L’Iraq avverte che gli attacchi americani avranno “ripercussioni disastrose”

L’Iraq denuncia che i recenti attacchi aerei statunitensi costituiscono una violazione della sua sovranità e avverte che avranno “ripercussioni disastrose” nella regione.

Questi attacchi sono considerati una violazione della sovranità irachena, minano gli sforzi del governo iracheno e rappresentano una minaccia che trascinerà l’Iraq e la regione verso conseguenze impreviste, le cui ripercussioni saranno disastrose”, ha detto il portavoce delle forze armate irachene. questo sabato., Yahya Rasul, in una dichiarazione.

Repati iracheni della resistenza

Questo venerdì gli Stati Uniti hanno effettuato una serie di bombardamenti in diverse zone dell’Iraq e della Siria, in quella che hanno definito una “risposta” all’attacco alla loro base in Giordania, dove sono morti tre soldati americani.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha riferito in una dichiarazione che le forze militari statunitensi avevano attaccato più di 85 obiettivi in ​​Iraq e Siria utilizzando 125 “munizioni di precisione”.

Fonte: Hispantv

Traduzione: Luciano Lago

5 commenti su “L’Iraq avverte che gli attacchi americani avranno “ripercussioni disastrose”

  1. La situazione per gli americani e i vassalli è oramai INSOSTENIBILE. Fare i tenaci vuol dire fare figuracce e morire. La serie delle sconfitte croniche e catastrofiche continua. Ha ha ha ha ha!!!!!

  2. Aspettiamo la ritorsione irakena, siriana, con l’Iran sullo sfondo e credo che per gli occupatori statunitoidi, chiusi nelle basi illegali, non sarà piacevole … Del resto, sono pochi e circondati e non credo che abbiano possibilità di ricevere in tempi brevi rinforzi a terra.

    Potrebbe essere che le forze della resistenza in Iraq e in Siria si decidano ad attaccare al-Tanf e dovrebbero poterla prendere, eliminando la presenza statunitoide sul terreno – nonostante qualche ritorsione missilistica e con le bombe guidate – se ciò accadrà, state pur certi che non ci sarà più presenza dell’isis nelle aree desertiche della Siria, mancando l’appoggio della base usa.

    Cari saluti

    1. Hai ragione EUGENIO, le basi USA in Siria e Iraq sono completamente circondate, ricordano la battaglia di Little Big Horn, dove le civili e progredite giacche blu, disposte in quadrato dallo spaccone generale Custer fecero la fine che sappiamo ! Mi piace molto come paragone storico !

      1. A dire il vero io confido anche su una degenerazione della situazione in Texas e se fossi credente pregherei ogni giorno per l’inizio di scontri a fuoco fra GN texana e federali, su quei 50 chilometri scarsi di confine con il Messico.

        A parte il Texas, gli usa hanno basi isolate in Siria e in Iraq, difficilmente potrebbero far arrivare in breve consistenti rinforzi sul terreno, inoltre, per quel che vale, si tratta di basi di occupazione illegali e formalmente i paesi occupati avrebbero diritto ad attaccarle.

        Al-Tanf, però, è al confine con il paese arabo più “zerbino” dell’area, cioè la giordania e potrebbe ricevere rinforzi dal confine, ma non credo che i giordani siano entusiasti di morire per gli usa imperialisti, forse il reuccio Abd Allah II e i suoi “dignitari”, abiuati a dipendere dagli angli, ma non buona parte della popolazione.

        Al-Omar, sempre in Siria, a nord dell’Eufrate, controlla i pozzi di petrolio rubati alla Siria, con la complicità dei curdi e degli isis che hanno cambiato casacca, poi ci sono basi minori fino in Iraq, ma con pochi armati usa, suscettibili di essere circondate e distrutte in tempi brevi.

        Cari saluti

  3. Ma dio volesse che cominciassero le cacciate usa. Anche in Italia sono illeciti, nessun governo ha mai decretato permessi ufficiali per le basi atlantiche nel nostro paese. Yankee go home!

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