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L’isteria di Salisbury mette in evidenza lo sciovinismo delle élite britanniche

Tutto quello che dicono  per i fautori del Brexit è in realtà molto più vero per loro.

di Brendan O’Neill

La velocità con cui la classe politica britannica è caduta nello sciovinismo e nell’isteria anti-straniera, sulla scia dell’avvelenamento di un’ex spia russa a Salisbury,  è stata straordinaria.
In pochi giorni, prima di avere la prova del coinvolgimento dello Stato russo, prima di conoscere tutti i fatti di chi c’era dietro questo tentato omicidio, praticamente ogni sezione delle nostre élite politiche e mediatiche stava gridando per il conflitto, chiedendo la punizione della bestia russa, e piangendo , ancora una volta, sulla minaccia che questa entità orientale deformata pone alla stabilità e alla democrazia occidentali.

Che un tale scatenato slancio di fervore nazionalistico e militaristico sia venuto da coloro che hanno passato gli ultimi 18 mesi a fare prediche  alla piccola gente sul nostro (dei russi) presunto disprezzo per la verità e la nostra paranoia nei confronti della piccola Inghilterra, non se lo deve essere perso  nessuno.

Stiamo vivendo una rievocazione disperata e martoriata dell’era della Guerra Fredda. ‘Cristo, mi manca la Guerra Fredda’, ha detto la di Judi Dench M in Casino Royale quando una delle sue missioni si rivelò piuttosto più complicata di quanto si fosse aspettata. Avrebbe potuto parlare per gran parte dell’establishment politico occidentale del 21 ° secolo che, sentendosi tutto sconvolto, e imbrogliato da un elettorato contrario che si rifiuta di votare nel modo in cui sono predestinati, sembra desiderare di avvolgersi nella comfortevole  coperta delle vecchie certezze della Guerra Fredda di quell’epoca in cui il mondo era diviso in blocchi e i nostri politici non dovevano dire molto più che manifestare  “odio all’l’URSS” per vincere gli applausi.

Nel post-Salisbury abbiamo avuto Theresa May che ha fatto una brutta imitazione di Judi Dench  M, dicendoci che è “altamente probabile” che lo stato russo fosse dietro a questo avvelenamento e che la Gran Bretagna affronterà il malvagio russo in uno  scontro diretto su questo argomento. Ehi presto, improvvisamente “Maybot”, questa Primo Ministro così ridicolizzata dalla stampa come piatta e poco interessante, sembra divenuta forte.
Per molti, non è abbastanza. Per i parlamentari  Tory e per gran parte della stampa di destra,  istigando sulla minaccia russa, sui i piani deformati di Putin per destabilizzare l’Europa, e altre cose che esistono più nelle loro teste che nel mondo dei fatti dimostrabili, stanno sospingendo May nel  dire  di più e  fare di più. Ci deve essere uno scontro, ci devono essere sanzioni, non ci devono essere tagli alle nostre risorse militari perché, chissà, potremmo aver bisogno di andare in guerra, dicono, follemente.
Immaginandosi come protagonisti di un romanzo di John le Carré, questi politici e osservatori apprezzano chiaramente lo slancio politico e personale, per quanto fugace e opportunistico possa essere, che abbia fornito loro  il fatto di parlare duramente della Russia . E non è giusto. Un editore del Guardian dice che l’avvelenamento è stato un “attacco sfrontato contro un paese sovrano” e “non può rimanere impunito”. Il Guardian si preoccupa della sovranità britannica ora? Le meraviglie non cesseranno mai.

Tale è stato il passo falso delle sciabolate anti-Russia negli ultimi due giorni che, anche soltanto per chiedere “Dobbiamo aspettare tutti i fatti?” significa  rischiare di essere attaccato, accusato di “Putin apologism”,di  essere marchiato come nemico della Gran Bretagna e amico della Russia. Lo testimonia la risposta data al sensato appello del leader laburista Jeremy Corbyn che ha chiesto di rimanere in un “dialogo solido con la Russia” piuttosto che “tagliare i contatti e lasciare che le tensioni e le divisioni peggiorino e potenzialmente diventino ancora più pericolose”. Un politico che chiama alla calma? Per la diplomazia? Per il dialogo? Boo! Questo non può essere tollerato. È stato bollato come “disgustoso” e “vergognoso”. David Miliband lo ha paragonato a Trump: in breve, è tutt’altro che un tirapiedi della Russia.

Questi attacchi a Corbyn solo per dire che dovremmo parlare con forza con la Russia piuttosto che entrare in un inutile confronto con essa, confermano che questa vicenda ha lasciato il campo di una discussione politica misurata ed è ora una ricerca emotiva di un’entità malvagia straniera con cui  la nostra  classe  politica potrebbe sentirsi unita in opposizione a questa.

Nessun interrogatorio, nessun appello alla calma, può essere tollerato dai beneficiari morali di questa isteria anti-Russia e così cercano di chiudere tali questioni con insulti e accuse. ‘Cos’hai che non va? Ti piace allora  Putin. Odi la Gran Bretagna?

Fonte: Russia Insider

Traduzione: Sergei Leonov

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  1. lister 7 mesi fa

    Sì, mi piace Putin, odio la Gran Bretagna… e allora?
    “Dio stramaledica gli Inglesi”. (18 novembre 1935)

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  2. Stefano radi 7 mesi fa

    Noi italiani, queli che cojoscono la storia, specialmente quella degli ultimi 100 anni, hanno molti, fondanti motivi di odio e disprezzo nei confronti della Gb. Una nazione che crede d’essere superiore a noi in particolare ma che e’ solo un ricettacolo di guerrafondai presuntuosi ed ipocriti.

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    1. atlas 7 mesi fa

      gl’inglesi sono stati sempre delle bestie, ma hanno anche dei loro valori, civili e culturali, come tutti gli altri popoli della terra. Chi ne ha fatto loro strumento di corruzione sono i giudei, ovvero coloro che si sono impossessati della ‘city’ facendone la loro base per la conquista del mondo. Gira e rigira fa sempre 69

      salutiamo

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