Lo stato profondo degli Stati Uniti previene il ripristino nelle relazioni con la Russia

La raffica di affermazioni dei media statunitensi questa settimana sui presunti attacchi informatici russi contro i dipartimenti governativi è arrivata proprio quando Joe Biden è stato ufficialmente dichiarato presidente eletto. Come al solito, non ci sono prove a sostegno delle affermazioni sensazionali, ma l’obiettivo sembra essere quello di garantire che l’amministrazione Biden entrante mantenga, o adotti, una politica più ostile nei confronti della Russia.

La tempistica di tutto questo non è certo una coincidenza. Lunedì di questa settimana, il Collegio Elettorale negli Stati Uniti ha espresso i suoi voti per confermare l’elezione di Biden alla Casa Bianca. Il contendente democratico aveva già vinto il voto popolare con un margine decisivo contro il presidente repubblicano in carica Donald Trump. Quasi sei settimane di polemiche dal giorno delle elezioni del 3 novembre – a causa delle tenui affermazioni di Trump di frode degli elettori – sono state messe a tacere questa settimana quando il Collegio elettorale ha confermato Biden come presidente eletto. Dovrebbe essere inaugurato come 46 ° occupante della Casa Bianca il 20 gennaio.

In segno di rispetto per il completamento del processo elettorale americano, il presidente russo Vladimir Putin ha aspettato fino a questa settimana per fare qualsiasi commento. Tuttavia, dopo che il Collegio elettorale ha eseguito i suoi compiti, Putin ha prontamente telegrafato le congratulazioni a Biden per la sua vittoria. Il leader russo ha espresso la speranza che Russia e Stati Uniti inizino a normalizzare le relazioni per il bene della sicurezza globale.

In modo minaccioso, l’occasione propizia è stata immediatamente rovinata da una frenesia dei media statunitensi che sosteneva un massiccio attacco informatico al cuore del governo e delle industrie americane. La Russia è stata prevedibilmente accusata di essere l’autore del reato.

Attacchi cibernetici

Il Cremlino ha respinto le affermazioni come l’ennesima fabbricazione anti-russa. Negli ultimi quattro anni, i media statunitensi hanno regolarmente diffuso accuse sensazionali di illeciti russi, da presunte interferenze nelle elezioni, a presunti programmi di assassinio contro le truppe statunitensi in Afghanistan, tra molte altre storie così sensazionali.
Non sono mai state presentate prove verificabili a sostegno di queste spaventose accuse. Il dominio cibernetico è particolarmente apprezzato da tali affermazioni anti-russe, molto probabilmente perché queste storie vengono raccontate facilmente senza alcuna prova reale. Tutto ciò che serve è che vengano citati agenti di sicurezza informatica anonimi. Il mondo cyber astratto e arcano si presta anche al mistero per la maggior parte delle persone. In breve, è suscettibile di false affermazioni a causa della sua natura tecnica sfuggente.

Ora, è possibile che una sorta di evento informatico maligno sia effettivamente accaduto nei dipartimenti, nelle agenzie, nelle infrastrutture e nel settore privato del governo degli Stati Uniti, come riportato questa settimana. Tuttavia, ciò che è molto in dubbio è la domanda su chi lo abbia effettivamente eseguito. I media statunitensi e funzionari anonimi stanno incolpando la Russia. Ma dov’è la prova della colpevolezza della Russia?

L’FBI e il Department of Homeland Security hanno informato i membri del Congresso sugli attacchi informatici. I senatori sono usciti dai briefing fulminanti contro la Russia. Il secondo democratico più alto al Senato, Dick Durbin, ha detto ai media che “è stata praticamente una dichiarazione di guerra della Russia agli Stati Uniti”.
Quello che sta succedendo qui è un classico caso di “illuminazione a gas” in cui le persone vengono manipolate per credere in qualcosa di completamente falso; per un ulteriore ordine del giorno.

Edward Snowden, il coraggioso informatore in passato presso la US National Security Agency, ha rivelato con copiose prove come la CIA e altre agenzie di intelligence americane abbiano la capacità tecnica per eseguire attacchi informatici utilizzando firme digitali con l’obiettivo deliberato di implicare falsamente altri attori. Ovvero, la capacità di eseguire attacchi digitali false flag.

