"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’ITALIA NON C’E’ PIU’

di Adriano Tilgher

Qualcuno, ancora oggi, parla di SALVARE l’Italia; ma cosa significa se l’Italia non c’è più.
Non c’è più politicamente perché non esiste una proposta politica concreta e coerente, con una base culturale di cui sia espressione, da parte di nessuno; si rimane vittime del liberismo e delle leggi di mercato non capendo che l’uomo non è solo bisogni materiali ma è soprattutto ricerca di soddisfazioni di altro genere, che solo una politica di progetto può dare.

Coloro che sono al servizio dei poteri forti esteri, come il centro sinistra, il centrodestra ed i grillini, fanno proposte che cercano di rispondere alle più immediate problematiche economiche e materiali rimanendo nello squallido alveo liberista, senza che i più sappiano cosa significhi. Coloro che si definiscono alternativi e usano termini come “sovranismo” o “popolarismo”, parole che non riescono a riempire di alcun concreto progetto politico, sono comunque sempre pronti a correre in soccorso dei vari liberisti, siano essi di destra, di sinistra o grillini, per potersi sedere su uno scranno, magari anche ministeriale, senza alcun potere concreto.

La risposta è altrove.

Non c’è culturalmente per aver ceduto anche in questo, che dovrebbe essere un settore “nobile”, al mercato e aver tarpato la grande capacità creativa degli italiani facendo largo a lestofanti e baciapile che sono stati capaci di distruggere tutti gli elementi base del comune vivere. La famiglia? Non conta. I figli? Non si fanno ed eventualmente si comprano. La nazione? Non serve. L’Italia? Cos’è. L’Europa? E’ una moneta. La solidarietà? E’ dare una moneta a chi al semaforo ti pulisce il vetro, purchè non sia Italiano. La comunità? E’ il centro di recupero per i tossici…

Sgombero Roma

La risposta è altrove.

Sul piano internazionale veniamo sbeffeggiati da tutti; per la nostra posizione geografica dovremmo dialogare con i paesi dell’altra sponda del Mediterraneo e poi, quando ci proviamo, subiamo gli ordini e le imposizioni dei nostri alleati per inimicarceli: vedi il caso Libia, vedi l’Egitto, con il caso Regeni, costruito ad arte dai servizi inglesi ( in Spagna in un caso ben più grave e molto palese non abbiamo richiamato alcun ambasciatore).

Cerchiamo di riprenderci economicamente, con un intervento di quel poco che è rimasto della nostra industria di stato, con l’acquisto dei cantieri francesi, e la Francia, che si è comprata mezza Italia e ci ha imposto la guerra al nostro partner libico per scalzarci, si mette di traverso L’unica volta che ci siamo ribellati è stato quando l’Austria e l’Ungheria, dicendoci tra l’altro una cosa ovvia, ci hanno suggerito di chiudere i porti alle navi e delle Onlus e delle altre nazioni per porre fine all’orrendo traffico di esseri umani su cui si stanno arricchendo tanti cosiddetti umanitaristi.

Migranti in fila

La risposta è altrove.

Gli Italiani ormai si sono adeguati, lo spirito nazionale si può tirare fuori solo nelle competizioni sportive, nel festeggiare le sconfitte, i tradimenti e nel considerare eroi chi ha sparato a tradimento; la storia meglio non insegnarla più perché tutti si stanno accorgendo delle menzogne propinate come verità; Dante, il sommo poeta che tutto il mondo studia e ci invidia, meglio non studiarlo perché omofobo; le riforme sociali, fiore all’occhiello della nostra cultura del lavoro, ereditata da un preciso periodo storico, vanno smantellate perché ce lo ordina l’Europa, che attualmente non esiste, ma anche perché dovremmo riconoscere che “il male assoluto” ha prodotto qualcosa di positivo.

La risposta è altrove.

Potremmo continuare a lungo, comunque si voglia vedere la conclusione è sempre la stessa: l’Italia non esiste più. E’ diventata “l’espressione geografica” di cui parlava il Metternich; un’ espressione geografica ancora stupenda nonostante gli scempi da noi prodotti sul territorio.

