L’Italia sfida l’Occidente mentre aderisce ufficialmente al “Progetto Neocoloniale” della Cina


Con Bruxelles e Washington rimasti impotenti, il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro italiano hanno firmato sabato mattina a Roma uno storico memorandum d’intesa che ha reso l’ Italia il primo membro fondatore dell’Unione Europea e la prima nazione del G-7 ad aderire ufficialmente a quella che Pechino definisce ” Un’iniziativa di sviluppo economico di One Belt, One Road “- una delle iniziative firmate dal presidente Xi Jinping che molti hanno definito il progetto ombra della Cina per ricolonizzare le nazioni più povere del mondo.

Insieme a questa, i due leader hanno firmato accordi di sviluppo che coprono tutto, dalla gestione dei porti, alla scienza e alla tecnologia, fino all’e-commerce, fino al calcio, che secondo quanto riferito varrebbe fino a $ 20 miliardi.

Sebbene OBOR (o BRI) abbia promesso di rafforzare i legami commerciali tra Occidente e Oriente, questo è stato deriso dal vicepresidente Mike Pence e da altri di Washington e in Europa come “diplomazia da trappola del debito” e un progetto neocoloniale ( senti chi parla di colonialismo economico N.B.).
Il viaggio di Xi in Italia, la prima tappa di un tour europeo di sei giorni, è coinciso con la decisione di Bruxelles di assumere una posizione più dura nei confronti dei cinesi. Durante una revisione della sua politica in Cina la scorsa settimana, l’Unione Europea ha proposto “10 azioni” agli Stati membri, tra cui la necessità di “reciprocità” per l’accesso al mercato e evidenziando presunti rischi di sicurezza nazionale derivanti dagli investimenti cinesi in “beni, tecnologie e infrastrutture critiche”. “(Tutte condizioni mai poste agli importanti accordi già fatti da Germania, Francia e Regno Unito con la Cina su cui Bruxelles non ha proferito parola N.B.).

Jean-Claude Juncker, capo della Commissione europea e “burocrate capo” non eletto di Bruxelles, ha descritto la Cina come “concorrente, non un partner, ma un rivale”, durante le osservazioni di venerdì. Ha parlato di concorrenza sleale lo stesso Junker che ha fatto entrare 500 multinazionali in Lussemburgo (quando era premier di quel paese), con riduzione di imposte all’1% degli utili ( N.B.) .

In quello che sembra essere un tentativo di placare la crescente trepidazione a Bruxelles sui legami di rafforzamento della Cina con l’Italia, e di diversi stati dell’Europa centrale e orientale, Xi avrebbe chiesto a Juncker e alla cancelliera tedesca Angela Merkel di unirsi a lui durante un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron previsto per martedì.

Nel frattempo, per commemorare la prima ancora “coloniale” della Cina nell’Europa continentale, nel corso di una conferenza stampa con il presidente italiano Sergio Mattarella, Xi ha detto che “entrambi i paesi dovrebbero rafforzare la cooperazione nelle infrastrutture, nei porti e nella logistica, nel trasporto marittimo e in altre aree, in modo che il grande potenziale possa essere realizzato. “

Tra i circa 30 accordi firmati c’erano due accordi di gestione portuale tra “China Communications Construction” e i porti di Trieste, situati nell’alto Adriatico, e Genova, il più grande porto d’Italia. Mentre Genova è un porto da lungo tempo, Trieste ha il maggior potenziale per la Cina, come le fonti del governo italiano hanno riferito in precedenza al “South China Morning Post” .

Il porto è strategicamente importante per la Cina perché offre un collegamento dal Mediterraneo ai paesi senza sbocco sul mare come Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Serbia, tutti mercati che Pechino spera di raggiungere attraverso il suo programma di “Belton road ” .
Secondo SCMP, altri accordi firmati riguardano aree quali i satelliti, l’e-commerce, l’agricoltura, le importazioni di carni bovine e suine, i media, la cultura, il settore bancario, il gas naturale e l’acciaio. I due paesi hanno inoltre convenuto di rafforzare la cooperazione in materia di innovazione e scienza, aumentare gli scambi bilaterali e istituire un meccanismo di dialogo dei ministri delle finanze.

Dopo la firma, i media cinesi hanno celebrato la decisione “pragmatica” dell’Italia e hanno predetto che non sarebbe stata l’ultima potenza occidentale a schierarsi con Pechino.
Sebbene l’Italia stia sfidando direttamente gli avvertimenti di Washington sulla “minaccia alla sicurezza nazionale”, quale endemica di fare affari con le società cinesi appoggiate dallo stato, con l’economia italiana impantanata in recessione, e le prospettive di crescita debole, Pechino ha offerto ai populisti dominanti di Roma qualcosa che L’Occidente non è stato disposto, o in grado, ad offrire: un vantaggio economico senza precedenti, come abbiamo spiegato prima. Ora, la domanda è: quanto gli Stati Uniti e Bruxelles si ritorceranno con misure contro i populisti dominanti in Italia per aver permesso a Pechino di rivendicare una partecipazione critica nel cuore del continente europeo.

