L’Iraq rifiuta le pressioni di Washington per le sanzioni all’Iran e si integra di fatto all’asse della Resistenza


BAGHDAD – Il leader del Movimento nazionale iracheno Seyed Ammar al-Hakim ha detto che il suo paese non ha ceduto alle pressioni di Washington per conformarsi alle sanzioni statunitensi contro l’Iran.
Nei commenti dello scorso giovedì, Hakim ha detto che l’attuale governo iracheno non si è piegato alle pressioni statunitensi per imporre sanzioni che Washington ha imposto contro l’Iran.

“Il governo iracheno cerca di mantenere l’equilibrio nelle sue relazioni con gli altri paesi in conformità con la legge internazionale, gli interessi dell’Iraq, così come i valori morali e umanitari”, ha aggiunto il religioso.
“Il governo in carica a Baghdad ha una comprensione più profonda delle condizioni regionali”, ha detto.
Hakim ha anche toccato l’imminente visita dell’Iran del presidente iraniano, Hassan Rouhani in Iraq, dicendo che il viaggio sarà molto importante in una congiuntura così critica e rivela la volontà dei due paesi vicini di ampliare i legami al più alto livello.
Dirigendo una delegazione di alto rango, il presidente iraniano visiterà l’Iraq l’11 marzo su invito ufficiale di Baghdad.
Sarà la prima visita ufficiale di Rouhani in Iraq durante il suo mandato.
Lunedì 25 febbraio, il viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha incontrato il primo ministro iracheno Adil Abdul-Mahdi a Baghdad per prendere accordi per il prossimo viaggio di Rouhani.
La visita del presidente iraniano sarebbe venuta sullo sfondo degli sforzi di Teheran per aumentare il commercio estero nell’era delle sanzioni statunitensi.
Il ministro degli Esteri iracheno ha recentemente dichiarato che il suo paese è “non obbligato” a rispettare le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro l’Iran e che persegue opzioni per continuare il commercio bilaterale.
Il presidente dell’Iraq Barham Salih ha fatto visita a Teheran nel novembre 2018 con una delegazione di alto livello per una serie di colloqui politici ed economici.

Intervenendo in una conferenza stampa congiunta con la sua controparte irachena in quel momento, Rouhani ha affermato che il valore del commercio e dell’interazione economica tra Teheran e Baghdad si aggira attorno ai $ 12 miliardi, aggiungendo che i due vicini hanno il potenziale per un obiettivo commerciale di $ 20 miliardi.

Fonte FRN- di Joaquin Flores

Mklizie sciite irachene di Hashid al Shaabi

Israele minaccia di attaccare l’Iraq per eliminare le forze sciite filo iraniane
Il 13ª canale della televisione israeliana ha affermato che Tel Aviv ha deciso di intensificare la raccolta di informazioni sull’Iraq al fine di eliminare quelle che definisce “le manifestazioni di concentramento di forze militari iraniane”in quel paese.
Il commentatore del network televisivo, Alon Ben David, ha dichiarato “Questa decisione è stata presa dopo che sono state ricevute indicazioni secondo le quali l’Iran starebbe cercando di rinforzare la sua presenza militare in Iraq”.
In una dichiarazione recente davanti alla Commissione Esteri e Difesa del Parlamento Israeliano, Tamir Hayman, capo della Divisione dell’Intelligence militare di Israele, ha avvisato circa i pericoli che l’Iran potrebbe creare per Israele attraverso l’Iraq. Sulla base di queste considerazioni, le autorità miltari di Tel Aviv hanno manifestato l’intenzione di intensificare le atività di intelligence sulle forze militari degli “Hashid al Shaabi “(Hezbollaj iracheno) considerate collegate con l’Iran.
In risposta a queste affermazioni, Moin al Kazemi, uno dei comandanti più in vista di queste forze militari ha risposto alle recenti minacce di Israele di un attacco contro le lorze degli Hashid.

Forze sciite irachene sul confine


Nel corso di una intervista con un canale TV Rudaw, Moïn al Kazemi ha dichiarato che i media israeliani hanno chiaramente intenzione di mettere alla prova il governo iracheno con la diffusione di voci di un possibile attacco israeliano contro le forze popolari di Hashid al Shaabi.
Al Kazemi ha dichiarato che “le milizie degli Shaabi difenderanno il territorio iracheno da qualsiasi aggressione e, in caso di attacco di Israele, allora questa si troverà di fronte ad una dura reazione che farà pentire Israele delle sue decisioni, in specie in questo momento in cui le forze dell’asse della Resistenza (Siria, Iran Hezbollah, Iraq ) sono particolarmente forti e dispongono di tutti i mezzi per rispondere alle aggressioni sioniste”, questo ha detto al Kazemi.
Per quanto le forze degli Hashid al Shaabi siano riconosciute dal Parlamento Iracheno ed abbiano svolto un ruolo importante nella lotta contro il terrorismo dell’ISIS, USA e Israele stanno intensificando le pressioni sul governo iracheno per far disarmare e sciogliere tali forze, dopo che il Congresso USA avva messo queste forze nella lista nera delle organizzazioni terroristiche.

Fonte: Al Manar

Traduzione Luciano Lago

2 Commenti

  • Woland
    3 Marzo 2019

    Ma invece sulla mia lista delle organizzazioni terroristiche ci sono l’esercito israeliano e quello USA.
    Bisogna assolutamente disarmarli!

  • Teo
    4 Marzo 2019

    Beh veramente anch io ho sulla mia lista l’esercito israeliano e quello USA….
    Ma anche quello francese è quello UK.
    Vero, andrebbero disarmati.

Inserisci un Commento

*

code