Per creare tutto questo c’è voluta la complicità di tutti. Per uscirne non c’è da salvare nulla ma c’è tutto da ricostruire liberandoci dai legacci UE, per giungere ad una vera e nuova Europa dove l’Italia possa avere il ruolo che le spetta per la sua storia, la sua cultura, le indiscusse capacità del suo popolo, un volta tornata consapevole delle proprie peculiarità e del proprio destino nell’ambito della storia del mondo.

Adriano Tilgher

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code

  1. Citodacal 3 mesi fa

    Ah, ecco, mi pareva che l’Italia non esistesse più; ed è cosa che ripeto da qualche tempo a mio fratello concorde. E lo dico più con lo spirito genuinamente cosmopolita di Marco Aurelio – alquanto lontano dal deformato e meschino cosmopolitismo d’accatto del globalismo – , il quale imperatore era comunque consapevole d’essere cittadino del mondo, romano per nascita; del pari a lui, se anch’io sono cittadino del mondo e italiano per nascita, un’Italia più che dignitosa deve pur esserci.
    Tilgher dice “Per uscirne non c’è da salvare nulla ma c’è tutto da ricostruire liberandoci dai legacci UE”; riecheggia in modo abbastanza chiaro quanto già scriveva Gómez Dávila (stasera soggiungono molti dei suoi aforismi alla memoria): “Il reazionario diventa conservatore solo in epoche che hanno qualcosa da conservare”. In effetti non si conserva il cibo andato a male: e differentemente da altre cose, quest’ultimo offre almeno la possibilità d’essere compostato, invece d’essere gettato via.

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    1. PieroValleregia 3 mesi fa

      salve
      notare che tasso di “uomini” pronti al combattimento abbiamo, questo sarebbe un atleta che ci rappresenta nel mondo
      https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=11&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjSvo264IjWAhWBEVAKHUVEBwIQFghRMAo&url=http%3A%2F%2Fcalcio.fanpage.it%2Fgonna-e-borsetta-il-look-originale-al-femminile-di-bernardeschi%2F&usg=AFQjCNGNGOQlugoguDsNPPffCBlGqJs0qg
      atleta che sarebbe sinonimo di uomo rude e dedito a ben poche frivolezze, quasi ascetico …
      che schifo
      saluti
      Piero e famiglia

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      1. Giorgio 3 mesi fa

        Ineffabile.

        Piero, questo rappresenta al limite la Juventus che se l’è “comprato” non certo l’Italia, poi i soldi danno alla testa, basta che si guardi attorno.
        Le sembrano normali gli altri? Non si vestono da femmina ma “partoriscono”. L’abito non fa il monaco.
        A me fa letteralmente schifo ma io sono una bestia rara.

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      2. Citodacal 3 mesi fa

