L’inevitabilità di un ordine post globale


di Alexander Dugin
La crisi che l’umanità sta attraversando a seguito della pandemia da Coronavirus ha assunto una dimensione talmente globale che un ritorno alla situazione preesistente è semplicemente impossibile.

Se non si arresta la diffusione del virus entro un mese e mezzo / due mesi, il fenomeno diventerà irreversibile e da un giorno all’altro l’intero ordine mondiale collasserà. La storia ha visto periodi simili che sono stati associati a disastri di scala globale, guerre e altre circostanze straordinarie.

Se cerchiamo di guardare al futuro senza preconcetti e in modo aperto, possiamo prevedere alcuni degli scenari generali o dei singoli momenti che con maggiore probabilità potrebbero verificarsi.

  1. Il crollo definitivo, rapido e irrevocabile della globalizzazione. Da tempo essa dà segni di crisi, ma l’epidemia ne ha annichilito tutti i principali assiomi: le frontiere aperte, la solidarietà delle società, l’efficacia delle istituzioni economiche esistenti e la competenza delle élite al potere. La globalizzazione è fallita ideologicamente (liberalismo), economicamente (reti globali) e politicamente (leadership delle élite occidentali).

Prima riconosciamo questa particolare svolta, più saremo preparati ad affrontare le nuove sfide. La situazione è paragonabile a quella degli ultimi giorni dell’URSS: la stragrande maggioranza della classe dirigente sovietica si rifiutava persino di prendere in considerazione la possibilità di passare a un nuovo modello di Stato, di governance e di ideologia, e solo una piccolissima minoranza si rendeva conto della vera natura della crisi ed era pronta ad adottare un modello alternativo.

In un mondo bipolare, il crollo di un polo ha lasciato solo l’altro, e così la scelta è stata quella di riconoscere la sua vittoria, copiare le sue istituzioni e cercare di essere assimilati nelle sue strutture. Questo è ciò che ha portato alla globalizzazione degli anni Novanta e al mondo unipolare.

Oggi, quel che sta venendo giù è proprio il mondo unipolare, un fatto che è stato riconosciuto (in termini di ideologia, economia e ordine politico) da tutti i maggiori attori mondiali, Cina, Russia e quasi tutti gli altri, e che è stato accolto con nuovi tentativi volti ad ottenere l’indipendenza e a migliorare le proprie condizioni. