L’Iran e il Venezuela infliggono una sconfitta all’Imperialismo USA

di Luciano Lago

La vicenda delle petroliere iraniane inviate al Venezuela per aiutare questo paese a risolvere la crisi della raffinazione del suo petrolio, segna un punto a favore della solidarietà internazionale fra le nazioni che si oppongono al dominio dell’Impero USA.  Allo stesso tempo la vicenda rappresenta una sconfitta per la pretesa di Washington di dettare la sua legge a tutte le nazioni del mondo.

Iran e Venezuela  sono  due paesi sovrani che hanno in comune di essere entrambi vittime delle sanzioni e della aggressività di Washington.

Il comportamento di Washington rispetto alle relazioni con questi paesi, il modo in cui  l’Amministraione USA  cerca di impedire  il libero commercio e le attività di cooperazione sanitaria in occasione della crisi pandemica, situano gli Stati Uniti al margine delle leggi internazionali e dimostrano quale sia il vero stato canaglia nel mondo. Esattamente lo Stato che impedisce l’invio di aiuti sanitari, medicinali  e generi essenziali verso  paesi che sono in sofferenza per guerre, carestie o sanzioni, come il caso dello Yemen, della Siria, dell’Iran, del Veneuela, attuando un cinico piano di strangolamento economico e di utilizzo della fame e delle pestilenze come arma di guerra.

Gli Stati Uniti, con la loro minaccia di sequestro delle navi cisterna iraniane, sono esattamente uguali al modello che propone Hollywood nei suoi film, quello dei “Pirati dei Caraibi”, il celebre film della saga di W. Disney, interpretato dall’attore Johnny Deep che impersona il famoso pirata Jack Sparrow. Un personaggio questo che, oltre a ispirare la filmografia di Hollywood deve avere ispirato lo stesso Trump nel minacciare la sua azione di sequestro delle navi dei paesi che non si sottomettono alle sue leggi ed al dominio degli USA.

A tutti gli effetti Trump ha fornito una nuova dimensione del concetto di prirateria internazionale, non contento di ricattare e minacciare il mondo, di sottoporre a blocco e sanzioni le nazioni che lui disprezza, dimostratosi abile nel rubare i fondi finanziari o l’oro di questi paesi, come avvenne per la Libia ed oggi avviene per il Venezuela, è arrivato anche a far sottrarre  ventilatori e attrezzature sanitarie, kit per la rianimazione dal covid-19, mascherine e guanti, negli aeroporti di tutto il mondo per favorire i suoi amici della sanità privata degli USA.

L’accusa proviene dai suoi stessi alleati, come il senatore tedesco Andreas Geisel che ha accusato il governo di Washington di agire come un “pirata moderno” per avere questo sottratto di autorità un carico di 200 mila mascherine  di protezione che erano destinate alla provincia di Berlino e si trovavano nell’aeroporto di Bangkok, utilizzando i suoi poteri di intimidazione e di prepotenza. Lo stesso ha fatto con la Francia dirottando verso gli USA aerei carichi di presidi sanitari prodotti in Cina e  destinati al Parigi.

Petroliera dell’Iran entra in Venezuela

Quando si tratta dei suoi interessi e dell'”America The First”, Trump non guarda in faccia nessuno ed agisce al di sopra di qualsiasi regola o legge internazionale. Non è dissimile la vicenda degli ultimi trattati multilaterali da cui Washington si è ritirata, come quello della limitazione delle armi nucleari a medio raggio o quello dei “cieli aperti”. La lista dei trattati da cui Washington si è ritirata è estremamente lunga.

Questo ha sospinto la portvaoce russa, Maria Zakarowa a dichiarare che l’Amministrazione Trump ormai straccia qualsiasi trattato che possa costituire una limitazione per la volontà di dominio degli USA in quanto Trump vuole avere le mani libere e considera i trattati internazionli al pari della carta straccia.

Gli argomenti che gli USA utilizzano per imporre le loro sanzioni e minacciare gli altri paesi sono sempre propaganda e motivazioni inconsistenti e prefabbricate, dalle “armi di distruzione di massa” al presunto narcotraffico,  argomenti che sono parte della loro guerra ibrida che viene svolta senza alcuna base legale e tanto meno con un mandato dell’ONU.

L’Iran ha dimostrato di sapersi difendere con la sua capacità di fuoco, con il suo apparato missilistico che è in grado di colpire con precisione qualsiasi obiettivo che si trovi a portata dei suoi missili, che siano le navi americane o le basi USA in Medio Oriente.

 Inoltre l’Iran e il Venezuela possono contare sull’appoggio militare e logistico della Russia e questo costituisce un forte deterrente per l’Amministrazione USA che è consapevole di non esere in grado di dilatare oltre un certo limite i suoi interventi militari dal Golfo Pesico all’Artico ed al Mar dei Caraibi.

L’attacco USA contro l’ Irán e il Venezuela

Il governo statunitense,  nonostante le sue minacce dirette  a qualsiasi parte del mondo, nonostante le sue sanzioni  decretate contro  qualunque paese  osi affrontarlo, con il metodo abietto di bloccare gli attivi finanziari dei paesi a cui vuole usurpare  le proprie ricchiezze naturali, si dimostra una “tigre di carta” incapace di colpire che dimostra la volontà di resistere.

La vicenda  che sta dimostrando plasticamente tutto questo è quella  che si svolge  vicino alle coste del Venezuela con la determinazione dell’Iran  di inviare le sue navi nel ” cortile di casa” degli USA e che non si è fatto intimidire dalle minacce di sequestro delle sue navi.  Non per niente  l’Iran è  un paese che da 40 anni resiste alle pressioni  dell’Impero USA, non si è mai piegato e ha dimostrato  la sua volontà di indipendenza, nel suo giusto diritto di commerciare e cooperare con il Venezuela, malgrado le sanzioni di Washington, anche affrontando le minacce miltari proferite dall’Amministrazione Trump.

Le navi da guerra nordamericane presenti davanti alle coste del Venezuela non sono bastate a dissuadere l’Iran dal far proseguire il viaggio delle sue navi cisterna: la USS Detroit, la USS Lassen, la USS Preble e la USS Farragut, possentemente armate sono state impotenti a fermare la rotta delle petroliere iraniane nel loro buon diritto di approdare alle coste venezuelane.

Iraniani omaggiano il generale Soleimani assassinato dagli USA

Quanto avviene nel Mar dei Caraibi dimostra che la visione strategica dell’Iran trascende di molto le idee e l’impostazione egemonica statunitense.  Washington non si aspettava che le sue aggressioni , i suoi inteventi e i conflitti scatenati nel Medio Oriente gli sarebbero esplosi nel suo stesso continente, nelle sue propaggini del cortile di casa.  In questa vicenda  si può osservare chiaramente lo studio serio e profondo della situazione da parte dell’Iran, che in forma audace e cosciente delle sue capacità è uscito dalla zona del Golfo Persico e dello stretto di Ormuz e dai suoi paraggi per sfidare in casa la superpotenza.

In tale contesto si è manifestato un dilemma di grosse proporzioni per gli Stati Uniti, visto che sarebbe  molto difficile per  l’Amministrazione Trump  attaccare in acque internazionali le vavi cisterna iraniane, dato che questo creerebbe un precedente con conseguenze inprevedibili.

Un attacco contro le navi civili  iraniane in acque internazionali aprirebbe alla possibilità sicura che la Repubblica Islamica dell’Iran, o di qualsiasi altra potenza, possano commettere azioni simili in qualsiasi parte degli oceani o dei mari del mondo.

Se Washington dovesse ordinare di fermare o ispezionare le navi iraniane in acque internazionali o, peggio ancora, nella zona delle acque territoriali del Venezuela, dove sono scortate da forze aeronavali del paese caraibico, l’effetto politico sarebbe di propozioni enormi poichè costituirebbe un atto di guerra e di violazione del diritto internazionale.

Washington si è messa da sola in un collo di bottiglia o in una camicia di forza dove le sue azioni rischiano di ritorcersi contro i suoi stessi interessi in forma incontrollabile. Le conseguenze di una politica spericolata ed inavveduta potrebbero ricadere pesantemente sugli Stati Uniti  e costituire un vulnus alle regole marittime per tutto il mondo. In questo caso Washington assumerebbe la veste di fuorilegge internazionale e sarebbe esposto alla riprovazione internazionale anche da parte dei suoi stessi alleati.

Non c’è dubbio tuttavia che l’inazione di Washington di fronte alla cooperazione di successo dei suoi nemici sotto il naso della flotta statunitense rappresenta una sconfitta politica ed una caduta di prestigio della potenza americana.

Gli Stati Uniti hanno sottovalutato le capacità dell’Iran ed il contesto internazionale che non permette all’Amministrazione Trump di agire come il “bullo” della situzione o, come dicono in Latino America, come “”matón de barrio”.

2 Commenti

  • eusebio
    28 Maggio 2020

    Sembra che finalmente la Russia si sia decisa a fornire all’Iran aerei moderni, tanto se non glieli forniva lei glieli dava la Cina, i russi stanno abbandonando Israele al suo destino, visto che molti cittadini israeliani di origine russa stanno tornando in patria oppure emigrano verso il Nord America.
    La Palestina comincia ad essere un posto scomodo per gli ebrei.

  • Teoclimeno
    28 Maggio 2020

    Il Venezuela ha suonato l’inizio della ritirata degli anglo-sionisti dallo scacchiere mondiale.

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