Porto di Trieste


Nota: La Cina è un paese che impensierisce Washington in quanto non è controllabile e non è assimilabile all’Ordine Globale imposto dagli USA. Questo spiega la campagna di ostilità creata da Washington contro qualsiasi paese che voglia aderire al progetto della Belton Road che potrebbe spostare l’asse del commercio e dello sviluppo economico dall’Occidente atlantista all’Eurasia, un vero incubo per gli USA.

Fonte: Zero Hedge

Traduzione e note: Luciano Lago

9 Commenti

  • Idea3online
    24 Marzo 2019

    Come raccontata appare semplice, l’Italia che sanziona alla Russia, ed appare così coraggiosa con la Cina…tutto sembra assurdo. Se quello che non raccontano è più complicato, ed semplicemente usare la visita della Cina come contrasto destra e sinistra…o tra destra A e destra B. Accordi con la Cina quando la Cina fa affari con l’Italia da decenni, importando le sue merci senza nessun controllo le fabbriche italiane sono fallite a causa di costi alti e prezzi al dettaglio superiori della merce cinese anche se di qualità superiore la produzione italiana. Perciò siamo invasi dal Made in China ed spesso e quasi sempre guadagnano moltissimo importatori, quasi tutti occidentali. Probabilmente gli accordi con la Cina sono tutti approvati dagli USA. L’Italia non può…ci provò Berlusconi con la Libia e Putin, e Monti arrivò subito dopo. La Cina ha fatto semplicemente una visita di cortesia, certo è il braccio finanziario dell’Impero Russia&Cina, la Russia è il braccio militare. Alla fine l’Italia verrà tentata di allearsi alla Russia ma se questo accadrà sarà per le forze messe in campo dal Vaticano che troverà protezione presso la Chiesa Ortodossa.

  • Mardunolbo
    25 Marzo 2019

    Idea3online ha scritto cose che ritengo senza capo nè coda girovagando nella politica mondale…
    Di certo , se la Cina comincerà a muovere capitali per investire in Italia (porti ed infrastrutture) non sarà disposta a mollare l’osso, nel caso che l’Italia scontenti gli Usa.
    Ci troveremo quindi in una situazione di protezione , come il Venezuela, che non è stato aggredito direttamente in senso militare, per via degli investimenti russi e cinesi che impediscono agli Usa un colpo di forza !
    Se il governo attuale italiano durerà e vorrà togliersi da sanzioni alla Russia ed uscire da Nato, (gradualmente s’intende) lo potrà fare in futuro poichè sarà garantita la sussistenza dall’alleanza commerciale cinese. Vedasi come esempio anche l’Iran, dove l’alleanza con La Cina, permette la vendita di petrolio ed altro infischiandosene delle sanzioni Usa. Infatti gli Usa hanno già avvertito l’Italia di problemi futuri (da chi ? Dalla Cina ?). Come quando Kissinger ammonì Moro di non fare compromessi, come tante altre volte per i vassalli europei…

  • Mardunolbo
    25 Marzo 2019
  • Max Dewa
    25 Marzo 2019

    Uhhh a lei mardunolbo piace uno come blondet che fa delle virate alla schettino e di un disarcionante unico fa dei mix surreali di ipotesi insinuazioni sempre con quel tono canzonatorio come se gli altri fossero tutti degli imbecilli ,blondet fa parte Della plethora di controinformatori da evitare come LA peste ,mai stato da lui a petulare come una portinaiacome invece fanno tanti piuttosto vado su xhamster o al 7/11 dove c’e’ sempre qualche cirlino di passaggio

  • Francesco Longhi Degli Usberti
    25 Marzo 2019

    A vedere xi jinping comunista dittatore schiavista essere accolto a Palermo da micciche’ Noto cocainomane che si faceva portare al ministero LA bamba c’e’ da chiedersi se non sia meglio una guerra come dicevano I futuristi di marinetti

  • Idea3online
    25 Marzo 2019

    Dimentichiamo che l’Italia ha il Debito Pubblico enormemente insolvibile, è tenuta a galla dalla finanza Made in USA, se la Cina volesse aiutare l’Italia dovrebbe disinvestire tutte le obbligazioni americane….impossibile…..che l’Italia avrebbe tutto da guadagnare con la Cina è chiaro, esportare prodotti agricoli unici, e di turismo è una miniera eterna…..la realtà supera la fantasia….lo spread è un’arma di distruzione delle masse, se veramente l’Italia dovesse non ascoltare gli USA, ecco che lo spread come un pendolo colpirebbe ora a Destra ed dopo a Sinistra rimetterebbe in moto il processo Tecnico.

  • nicholas
    25 Marzo 2019

    Mi chiedo perchè proprio Palermo è nel mirino Cinese. C’e’ il porto di Giaia Tauro in Calabria.

  • Mardunolbo
    26 Marzo 2019

    Italia ha debito pubblico in realtà INESISTENTE, poichè generato dalla appartenenza all’Euro. Basta andare a leggersi informazioni a iosa su quanto successo all’Italia per opera di Andreatta e Carli. Poi si potrà parlare per dialogare.

  • Monk
    27 Marzo 2019

    Puzza di marcio intanto l’invasione è su più fronti,ma dobbiamo festeggiare mister sionista nutella che ha da poco avuto un figlio negher, si o no????!!!

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