        No mi stupisco, ahinoi. Lo sport si è trasformato interamente in un’attività puramente ludico-estetico-prestazionale (nel senso più superficiale del termine); qualche anno fa gli stessi calciatori vennero paragonati, per fini pubblicitari, ai gladiatori dell’antica Roma… sarebbe mancato soltanto l’accostamento ai veterani della X Legio (l’atavico spirito celtico non m’impedisce di stimare il vecchio avversario romano).
        L’equazione lineare e inesorabile, che riverbera su qualsivoglia attività, recita implacabilmente come ogni fatica debba tradursi nei termini del solo denaro e della fama, massimizzati nel modo più estenuante e sfruttato possibile (1); l’obiezione più sciocca e ricorrente ripete che non si può vivere di sola gloria (ammesso che sia davvero tale…), non riuscendo ormai più a comprendere come ogni attività davvero meritevole – la quale ovviamente necessita d’un riconoscimento in parte materiale – “produca” un surplus di natura sottile molto più ampio, laddove non venga interamente vincolato alla semplice e matematica remunerazione da banchiere, in qualsivoglia natura essa sia saldata. Questo “surplus” crea coesione sociale e contribuisce a generare e sostenere le civiltà degne di questo nome, ed è qualcosa di ben differente dall’idolatrare personaggi pubblici di qualsiasi genere sulla base delle proprie pulsioni viziose, nonché dei propri volgari desideri insoddisfatti. Il carattere si crea battendo adeguatamente su se stessi come fa un fabbro col metallo; e quanto maggiormente si affina, tanto meno è sensibile alla lusinga del riconoscimento ponderale, anche di natura narcisistica: ciò ha a che fare con l’ascesi (che letteralmente significa “esercizio”) tanto nell’atletica che nella quotidianità.
        Se ritorniamo all’antica locuzione per cui una mente sana procede accanto a un corpo sano possiamo rivedere come una attività atletica effettiva (il senso consueto del termine “sportiva” sarebbe qui riduttivo), lungi dal perseguire un senso del “benessere” puramente psicologico, favorisca invece, accanto a un fisico maggiormente in grado di rapportarsi a un ampio ventaglio di situazioni, anche l’allenamento di una mente più vivace e sveglia e più incline, come indicherebbero i buddisti, a non farsi catturare da alcunché (e senza tracimare nel culto egoico di se medesima, il che sarebbe a pieno titolo un’altra distrazione controproducente): l’opposto dell’obbligo da prestazione che ormai anima qualsiasi attività.
        Ma senza arrivare fin quassù, almeno per lo sport attuale sarebbe sufficiente riacquisire lo spirito che animava il tempo di Coppi e Bartali.

        (1) L’atteggiamento di fondo del generale Jean-Marie-Mellon-Roger Valhubert che ad Austerlitz, colpito a morte da una palla di cannone alle gambe, rifiutò il soccorso per ottemperare all’ordine diretto di Napoleone di non sguarnire i ranghi (ai soldati che intendevano soccorrerlo disse: “Restate ai vostri posti, so morire benissimo da solo. Aver già perso un uomo non è un buon motivo per perderne altri cinque”), passerebbe inevitabilmente per quello d’un minchione.

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      3. Citodacal 3 mesi fa

        Adesso attendo soltanto l’imbecille che paragoni l’attuale gonna da uomo al glorioso “kilt” scozzese (che inizialmente era un rozzo plaid avvolto attorno al corpo e legato annodato alla vita, cadendo a mo’ di gonna – https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/06/Highlander-kilt.jpg) oppure alla tunica greco-romana, in uso anche nel Medioevo.

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        1. PieroValleregia 3 mesi fa

          … e arriverà anche un’altra cosa: il fatto di questo (calciatore) tizio(?) vestito da donna non sarà sfuggito, tutt’altro, ai vari ultras delle squadre avversarie di quelal dove lui milita, quindi immagino i cori che gli saranno riservati …
          cori di un tenore lirico, nonchè aulico, pari al inguaggio dei vecchi “camalli” (scaricatori di porto) genovesi, questo fatto scatenerà
          le varie boldrine, littizzetto, fabifazi, mentana e tutto il luridume che infesta l’Italia, con trasmissioni interminabili dove si chiederà la chiusura del campionato in quanto evidente competizione omofoba…
          saluti
          Piero e famiglia

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  2. Werner 3 mesi fa

    Dal momento in cui gli italiani si stanno estinguendo a causa della denatalità, scompare di conseguenza l’Italia. Rimarrebbe (forse) solo l’entità statale, l’attuale repubblichetta delle banane in vigore dal 1946, e beh? Non ha mai rappresentato l’Italia in quanto nazione, cioè espressione del popolo (o dei popoli) che la abita, per cui non vi sarà nulla di strano quando sarà popolata esclusivamente arabo-musulmani, negri e asiatici.

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    1. Anonimo 3 mesi fa

      Perche’ gli Italiani si estinguano a causa della denatalita’ (di cui cmq si dovrebbero studiare di piu’ le cause) ci vorra’ del tempo. Quindi saranno prima “sostituiti” dagli immigrati, per lo piu’ africani.

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    2. Tania 3 mesi fa

      Ieri per caso ho visto un video che parlava di un certo Gustavo Rol, veggente, etc, un torinese morto qualche anno fa, questo nel 1991 disse ad un amico “nel 2020 in Italia il 60 % delle donne saranno straniere, il 40% italiane”.

