Lo smottamento del sistema di dominio occidentale   

di Luciano Lago   

 Il nuovo ciclo storico che l’Occidente ed il resto del mondo sta attraversando è caratterizzato da un radicale cambiamento dei fattori di equilibrio che, fino ad oggi, avevano assicurato il predominio del sistema americano centrico sul panorama mondiale.

L’economia globale è nella tempesta perfetta. La combinazione di fattori oggettivi e soggettivi non lascia alcuna possibilità di tornare al modello politico ed economico che esisteva prima dell’inizio della pandemia del Covid 19 e ancora di più prima del colpo di stato di ispirazione statunitense a Kiev nel 2014 e dell’inizio della campagna sanzionatoria  dell’Occidente contro la Russia.

Di certo il conflitto militare in Ucraina è stato uno spartiacque che ha segnato una rottura con il passato e l’inizio di una nuova realtà geopolitica.

Questa campagna di sanzioni, per come è stata impostata e gestita, si è ritorta con i suoi effetti negativi contro lo stesso occidente ed in particolare contro l’Europa che rischia di vedere affossata la sua economia ed il suo sistema sociale.

L’incapacità di calcolare anche le conseguenze a breve termine della propria politica è una chiara prova del pauroso degrado delle élite occidentali.

La riluttanza dell’Occidente, a guida anglosassone, a venire a patti con il corso oggettivo dello sviluppo storico, a trovare il suo posto nel nuovo ordine internazionale che si va prefigurando, multipolare e policentrico, è irrazionale ed è radicata nel suo passato suprematista di schiavista e colonialista.

Il tempo del mondo “americano-centrico””, con la  Pax americana, è irrimediabilmente finito: l’Occidente anglosassone, la cui cultura popolare è ancora dominata dal diritto appropriato alla superiorità globale, da tempo si è trasformato da egemone mondiale in speculatore mondiale e gestore del racket armato  a spese di altri popoli.

Non si può disconoscere che la crescente crisi globale è causata dalla feroce lotta dell’Occidente a guida USA per mantenere e rafforzare il proprio dominio e dall’imposizione senza cerimonie delle proprie “regole” alla comunità mondiale, cosa che non poteva non causare una grave destabilizzazione delle relazioni internazionali.

Il premier Modi conn Putin e Xi Jinnping

L’istigazione delle guerre, ieri in Medio Oriente, Asia e nord Africa, oggi in Ucraina come a Taiwan, è sempre una peculiarità degli Stati Uniti e dei loro soci.

L’Ordine mondiale che abbiamo conosciuto fino ad oggi, è entrato in un processo di sfaldamento graduale ma irreversibile.  Vengono meno tutti i caposaldi che lo sostenevano, dalla grande finanza predatoria ai grandi organismi sovranazionali, agli accordi di libero scambio ed ai regolamenti internazionali. Il vento della globalizzazione sembra del tutto esaurito e viene sostituito da intese fra  paesi affini e da nuovi blocchi di potere che prendono il posto delle vecchie consorterie filo occidentali.

Il fattore nuovo è la riluttanza della maggior  parte dei paesi del sud del mondo nello schierarsi dalla parte degli USA e nel fornire a Washington ed ai suoi alleati  sostegno aperto nelle politiche sanzionatorie. 

I media occidentali ignorano il fatto (o fingono di ignorare) che la Russia non è sola nelle sue preoccupazioni. È sostenuta non solo dalla Cina e dall’India, ma dalla grande maggioranza del cosiddetto mondo in via di sviluppo che rifiuta di accettare che l’Occidente debba persistere nel suo ruolo di determinare ciò che è giusto e sbagliato nel mondo intero.

africani accolgono la Cina

Solo i paesi assolutamente dipendenti o addirittura apertamente occupati, come il Giappone, sono dalla loro parte. La maggioranza aderisce alla neutralità, facendo di tanto in tanto dichiarazioni sulla necessità di una soluzione pacifica ai problemi esistenti. Le ragioni di una posizione così vaga sono semplici: da un lato, molti paesi dipendono ancora dal mercato dei capitali occidentale e dal dollaro USA come valuta mondiale.

