L’Iran difenderà il proprio diritto ad esportare il suo petrolio

In risposta alle minacce statunitensi, il presidente iraniano Hasan Rohani ha dichiarato oggi che Teheran non cerca di alimentare tensioni nel Golfo Persico ma che l’Iran non intende rinunciare al suo diritto di esportare il crudo.
Il mandatario iraniano è tornato a denunciare il ritiro unilaterale fatto dagli Stati Uniti dal patto sul nucleare ( JCPOA ) sottoscritto nel 2015 fra Teheran e l’allora gruppo dei 5+1 (USA, Regno Unito, Francia, Russia, Cina, più Germania), per poi aggiungere che ormai la palla si trova nel campo dell’Europa per mantenere i vincoli stabiliti con l’Iran.

“Oggi noi ci troviasmo in un momento storico molto importante in relazione al mantenimento degli accordi del JCPOA e la posizione dell’Europa per prendere misure finalizzate a compensare l’uscita unilaterale del paese nordamericano dal patto è un fattore chiave per la nazione iraniana”, ha affermato il mandatario persiano.
Dopo aver criticato la mancanza di implementazione degli accordi da parte di certi paesi sottoscrittori del patto per quanto riguarda i settori del commercio, dell’economia e delle relazioni bancarie, Rohani ha detto che l’Iran è disponibile a fortificare la cooperazione con i paesi europei.

Le dichiarazioni del Capo dell’Esecutivo dell’Iran sono ste fatte nel corso di una riunione per ricevere le credenziali del nuovo ambasciatore del Regno Unito a Teheran, Rob Macaire.
Da parte sua, Macaire, ha assicurato che il governo di Londra appoggia l’implemetazione ed il mantenimento dell’accordo multilaterale firmato a suo tempo anche dal suo paese.

“Attualmente i paesi europei stanno realizzando vari sforzi per salvare l’accordo con l’Iran, in particolare nell’ambito economico”, ha sottolineato il diplomatico.
Allo stesso modo il diplomatico britannico ha qualificato come molto importanti i tentativi di Teheran per evitare tensioni nella regione ed ha sottolineato che il Regno Unito è convinto che i problemi si risolvano soltanto attraverso il dialogo.

Rohani a sua volta ha ricevuto questa settimana le credenziali dei nuovi ambasciatori della Corea del Sud, del Vietnam, rispettivamente Jeong-Hyun Ryu e Nguyen Manh Hien.

Le tensioni tra Teheran e Washington si sono aggravate dopo che nel trascorso mese di Maggio il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato la ritirata unilaterale del suo paese dall’accordo sul nucleare ed aveva previsto  l’avvio di severe sanzioni contro il paese persiano.
Secondo le autorità iraniane e gli altri sottoscrittori dell’accordo nucleare iraniano dopo l’uscita unilaterale degli USA devono garantire all’Iran di ottenere gli stessi benefici concordati dal l’accordo, altrimenti lo stesso Iran abbandonerà l’accordo e procederà per la sua strada.
Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di essere pronto a incontrare il suo omologo iraniano, Hassan Rouhani, “ogni volta che vogliono”.

Parlando a una conferenza stampa congiunta al fianco del primo ministro italiano Giuseppe Conte, Trump ha affermato che si sarebbe “certamente incontrato” con gli iraniani “senza precondizioni”.
“È buono per il paese, buono per loro, buono per noi e buono per il mondo. Nessuna precondizione Se vogliono incontrarsi, ci incontreremo “, ha detto il presidente degli Stati Uniti.

Mike Pompeo con i sauditi

Tuttavia la dichiarazione di Trump è stata poi contraddetta dal suo segretario di Stato Mike Pompeo il quale è apparso alla CNBC poche ore più tardi per stabilire alcune condizioni.

“Lo abbiamo detto prima”, ha detto l’ex capo della CIA. “Se gli iraniani dimostrano l’impegno a fare cambiamenti fondamentali nel modo in cui trattano la propria gente, se riducono il loro comportamento maligno, possono essere d’accordo sul fatto che vale la pena entrare in un accordo nucleare che impedisce effettivamente la proliferazione, quindi il presidente ha detto che è pronto a sedersi e avere la conversazione con loro “.

Naturalmente Pompeo intende per “comportamento maligno” di Teheran la difesa dell’integrità della Siria a cui le forze iraniane stanno fornendo il loro sostegno contro l’aggressione dei gruppi terroristi takfiri, guarda caso sostenuti dagli USA, da Arabia Saudita e da Israele.
A maggio, Pompeo aveva stabilito 12 condizioni per i colloqui con l’Iran, tutte queste condizioni sono state respinte da Teheran.

L’ultima presa di posizione di Trump nei confronti di Teheran è in contrasto con le sue recenti minacce contro la nazione che ha allontanato Washington dall’accordo nucleare iraniano nonostante questo abbia il sostegno di quasi tutti gli alleati degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti, con le sanzioni e le minacce, vorrebbero piegare l’Iran ed ottenere un cambio di regime, visto che questo paese è orgogliosamente arroccato sulla difesa della propria sovranità e non tollera le interferenze di Washington nei propri affari interni.

Fonti: Hispan Tv   Press Tv

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

1 commento

  • Farouq
    31 Luglio 2018

    Soleimani ha appena detto che gli iraniani amano il martirio e lo cercano, i sionisti? non mollano l’anima fino all’ultimo, l’angelo della morte fa molta fatica con loro.
    Il loro sogno è di utilizzare le armi atomiche contro gli iraniani, il biondo presidente americano lo aveva velatamente dichiarato, e dopo lo sterminio degli iraniani cosa succederà?

Inserisci un Commento

*

code