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  3. Giorgio 3 mesi fa

    Tigler mi ha fatto ritornare alla mente i ricordi della mia gioventù quando vedevo girare le FIAT Topolino con la scritta a pennello apposta sul retro: FERRARI.
    Nonostante tutto il prodigarsi dei padri della patria sono riusciti a partorire una creatura informe, e d’altronde che aspettarsi da degli omosessuali in nuce?
    La cultura della perfida Albione ha fatto scuola, questa era usa prendere la carta geografica mondiale tracciarvi dei segni e scriverci sopra il nome delle nuove nazioni, e voilà, il gioco è fatto!

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  4. Eugenio Orso 3 mesi fa

    La sintesi potrebbe essere:
    L’Italia è un paese occupato, retto da collaborazionisti e infestato da false opposizioni politiche di comodo.
    L’Italia è ridotta a semi-stato non marxista, ma neo-liberista, nel senso che non ha più sovranità, monetaria e politica.
    Gli italiani sono impoveriti e idiotizzati (se non bestializzati con droga, alcol, slot, tamburi, circences a pagamento senza il panem), impauriti, ricattati, perciò docili e flessibili, incapaci di opporsi.
    La solidarietà comunitaria ed anche classista non esiste più, le tradizioni sono in via di rapido smantellamento.

    Cari saluti

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  5. giannetto 3 mesi fa

    Requiem.

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  6. Aldus 3 mesi fa

    Notarella di costume che forse varrà nulla, ma che dà da pensare circa la virilità degli Italiani, cioè la forza di carattere che fa quindi anche suscitare orgoglio e ira spicciola, quella che ammassa gente e la porta a dare l’assalto ai palazzi del potere. Una volta, anni ’60 compresi, gli Italiani maschi comuni e no, erano come anche oggi sempre pronti a dar di femmina, galletti cronici, oppure severi verso sé stessi per partito preso e per i molti motivi dettati dal buon senso pur sentendo l’impulso chiaro e netto. MA se cercavano di conquistare una donna, mica avevano intenzione di sposarsela subito ad occhi chiusi. Cercavano insomma sempre di fare i furbi ed avere la cosa, mentre le donne italiane, che ben li conoscevano, li facevano sospirare astutamente oppure li menavano al matrimonio dietro speranza dell’imeneo. Le “donne liberate”, non le voleva sposare quasi nessuno e forse neanche i comunisti, notissimi cornuti quando incappavano nelle compagne del “libero amore”. Oggi, da molti anni, l’italiota comune non guarda mai al passato di una qualsiasi donna avvenente ai suoi occhi: la sposa subito ad occhi chiusi anche se ha fatto la puttana, se è una trans, se è una escort, se è una lazzarona, se gli dice sul muso che a lei piace darla a chi vuole. Insomma, che sia buona o stronza o avida, o acculturata o ignorante come un bue, a lui non importa più nulla, tanto si piega al bisogno della femmina per la femmina, le obbedisce a bacchetta, si fa menare per il naso. Naturalmente è tanto viziosetto che magari fa pure il culattone di nascosto. Questa servitù seguita senza nemmeno vergognarsi e spontanea, è indice di una debolezza profonda che mostra anche una certa viltà e una rassegnazione a tutto pur di godere di qualsiasi cosa l’istinto lo stimoli. Da uno così, pronto a rassegnarsi pur di tirare avanti, non cavi un ragno dal buco. E se davvero da piccole cose si intuisce il grosso, allora possiamo dire che se la maggioranza è così, soprattutto svirilizzata nell’anima e nella mente, e più buona a girare con la mountainbike che a pensar su a come vendicarsi dalla servitù imposta da chi domina il paese, allora è davvero morta l’Italia. Ma ancora si spera che non siano tutti così, poiché nella storia, più che le masse, vincono i pochi determinati e decisi che sovrastano il popolo bue.

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    1. Citodacal 3 mesi fa

      “…tanto si piega al bisogno della femmina per la femmina…” (cit.)

