzatamente.

Questioni delicate con forti intrecci religiosi e storici che i nord americani non possono comprendere, anche perchè loro stanno utilizzando da molti anni proprio il radicalismo jihadista come leva  per destabilizzare i paesi del Medio Oriente.

Al contrario gli europei, per Storia e per cultura,  dovrebbero essere maggiormente attenti a tali questioni che li riguardano anche da vicino ma la subordinazione al padrone USA ha chiuso da tempo gli occhi e la mente ai politici  europei che sono afflitti dalla sindrome di totale servilismo nei confronti del padrone d’oltre Atlantico.

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  1. Fabio franceschini 3 settimane fa

    A parte il fatto che ovviamente l’accordo sul nucleare non riguardava il continemento dell’influenza iraniana nella regione.i ni di Parigi e Berlino serviranno a poco .l’accordo salterà all’Europa decidere se accettare i ricatti USA (si capisce quale è il vero obbiettivo dei dazi per ora sopratutto minacciati?) i neocon non si fermeranno finché gli americani non sbatteranno il grugno .io non so se sarà sufficiente ma so con certezza che fino a che un po’ di bravi ragazzi americani non tornaranno a casa in un sacco no c’è nessuna possibilità che l’Impero neocon anche solo rallenti la sua politica aggressiva nei confronti di tutti coloro che dicono signor si!c’è chi dice che tutto questo serve per coprire la nuova e più grave crisi finanziaria prossima ventura .meglio dar colpa a uno shock internazionale determinato da un presidente pazzo ma se è come penso io ,cioè che si tratta solo di dietrologia al quadrato, la realtà è che si andrà ad uno scontro ampio nella regione e la Russia non potrà esimersi dall’intervenire .mettere un paio di sistemi bastion a hormuz e dichiarare senza mezzi termini che il primo obbiettivo missilistico dell’Iran non sarà Israele ma ras tannurah.petrolio a 150 $! Grazie trump!grazie America!

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    1. Animaligebbia 3 settimane fa

      L’occidente e’ preoccupato per i programmi missilistici dell’Iran.Traduzione: israele e’ preoccupato….

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  2. amadeus 3 settimane fa

    cercano la guerra a tutti i costi, non hanno nemmeno un ombra umana, sono di una razza abietta, ho pietà per chi capita nel loro mirino di interessi sia bambino, donna o anziano per loro é un ostacolo da abbattere, spero solo che da cacciatore diventino preda con tanto di interessi e nessuna pietà, se la sono cercata con ogni mezzo!

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