Lo scontro fra Occidente e Russia si prefigura come ideologico prima che politico e militare


di Luciano Lago

Il cursus della Storia dell’Occidente dal dopoguerra ad oggi dimostra in modo inconfutabile che il sistema occidentale, con tutte le sue peculiarità, attualmente presenta tutti i segni inarrestabili di una netta decadenza ed è arrivato al suo culmine da cui ha iniziato la sua caduta che non è soltanto di carattere politico ed economico ma rappresenta anche un crollo di civiltà e di morale che oggi investe sia l’Europa sia gli Stati Uniti e il nord America.
Questo processo si è reso ancora più evidente dopo l’ultima ritirata disastrosa delle forze statunitensi e della NATO dall’Afghanistan, considerando come hanno lasciato quel paese dopo 20 anni di intervento bellico. Una situazione non migliore di quella che lasciavano le orde barbariche nei loro interventi sulle terre conquistate: rovine, massacri, saccheggio delle risorse, fame e depravazione.
L’Occidente oggi non rappresenta una forma di civiltà evoluta ma piuttosto una depravazione progressiva della sua stessa civiltà avviata sulla china delle nuove ideologie globaliste e distruttive delle identità tradizionali e della cultura europea, il tutto in nome di un preteso universalismo apolide caratterizzato da materialismo consumistico e individualista.
Era inevitabile che il paese capofila di questo Occidente, gli Stati Uniti d’America, entrassero in conflitto con la Russia di Vladimir Putin che Washington per diversi anni aveva provato a sottomettere e disarticolare dopo la disgregazione dell’URSS avvenuta nel 1991.
Tuttavia non bisogna pensare che questo attacco e questa aggressività reiterata sia dovuta esclusivamente ad un fattore geopolitico, quale la volontà americana di dominio unipolare e di schiacciare una potenziale super potenza concorrente.
Certamente questo è un fattore importante ma non è il solo. Il fattore scatenante dell’ostilità della elite di potere statunitense contro la Russia di Putin è un fattore ideologico: fra Mosca e Washington si scontrano due concezioni del mondo.

L’Occidente a guida statunitense rappresenta il rovesciamento del mondo tradizionale contro la Russia che si è assunta il compito di difendere il mondo della Tradizione e i valori immemorabili dell’umanità, in netto contrasto con le forze occulte della sovversione che agiscono in Occidente.
Se diamo uno sguardo alla Storia, una ostilità dell’Occidente, in particolare del mondo anglosassone, dell’Impero Britannico prima e dell’Impero Americano dopo, c’è sempre stata nei confronti della Russia, sia quando questa era la potenza governata dagli Zar, sia quando poi si è tramutata in Unione Sovietica. Basta ripercorrere le tappe della Storia dal 19° secolo in poi e ricordare le guerre fatte dall’Occidente per sottomettere la Russia, dalla guerra Crimea in poi e le collusioni (non casuali) degli ambienti del capitalismo anglosassone con i rivoluzionari bolscevichi che si ripromettevono il cambio di potere a Mosca.

Cittadini russi festeggiano anniversario integrazione della Crimea


Dopo lo sfaldamento dell’URSS, gli anglosassoni hanno cantato vittoria troppo presto e, come noto, hanno infiltrato in Russia gli oligarchi di loro fiducia per privatizzare e impadronirsi dei beni e delle risorse della Russia fino a che il processo avviato non è stato bruscamento interrotto dal presidente Putin che ha fatto arrestare e bloccare tali soggetti, oltre a neutralizzare di fatto la quinta colonna filo occidentale che tramava per destabilizzare il paese euroasiatico. Tuttavia quest’ultima non è scomparsa ma è in parte ancora presente all’interno dello spazio politico russo.
Negli anni successivi la battaglia condotta dall’Occidente contro la Russia si è svolta in gran parte nell’area culturale, ovvero nella comunicazione, per influenzare la società russa con il modo di vita occidentale, consumistico ed individualista, dove le potenze anglosassoni hanno investito molte risorse per diffondere, attraverso i loro media e social, le mode ed i cliché tipici dell’occidente, in particolare fra le giovani generazioni, più sensibili alle mode e attirate dallo stile di vita occidentale.
Questa la pricipale battaglia culturale che la Russia di Putin deve sostenere per contrarrestare i fenomeni di disgregazione dall’interno che gli anglosassoni stanno pilotando come strategia di lungo periodo contro la Russia, divenuta oggi custode della tradizione e dei valori sacri della famiglia e della sacralità della vita.
In parallelo gli Stati Uniti e la NATO hanno condotto un progressivo accerchiamento della Russia mediante l’inglobamento nella NATO di tutta una serie di paesi dell’Est Europa che in precedenza erano membri del Patto di Varsavia, approfittando di un sistema di pressioni e di ricatti economici, che ha consentito a Washington di aggregare nella rete della NATO uno ad uno questi paesi fino a creare un blocco che va da Vilnius a Lisbona e che circonda la Russia con una catena di basi militari le cui armi sono puntate verso Mosca.

Sostegno all’Esercito russo da parte dei cittadini
Putin partecipa a cerimonie religiose ortodosse tradizionali con il Patriarca di Mosca


L’Occidente ha dato ad intendere che, se non riuscisse a destabilizzare dall’interno al Russia, l’alternativa è quella di provocare un conflitto fra la Russia e gli stati regionali cooptati dagli USA in funzione anti russa dove sono state create piattaforme offensive contro Mosca, in una sorta di cintura ostile che viene attivata nel momento opportuno dagli agenti di Washington e Londra.
Chiaramente questo non è tollerabile per la Russia che oggi, dopo un periodo di ingenua trattativa di coesistenza con gli USA e con la UE, ha finalmemnte inteso che nessuno spazio di compromesso è possibile con coloro che hanno come principale obiettivo quello di sottomettere la Russia e scardinare il suo governo.
Questo spiega il cambio di atteggiamento di Putin che si è deciso per la prima volta a lanciare un ultimatum agli USA ed alla NATO per ottenere garanzie di sicurezza e di non allargamento della NATO ad est che sono il minimo che Mosca poteva richiedere ai suoi inaffidabili partners occidentali.
Questa decisa presa di posizione di Putin è stata resa possibile dal fatto che la Russia militarmente ha fatto grossi passi avanti negli armamenti e nella tecnologia , dedicandosi a sviluppare missili ipersonici come i Kalibr, Kinjal, Avangard, Krasukha, Bastion e molte altre armi che le hanno conferito il vantaggio strategico, quello che consentirà a Mosca di mettere in scacco le forze occidentali qualora tentassero il colpo a sorpresa contro la Russia ed i suoi alleati, come la Bielorussia e la Siria.

Allora forse Washington e Buxelles saranno costrette ad ascoltare le richieste tassative dell’ultimatum russo alla NATO. Tuttavia si può essere certi che la battaglia culturale fra le due parti , Occidente e Russia, non si andrà ad esaurire ma continuerà nel lungo termine poichè a questa è collegata la possibilità di rappresentare una ispirazione ed un modello per tutto il mondo.
Il modello si impone prima delle armi ed a questo fa seguito la vera conquista dei popoli che è quella dell’anima e dello spirito e questa diventa definitiva

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