Lo Stato più potente e aggressivo della storia moderna


di Roberto Buffagni

Il dono della sintesi. In cinque minuti e ventitre secondi il professor John Mearsheimer descrive la traiettoria strategica degli Stati Uniti dalla loro nascita ad oggi. Gli Stati Uniti come lo stato più potente e aggressivo della storia moderna, che diviene l’egemone dell’emisfero occidentale e categoricamente non tollera MAI l’esistenza di altri peer-competitors e anzi li spazza via uno dopo l’altro.

(220) Prof. John Mearsheimer: How is it look like when looking at US history – YouTube
Oggi, il peer-competitor degli Stati Uniti è la Cina. L’attuale decisione strategica americana, confermata ufficialmente dai Ministri della Difesa e degli Esteri nella recente visita a Kiev, ribadita dal Presidente Biden nella successiva riunione straordinaria NATO di Ramstein, è di incapacitare politicamente la Russia, ossia di frammentarla, per indebolire la Cina e poi rivolgere la propria attenzione contro di essa.
La Cina è l’obiettivo principale perché solo la Cina dispone dei requisiti di potenza (demografia, economia, potenziale militare in fieri) necessari per divenire l’egemone regionale nell’ Asia, come egemone dell’emisfero occidentale sono gli Stati Uniti d’America.
Già oggi la Cina dispone di una potenza latente (economica) superiore alla potenza latente americana; per di più, la Cina è in grado di produrre tutti i beni tipici delle quattro rivoluzioni industriali, mentre la manifattura americana, in larga misura delocalizzata, non lo è. Quindi, una alleanza tra la Cina e la Russia, con il vastissimo bacino siberiano ricco di materie prime e un arsenale nucleare modernissimo, suona la campana a morto per l’egemonia mondiale statunitense.

Le opzioni strategiche, per gli Stati Uniti, erano due: la prima, trovare un modus vivendi con la Russia, progressivamente avvicinarsela staccandola dalla Cina della quale è avversario naturale (4500 km di frontiere in comune), e allentare la propria egemonia sull’Europa: la Russia, comunque, non dispone dei fondamentali di potenza sufficienti a egemonizzare l’Europa, e non ne disporrà mai finché non riuscirà a invertire la dinamica demografica, sviluppare l’economia a ritmi cinesi, creare FFAA convenzionali abbastanza numerose e qualitativamente adeguate per un progetto espansionistico, imprese tutte che richiedono almeno vent’anni di sforzi coronati da successo.
La seconda, affrontare insieme Russia e Cina, iniziando dalla Russia, l’anello più debole.

Logorare la Russia con una guerra interminabile in Ucraina, nella quale si riversino truppe polacche, rumene, baltiche; accendendo focolai di ostilità in tutti i luoghi sensibili per la Russia, Balcani, Medio Oriente, Artico; fomentando separatismi interni alla Federazione russa; ostacolando l’economia Russia con sanzioni durissime che pesano anzitutto sui paesi europei. Al contempo, contenere la Cina nella sua zona d’influenza immediata, dove è improbabile che l’avversario tenti un’espansione perché le sue FFAA non sono ancora in grado di competere con la potenza aeronavale statunitense. Frammentata la Russia, impadronirsi indirettamente delle risorse siberiane russe, creare un blocco occidentale atlantico che giunga fino a Vladivostok, e un blocco occidentale pacifico composto da Australia, Giappone, Corea del Sud che stringa la Cina in un accerchiamento su due fronti. Di qui, potrebbe iniziare il rollback della Cina, e gli Stati Uniti potrebbero riconfermare ed estendere la loro egemonia mondiale.

Cina leader nella tecnologia


Gli Stati uniti hanno scelto questa seconda “Grand Strategy”. Non si tratta di una strategia prudente, per usare un understatement. I rischi che essa fallisca ed esponga l’intero blocco occidentale, anzitutto l’Europa, a contraccolpi terribili, persino annichilenti, sono manifesti.
Ma come dice Mearsheimer, gli Stati Uniti sono lo Stato più potente e aggressivo della storia moderna. Oggi, la loro supremazia è in forse, e non sono disposti a rinunciarvi, costi quel che costi: specialmente agli altri. A noi italiani, a noi europei, per esempio.
Fonte: Roberto Buffagni

5 Commenti
  • blackarrow
    Inserito alle 12:39h, 04 Maggio Rispondi

    E’ proprio per questo che auguro quanto prima lo smantellamento “totale” dell’America. Prima cerano i bisonti, ora gente totalmente senza un briciolo di cervello.

  • francesca
    Inserito alle 15:12h, 04 Maggio Rispondi

    Questo piano fallirà miseramente. Forse gli europei ne pagheranno le conseguenze, ma il piano fallirà.

  • Giorgio
    Inserito alle 07:45h, 05 Maggio Rispondi

    Non ci sono dubbi …..
    Le campane suonano “a morto” per gli anglo americani ….

  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 08:38h, 05 Maggio Rispondi

    E’ tentativo disperato di vecchio grande attore al tramonto deciso ad impersonare ancora protagonista eroe giovanile… sarà un fiasco!… gli resteranno (se va bene) piccoli ruoli da comprimario…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  • stefanogrim
    Inserito alle 14:33h, 05 Maggio Rispondi

    mah! tutti a dire e ripetere che la russia non avrebbe i fondamentali per estendere la sua influenza all’europa ! Ha le migliori armi convenzionali e non convenzionali, ha 150 milioni di abitanti; è ricca di risorse; ha un’industria tecnologica all’avangiuardia…ma siccome non produce la Coca Cola non ha i fondamentali per questo e quell’altro! Invece nessun dubbio che i fondamentali ce li avessero inghilterra e germania che, pur avendo nel secolo scorso una popolazione nettamente inferiore a quella russa, un’industria che non era neppure lontanamente alla pari con quella della russia attuale, hanno dimostrato di poter benissimo dominare imperi e l’europa intera….certe analisi come quella del professore dell’articolo mi sembrano ispirate dal solito becero razzismo anti russo!

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