      La precedente è davvero impagabile.
      Rincarerei la dose: non è per nulla virile né il piegarsi al suddetto bisogno fine a se medesimo, né l’agir furbescamente come un galletto (che spesso fa la fine del pollo in casseruola). Visto dalla prospettiva maschile, il polo femminile (1) rappresenta tutta una serie d’incognite, come del resto è nel verso reciproco (tradizionalmente il “femminile” viene rappresentato attraverso la polarità “oscura” del mistero e dell’ignoto, e senza che nessuno o nessuna si sia scandalizzato mai di ciò durante il passato, né abbia mai voluto attribuire alla questione una accezione negativa, se non in via ormai deviata e decadente: così fosse davvero – ovvero il femminile avesse realmente una tara morale ed ontologica negativa –, dovremmo disprezzare sia il catodo che gli anioni e mandare a ramengo lo scorrere della corrente elettrica…). Come dunque possono seriamente esser considerati virili il piegarsi supino e accomodante al bisogno e l’agir di sotterfugio per la bava alla bocca? Con queste prerogative infatti un guerriero non saprebbe scagliarsi in avanti (e per difendere il suo popolo, mica per sopraffare).
      Immaginiamo quindi se, innanzi all’ignoto/polo femminile metafisico testé brevemente tracciato, uno scienziato, un esploratore, un condottiero, un filosofo, un uomo di genio, un uomo di Spirito (equivalentemente anche di sesso femminile) si comportassero come il gallesco furbetto o come il lampacione psico-dipendente dalla patata di poc’anzi: non sortirebbero nulla di concreto e reale, ma solamente stentate indecisioni e mediocri compromessi i quali, innanzi allo sconfinato – e un poco terrificante – ignoto, equivarrebbero a velarne ulteriormente il volto.

      (1) Vale la pena puntualizzare che per polo femminile intendiamo il polo metafisico equivalente (ciò che l’ermetismo occidentale indica col simbolo della Luna o dell’Argento e il taoismo cinese col termine Yin) e che pertanto è ben lungi dalla “donna” psico-fisica, così come il polo maschile è ben lungi dall’ “uomo” psico-fisico (checché insistano certe diffuse volgarizzazioni attuali, in ciò pienamente consone allo sbracamento decadente, col ridurre la valenza d’ambedue i poli alla semplice e fugace contingenza apparente).

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      1. Aldus 3 mesi fa

        Le polarità insite nell’uomo sono: Adam-Cadmon ed Eva-Lilith, nella donna sono Eva-Lilith e Adam-Cadmon. Nell’incontro fra i due si sviluppano richiami reciproci delle quattro valenze che possono avere esiti differenti, sia che predomini Cadmon o Lilith o Eva o Adam.
        La liberazione e completamento avviene quando l’uomo sviluppi la sua Eva e quando la donna sviluppi il suo Adam. Allora si celebrano le nozze interiori. L’uomo schiavo della fica è schiavo di Lilith, la donna succube dell’uomo macho è schiava di Cadmon. Multiformi sono le gradazioni e i legamenti interiori o gioco di queste valenze.

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        1. Citodacal 3 mesi fa

          Precisamente. Ed è interessante notare come l’esempio in questione riguardi un sistema quaternario, invece della più consueta ed immediata dualità, fotografando il fatto che nell’ambito manifestativo ciascuno dei principi serbi in se stesso qualcosa dell’altro, e che pertanto possa duplicarsi all’indefinito in modo esponenziale, analogamente alla Luce che racchiude una parte di buio e al Buio che racchiude una parte di luce (come esemplificato nel noto simbolo del Tao), almeno finché non venga operata una trascendenza dirimente e tale da riportare all’Originarietà divina indifferenziata (la cosiddetta “coniugatio” alchemica, che anche nell’ambito umano e di coppia procede ben oltre l’aspetto meramente sentimentale, o dell’armonia psicologica individuale – anch’essa dopotutto abbastanza illusoria e legata alla qualità del tempo e non dell’eterno – e ben oltre anche alla iniziale complementarietà dei poli).
          Ora, questa indifferenziazione dei sessi (1) propria all’alveo divino e non umano (ove per forza di cose compare in maniera differenziata) viene grottescamente deformata e “operata” per via infera attraverso le varie teorie “gender” le quali, invece di procedere per il verso d’una fusione innalzante al mondo divino, spingono verso il caos confuso dell’infraumano.

