L’Iraq e la Russia si preparano a rafforzare i legami militari mentre gli Stati Uniti minacciano le sanzioni

di Tyler Durden

Nell’estate del 2014, quando l’ISIS ha invaso la Siria, Obama ha trascinato i suoi piedi e fissato le condizioni preliminari per la vendita di armi in Iraq, ma la Russia ha consegnato immediatamente quanto gli era stato ordinato. L’Iraq faceva parte della coalizione anti-ISIS guidata dagli Stati Uniti, ma anche di una coalizione parallela Iraq-Iran-Russia-Siria con sede a Baghdad

La lotta irachena contro l’ISIS si basava più sui suoi aerei da carico sovietici convertiti che sui suoi F-16

In più le continue ricadute per l’assassinio avvenuto il 3 gennaio del gen. Qassem Soleimani, dell’IRGC, da parte del drone USA, hanno spinto Iraq e Russia a preparare ed approfondire il coordinamento militare, riferisce l’AP .

Il ministero della Difesa iracheno ha annunciato giovedì che si sta discutendo di un aumento della “cooperazione e coordinamento” con Mosca, mentre si verifica il peggioramento delle relazioni con Washington , visto che anche il mese scorso il presidente Trump ha emesso minacce sfacciate di sanzioni “molto grandi” a Baghdad se le truppe americane vengono cacciate dal paese .

Questa settimana il capo dello staff dell’esercito iracheno, il tenente generale Othman Al-Ghanimi e l’ambasciatore russo Maksim Maksimov, si sono incontrati per discutere della futura cooperazione militare. Fondamentalmente, il generale Ghanimi ha sottolineato le operazioni anti-ISIS di successo della Russia negli ultimi anni, specialmente in Siria dove l’esercito russo ha supportato Assad da quando è stato invitato lì nel 2015.

Sul ruolo della Russia in Iraq, Ghanimi ha affermato che Mosca ha fornito “alle nostre forze armate attrezzature ed armi avanzate ed efficaci che hanno avuto un ruolo importante nella risoluzione di molte battaglie”, secondo la dichiarazione del ministero.

tenente generale Othman Al-Ghanimi si è incontrato con l’ambasciatore russo

Si dice da tempo che, dalla fine dell’estate, Baghdad e Mosca siano stati in trattative per consegnare i sistemi avanzati di difesa antimissile S-400 o S-300 della Russia – una prospettiva che i funzionari statunitensi hanno condannato.

Come altre aree del Medio Oriente, mentre l’avventurismo statunitense aumenta la pressione per un ritiro degli Stati Uniti, la Russia sembra cogliere l’opportunità di trasferire la propria influenza. Questo è stato affermato nelle relazioni di AP, tramite almeno un alto funzionario anonimo :

Un alto funzionario dell’intelligence militare irachena ha dichiarato all’Associated Press che la Russia, tra gli altri paesi, si è fatta avanti per offrire supporto militare sulla scia delle difficili relazioni USA-Iraq a seguito dell’uccisione di Soleimani.

“L’Iraq ha ancora bisogno di aerei da ricognizione e avvistamento. Ci sono paesi che hanno dato segnali all’Iraq di sostenerci o di dotarci di aerei da ricognizione come la Russia e l’Iran “, ha detto il funzionario, che ha richiesto l’anonimato a causa della natura delicata delle informazioni.

Molti analisti militari hanno recentemente notato che gli effetti di”ritorno” dall’operazione americana, incredibilmente rischiosa , che ha ucciso Soleimani sarà un invito affrettato all’uscita delle forze americane dalla regione.

Un primo lotto di 36 Tank russi T-90 consegnati alle forze irachene

Potrebbe anche servire ad aumentare la dipendenza di Baghdad dall’Iran – qualcosa che sembra essere già in fae di lavorazione. E ora abbiamo la conferma che Mosca cercherà di trarre beneficio anche dal peggioramento delle relazioni USA-Iraq, certamente ora al punto più basso dall’invasione del 2003 e dal tentativo degli Stati Uniti di costruire un nuovo governo.

Nota:
Washington si proponeva di far recidere i legami di cooperazione che legano i due paesi, Iraq ed Iran, ma l’operazione di omicidio mirato effettuata con il generale Soleimani e di Abu Mahdi al-Mohandes, vice comandante iracheno delle forze PMU, forze che fanno parte dell’Esercito iracheno, avvenuto sul suolo dell’Iraq (aeroporto di Baghdad), hanno di fatto creato un solco incolmabile fra Baghdad e Washington.
Inoltre gli statunitensi non hanno calcolato i profondi legami religiosi, storici e culturali che uniscono i due paesi, entrambi a maggioranza sciita, che non consentono di separare i due popoli che al contrario si ritrovano accomunati nella necessità di fronteggiare il terrorismo salafita (supportato da USA e Arabia Saudita) e liberarsi dalla ingombrante presenza USA. L’Iraq subisce da 17 anni le conseguenze della aggressione statunitense e della occupazione delle truppe USA.
Sembra arrivato il momento di voltare pagina anche per il governo di Baghdad, nonostante le minacce di Washington che non vuole mollare la presa sul paese arabo e tenere le sue mani lontane dalle riserve di petrolio che sono seconde solo a quelle dell’Arabia Saudita.

https://www.zerohedge.com/geopolitical/iraq-russia-look-boost-military-ties-amid-calls-us-troop-exit

Fonte: Zero Hedge

Traduzione e nota: Luciano Lago

3 Commenti

  • Dario
    12 Febbraio 2020

    i paesi arabi non hanno ancora capito che divisi, come ai tempi del dominio ottomano, non hanno nessuna possibilità di ergersi a livello di nazione
    e non riusciranno pertanto ad essere gli attori principali della penisola araba.
    Ora, in tanti, sono soltanto i lacchè degli Stati Uniti che li utilizzano per i loro fini geopolitici e per il controllo del loro petrolio
    . Quando riusciranno a vedere ciò che li unisce piuttosto di ciò che li divide, riusciranno ad uscire da questa sudditanza e forse torneranno ai loro antichi fasti.

    • atlas
      13 Febbraio 2020

      per te sono uguali l’Egitto e l’arabia saudita ?

  • Anonimo
    13 Febbraio 2020

    dall’Iraq abbiamo appreso gloriosi insegnamenti, Primo in assoluto: “mai avere paura del tuo nemico invasore” Ad oggi hanno un esperienza di guerra pari a 40 anni. I combattenti della prima guerra del Golfo oggi hanno 60 anni, Da dopo la scuola, tutti passati in guerra

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