Questa settimana sembrerebbe essere una “illustrazione 101” di trucchi sporchi informatici. Inoltre, i media statunitensi citano “fonti” che affermano che gli attacchi informatici sono “in corso” e rappresentano un “grande rischio” per i dipartimenti governativi, le infrastrutture critiche e l’economia. Non solo, ma si sostiene che la minaccia sia simile a una spada di Damocle che incombe sull’America; in quanto la “penetrazione profonda” ha conseguenze indicibili che potrebbero scatenare qualche manifestazione nefasta sconosciuta in futuro. Questo è un perfetto stratagemma psicologico per mantenere la percezione di minaccia e sfiducia permanenti.

Il presidente eletto Biden ha risposto ai rapporti affermando: “Dobbiamo interrompere e dissuadere i nostri avversari dall’intraprendere attacchi informatici significativi in ​​primo luogo … Imporremo costi sostanziali ai responsabili di tali attacchi dannosi”.
Alla luce di tutto ciò, le aspirazioni della Russia a un ripristino delle relazioni con gli Stati Uniti sembrano quindi deboli. E questo deve essere rimpianto da tutte le persone in tutto il mondo.

Missili russi di medio raggio, Iskander M,

Proprio quando gli Stati Uniti e la Russia hanno bisogno di avviare seri negoziati sul controllo degli armamenti, come l’estensione del nuovo trattato START sulle armi nucleari strategiche, o sulla riduzione delle pericolose tensioni tra le forze russe e della NATO, qui abbiamo un enorme contrattempo per ogni possibile ripristinato nelle relazioni.

Joe Biden ha detto durante la campagna elettorale che avrebbe “ritenuto il regime di Putin responsabile dei suoi crimini”. Una visione così intemperante e belligerante ha senza dubbio reso Biden il candidato preferito per lo Stato profondo americano e il suo complesso militare-industriale. A differenza di Trump, che era piuttosto ambivalente sulla Russia, Biden mostra la tendenza necessaria per una politica aggressiva.

Si poteva sperare che Biden, che come senatore ed ex vicepresidente ha decenni di esperienza in affari esteri e diplomazia, mostrasse una certa “vera politica” entrando alla Casa Bianca e nonostante la sua retorica passata sarebbe arrivato alla necessità di stabilire relazioni pratiche e cooperative con la Russia.

Purtroppo, sembra che le mani di Biden siano state legate anche prima che venga inaugurata la sua presidenza. L’immagine della Russia come “nemico malvagio” è stata lucidata dall’attacco dei media di questa settimana per le affermazioni di hacking. E Biden ha risposto in modo appropriato a gas.

La domanda da porsi è: chi ci guadagna? Certamente non la Russia.

Fonte: Strategic Culture

Traduzione: Luciano Lago

10 Commenti
  • giulio
    Inserito alle 23:35h, 19 Dicembre Rispondi

    ah! Trump era “ambiguo” riguardo alla russia? allora è stato frutto di questa sua “ambiguità” stracciare quasi tutti i trattati con la russia per il controllo delle armi nucleari? è stato “ambiguo” anche quando ha mandato soldati della nato nei pasi baltici? ambiguo quando ha dato l’ok al turco per la guerra nel caucaso? Quando ha appoggiato il tentativo di ribaltamento in bielorussia? ambiguo quando ha mandato navi americane nelle acque russe?
    ma per favore! basta con questa storiella di Trump buono e di Biden cattivo!