Gli Stati Uniti oggi hanno quasi tutti i classici segnali di crisi: un debito enorme e un indebolimento della valuta di riserva, crescono i conflitti socio-politici interni, sono evidenti un livello estremamente basso di dirigenti capaci e una mancanza di conpetenza tra le élite politiche dominanti.

Secondo molti analisti, gli Stati Uniti stanno ora cercando di fermare il loro declino, principalmente a spese dell’Unione Europea: stanno indebolendo economicamente i paesi europei, imponendo loro le loro costose risorse energetiche, distruggendo così l’industria europea e la sua stabilità sociale, e anche in modo significativo indebolendo l’euro come seconda valuta di riserva mondiale dopo il dollaro.

Tuttavia questo non basterà agli Stati Uniti per riprendere la posizione di leadership mondiale che hanno detenuto per anni dopo lo sfaldamento della vecchia  URSS.

L’elite di neocon guerrafondai che controlla l’amministrazione USA di Biden sta giocandosi le sue ultime carte per invertire il corso della Storia e riprendere la sua posizione di egemone unipolare.

Non sembra realistico che gli altri paesi emergenti gli  permetteranno una tale inversione di rotta ed inoltre non ne hanno i mezzi. Il dollaro viene gradualmente sostituito negli scambi internazionali e alcumi degli stessi tradizionali alleati degli USA  stanno passando dall’altra parte, persino dall’Аmerica Latina, una volta il “cortile di casa” di Washinton, fioccano le richieste di adesione al BRICS, il blocco dominato da Russia e Cina.

Non possiamo prevedere quale sarà l’esito finale di questo processo ma lo sbocco di questo potrebbe essere traumatico per tutti quelli che ancora si illudevano di poter proseguire all’infinito con le vecchie politiche di dominio. La Storia non concede sconti ai perdenti e sono diversi i grandi personaggi del passato, da Cola di Rienzo a Napoleone,  che lo hanno imparato a proprie spese. 

4 Commenti
  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 07:51h, 27 Ottobre Rispondi

    Moriremo di fame… con un dollaro in bocca…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

    • Giorgio
      Inserito alle 08:56h, 27 Ottobre Rispondi

      Già egregio NUCCIO ….
      Il dogma del nefasto “progresso” ci ha riempito di industrie tossiche, per il corpo e per la mente, tanto è vero che si affermava scherzosamente che ci saremo cibati di bulloni …. e ha causato lo spopolamento dei piccoli comuni, una dannosa urbanizzazione e l’abbandonano delle campagne, promuovendo stili di vita innaturali e la rendita speculativa al posto del reddito da lavoro …
      Il crac imminente del modello occidentale ci farà restare con in mano inutili telefonini e pc senza connessioni, carte di credito senza fondi, e banconote carta straccia ….

  • Gas
    Inserito alle 10:42h, 27 Ottobre Rispondi

    E’ vero ciò che dici Backward, ma allo stesso tempo la cabala mondiale è divisa in due, da una parte i globalisti, dall’altra i “conservatori”. Fino ad ora gli interessi sono stati comuni, per questo vediamo governi di destra e di sinistra che si scambiano di posto ognu due per tre. La cosa più importante per il momento è ottenere il controllo totale della popolazione, e per fare ciò ha senso che queste due elitè si schierino dalla stessa parte.
    Il vero problema (per loro) sarà quando avvranno ormai ottenuto il controllo di tutti i popoli, e allora passaranno al come gestire questo grande “allevamento intensivo” chiamato pianeta terra. Ed è qui che saranno cazzi amari per loro.
    Io credo che in quel momento queste fazioni si distruggeranno a vicenda, in un modo o nell’altro, e noi (ovvero coloro che non avrranno fatto nulla) rimarremo gli unici in piedi.

  • Vito Ernesto Baggi
    Inserito alle 17:08h, 27 Ottobre Rispondi

    Per GAS: saremo0 in piedi salvo che per distruggersi le fazioni non useranno bombe atomiche, bombe al neutrino, virus letali ecc…ecc… dicendo: “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Allora di noi non resterà traccia alcuna.

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