          (1) la vera valenza dell’Androgine alchemico non è quella d’essere una mostruosità chimerica, bensì quella di situarsi al di là della dualità, e non in contraddizione della stessa; pertanto la confusa miscela tra i tratti maschili e quelli femminili, esplicantesi anche nella moda della gonna e borsetta per uomo riportata da Piero, certifica del totale fraintendimento della simbologia tradizionale teso al capovolgimento della verità.

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          1. Giorgio 3 mesi fa

            La vice-sindaco di Barcellona ha mostrato al mondo la differenza tra la gonna ed il pantalone, infatti se avesse indossato i pantaloni avrebbe dovuto toglierseli per pisciare, cosa che invece non deve fare l’uomo, quindi spiegato facilmente, in modo plateale, la differenza tra i due indumenti e conseguentemente tra i due sessi.
            L’uomo può minzionare in piedi grazie alla patta, la donna no, se lo facesse, con la gonna, correrebbe il rischio di bagnarsi oltre che le gambe anche i piedi. Questo è l’aspetto puramente funzionale dei due indumenti, mentre nel caso del kilt evidenziato da Cito è un’altra cosa.
            Come ho già scritto in occasione della legge Cirinnà l’uomo e la donna sono complementari non nel modo metafisico descritto da Aldus ma per tutt’altra ragione.
            L’uomo ha il corpo fisico maschile mentre quello energetico femminile, quindi Admon-Cadmon c’entrano poco, viceversa la donna ha il corpo fisico femminile mentre quello energetico è maschile, perciò anche in questo caso Eva-Lilith non forniscono la spiegazione.
            E’ facilmente intuibile che dall’errato interagire tra queste due polarità sortiscano le più svariate devianze sessuali.
            Chi ha assistito alle ultime sfilate di moda dell’abbigliamento maschile ha notato che i proponenti. tutti patologicamente sessualmente deviati, hanno mischiato l’identità gametica.
            Vestendo l’uomo in parte come la donna e viceversa, attirando in trappola quelli mentalmente deboli come il giocatore segnalato da Piero.
            Il soggetto, senza rendersene conto, ha messo in luce la sua intimità, ma i più scafati hanno capito che è nudo.

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          2. Citodacal 3 mesi fa

            @Giorgio
            La vice sindaco di Barcellona ha infatti pisciato stando in piedi (forse per emulare l’opzione al maschile od ostentare una certa “virilità”, virilità che è indubbio appannaggio anche del genere femminile, ma in tutt’altra forma, essenza e manifestazione); non mi stupirei (anzi, perché non l’ha fatto?) che, indossando i pantaloni, si sarebbe fotografata pisciandosi nei medesimi: fa tanto sensuale, trasgressivo e “trendy”…!
            (ora si scherza, ma durante l’assedio di Stalingrado vi furon davvero soldati tedeschi che si pisciavano e defecavano addosso per trattenere un poco di calore corporeo in più, aumentato da quello degli escrementi; come a dire: anche nel fare scherno bisogna riporre sempre attenzione a prendere ogni cosa, pure la più banale e ripugnante, troppo alla leggera)

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  7. Tania 3 mesi fa

    Perché i giocatori cantano l’inno nazionale?
    Dov’è la squadra della UE? UE ai campionati mondiali…
    Dov’è la nazionale ueliana alle olimpiadi?

    Buffoni.
    Traditori.
    Farabutti.
    Loschi…
    Omini.