  • Mardunolbo
    Inserito alle 00:42h, 20 Dicembre Rispondi

    Il commento giuliesco non merita alcuna nota.
    Piuttosto vorrei far notare che i più di mille testimoni giurati che affermano e chiariscono la grande frode elettorale avvenuta, nonchè il 55% degli americani che reputano sia stata frode, nonchè esperti informatici che attestano che la macchina Dominion Vote è alterabile ed alterata, più altri fatti di cui inutile dilungarsi, attestano che Trump ha ormai ogni evidenza per non cedere il potere al pupazzo democratico.
    Non solo , ma poichè nessuno parla dell’ordine esecutivo predisposto nel 2018, avverto che sarà l’ultima mossa del presidente (legge marziale) che impedirà la presa del potere dei potentati economici che a Davos hanno dichiarato odio a Donald e le loro mosse per eliminarlo dalla scena politica !
    Aggiungo anche per la maggior parte che è digiuna del complesso meccanismo elettivo degli Usa, che Bide’ non è stato eletto se non dai SUOI grandi elettori, mentre Trump è stato designato dai parlamenti degli Stati nei SUOI elettori. In questo modo tutta la polemica finirà al congresso dove vi sarà ulteriore battaglia fino alla soluzione finale e forse inaspettata dato che i media non accennano minimamente alle polemiche ed alle prove evidenti del team di Trump.
    Ho dovuto anche io darmi da fare ascoltando bene ed informandomi sui meccanismi elettivi ed ora ho un quadro chiaro anche se nessuno può immaginare cosa succederà.
    Quindi occhio a fare dichiarazioni azzardate poichè nonostante gli ostacoli che “deep-State” e giustizia collusa e politici, pure, stanno facendo contro il presidente. fino al 6 gennaio, ed oltre, Trump ha in mano il pieno potere della costituzione degli Usa e la farà rispettare costi quel che costi (mi auguro io come moltissimi altri italiani ed americani. esperti di faccende elettorali.
    Il fatto che nessuno parli del software Dominion inventato ed attuato in Venezuela proprio per far vincere Chavez, la dice lunga sull’omertà attuale e sugli inni al chavismo ed ai suoi discendenti.
    Per chi volesse informarsi bene , cerchi mazzoni-news su Rumble.com dato che youtube ha censurato ogni suo video non essendo in linea con il cervello “all’ammasso” di comunista memoria.
    E. come al solito, alla Teoclitoride, “tanti cordiali saluti” !

    • Teoclimeno
      Inserito alle 07:28h, 20 Dicembre Rispondi

      Egregio Signor MARDUNOLBO, considerando che l’unica cosa che realmente possediamo è il nostro tempo, vorrei che per il futuro si astenesse dal fare battute intestinali: non ho tempo da perdere! Molti cordiali saluti e tanti auguri di Buon Natale, a lei ed a tutte le persone che le sono care. TEOCLIMENO

    • giulio
      Inserito alle 02:13h, 21 Dicembre Rispondi

      il fatto che col suo accenno al “giulismo” lei faccia da pappagallo a un beduino razzista, fascista, ignorante e di una malvagità atlantica da far inorridire anche il suo proclamato dio, è sufficiente per squalificare il suo commento come pura e rozza propaganda trumpiana di nessun valore.
      Vedremo dopo il 6 gen se il suo eroe sarà ancora sul trono….personalmente quasi me lo auguro così finalmente gli Usa-sionisti cadranno nel caos più totale della guerra civile perchè quello che Lei si augura (proclamazione trumpina della legge marziale) sarebbe nè più nè meno che un colpo di stato degno di quel bisonte giallo americano….e allora si che ne vedremmo delle belle!
      Nessun “cordiale saluto” a un ammiratore del bisonte golpista.

    • Kaius
      Inserito alle 10:45h, 21 Dicembre Rispondi

      Il giulismo è talmente osceno che andrebbe censurato

      • giulio
        Inserito alle 14:52h, 21 Dicembre Rispondi

        ecco un altro pappagallo degli spot pubblicitari di quel suo compare beduino!

  • giorgio
    Inserito alle 11:16h, 20 Dicembre Rispondi

    Concordo con GIULIO e TEOCLIMENO ….

    Mardunolbo fa del sarcasmo fuori luogo, attacca i “comunisti” e Chavez ….. crede in Trump buono e Biden cattivo ….

    Conclusione: non c’è possibilità di dialogo con i filo americani ……..

    • giulio
      Inserito alle 02:16h, 21 Dicembre Rispondi

      mi fa piacere di quello che hai scritto …specie l’ultima frase: “non c’è possibilità di dialogo con i filo americani”… ma, aggiungerei, neppure con i beduini filo islamici sunniti tagliagole finti amici di putin e della russia!

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 18:09h, 21 Dicembre Rispondi

      biden non è cattivo, è semplicmente un burattino in mano ai cinesi

      ah,dimenticavo, è pure un pedofilo di merda, si guardi il video dove abbraccia e tocca bambine e ragazzine, che schifo, da prendergli i coglioni ed attaccarglieli in testa

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