L’Iraq presenta il conto all’Arabia Saudita per i terroristi che la monarchia dei Saud ha fatto infiltrare nel paese

L’Iraq accusa ufficialmente l’Arabia Saudita per i terroristi che invia al paese, lo afferma il Comitato per la sicurezza e la difesa del Parlamento iracheno.

Abás Sarut, membro del Comitato per la sicurezza e la difesa del Parlamento iracheno, ha rivelato venerdì la decisione del Parlamento di affrontare il caso dei terroristi sauditi che operano nel paese, minacciando la sicurezza nazionale e la vita di civili e militari.

Il Parlamento potrebbe approvare una legge per ritenere responsabile la dinastia degli Al Saud e costringerli a risarcire il paese per i danni causati da atti terroristici di estremisti sauditi sul suolo iracheno, ha aggiunto Sarut.

“È molto probabile che vengano approvate delle norme per costringere il governo saudita a pagare per danni materiali” , ha detto ai giornalisti l’alto funzionario iracheno.

Sarut ha spiegato che il Parlamento sta puntando il dito accusatore sulla monarchia saudita dopo che i terroristi detenuti hanno rivelato lo spiegamento di “migliaia di attentatori suicidi sauditi” in Iraq, dove “migliaia di iracheni” sono stati uccisi o feriti in operazioni terroristiche.

Come ulteriore prova della presenza di terroristi sauditi in Iraq, è recentemente trapelato, un audio in cui il ministro degli Esteri yemenita Yusuf bin Alawi bin Abdullah diceva al dittatore libico Muammar Gheddafi, che è stato rovesciato nel 2011 dall’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO ), guidato dagli Stati Uniti, che 4.000 terroristi sauditi stavano operando in Iraq . Il dialogo si è svolto nel 2004.

A questo proposito, Muhamad Mahdi al-Bayati, un alto funzionario dell’organizzazione irachena Badr, ha avvertito il 2 maggio che Washington e Riyadh hanno reclutato terroristi dell’ISIS (Daesh, in arabo) che sono fuggiti dall’Iraq in Siria a causa delle operazioni riuscite delle Forze irachene, e ora stanno cercando di farle ritornare in Iraq per destabilizzare il paese.

Terroristi dell’ISIS in Iraq


Nota: I servizi di intelligence sauditi hanno collaborato strettamente con quelli USA per il trasferimento di terroristi nell’Iraq settentrionale, come appare da una serie di documenti desecretati. Ultimamente è stato creato un presidio russo e siriano sul confine tra iraq e Siria per bloccare il passaggio di terroristi per via terrestre da un paese all’altro.
L’Arabia Saudita è uno stretto alleato degli Stati Uniti nel Medio Oriente e non è pessibile pensare che le azioni destabilizzanti di Rijad non siano concordate con l’Amministrazione di Washington.

Queste notizie sono attentamente censurate dai giornali occidentali. Fonte: Hispantv

Traduzione e nota: Luciano Lago

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