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  8. Walter 3 mesi fa

    C’è un punto che non condivido, quando scrivi: “Oggi, da molti anni, l’italiota comune non guarda mai al passato di una qualsiasi donna avvenente ai suoi occhi: la sposa subito ad occhi chiusi anche se ha fatto la puttana…”. La mia impressione (ed è confermata dai numeri) è che i giovani di oggi non abbiano più alcuna propensione al matrimonio. Il numero di matrimoni diminuisce di anno in anno mentre quello dei divorzi e in costante aumento. Magari, però, è vero che quelli che si sposano non guardano al passato del partner; forse guardano con maggior interesse al suo reddito. Le esperienze negative della mia generazione (i cinquantenni di oggi) hanno insegnato ai giovani che un uomo che sposa una donna senza reddito si mette un cappio intorno al collo per il resto della sua vita. Conosco molti miei coetanei che lavorano per mantenere la ex-moglie (che si fa consolare da qualcun altro), sopravvivono negli stenti e non hanno le possibilità economiche per “rifarsi una vita”..

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    1. Citodacal 3 mesi fa

      La percezione esistenziale dell’unicità e irripetibilità è meno che zero; l’utilitarismo invece al massimo. L’intercambiabilità superficiale spinge a ragionare nei termini della merce da poter restituire, nel caso insoddisfatti, anche e soprattutto per ciò che riguarda le relazioni umane. Se un poeta o un pittore sentissero e ragionassero nei termini del risultato appagante e privo di difficoltà continue, pagine e tele rimarrebbero desolatamente bianche.
      E benché mantengano intatta la loro carica di grandezza drammatica e sublime, almeno per chi ancora intende, espressioni significanti come quelle di Marco Aurelio (“Siamo nel mondo per reciproco aiuto, come piedi, come mani, come palpebre, come denti di sopra e di sotto in fila”, Pensieri, II, 1; “E ama, ma veramente, gli uomini coi quali il destino ti ha unito”, Pensieri, VI, 39) valgono al sempre più ordinario essere umano come la carta da cesso.

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  9. Mario Rossi 3 mesi fa

    Prima di tutto bisogna scavare ed andare alla fonte del problema: ma l’Italia è mai esistita? La risposta è no! l’Italia non è mai esistita nella storia dell’uomo, è solo una costruzione di una banda di intellettuale froci e nullafacenti chiamati Carbonari, che altro non erano che un ammasso di smidollati al servizio del conte di cavour al fine di produrre un substrato culturale da cui si evincesse una qualche notizia di Italia. In realtà non esiste l’italia non è mai esistita e non esisterà mai, per 2 motivi: Il primo è che non ci sono tracce storiche di una regione unificata e nominata Italia che abbia dato una prova di se nel difendere la propria identità e i propri confini, la seconda è che non esiste un popolo culturalmente unito e con le stesse basi di ideali che si chiamasse popolo italiano. L’italia nasce da una costruzione puramente economica della casata dei savoia, spinta da un brillante quanto incredibilmente ladro ed assassino conte di cavour. Tutti sanno che all’inizio dell’ottocento la casat dei savoia, una accozzaglia di smidollatissimi quanto inconsistenti e di basso livello nobili europei. Una casat da tutti i nobili schifata perchè fatta di persone che avevano conquistato il loro titolo con sotterfugi e bassezze e senza sangue nobile nelle vene. Purtoppo oltre che il sangue ai savoia mancava anche il cervello e quindi assoldo un personaggio ebreo e banchiere che risolvesse i loro problemi finanziari diventati oramai insostenibili. Il rampollo fece allora quello che oggi fanno la CIA e il Mosshad, e cioè cominciò a fare una campagna a suo favore per irretire gli intellettuali del vicinato e cominciare a costruire la base per fomentare rivolte in tutti gli stati vicini al fine di desatabilizzare la zone e prenderne il controllo e le ricchezze. (SIRIA docet) A quel tempo prò le cose andarono oltre le più rosee aspettative perchè, aiutato dalla mafia latifondista locale il cavour fece i suoi accordi per orvesciare la casata dei borbone tanto ricca quanto illuminata. In effetti le politiche moderne e di sviluppo mal si addicevano alla mafia gattopardiana. D aqui nasce l’Italia……e pensate che possa mai essere una nazione? ……. non fatemi ridere

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    1. Tania 3 mesi fa

      Mario Rossi, il tuo commento mi piace , mi piace, mi piace. Posso darti 1 milione di Mi piace?

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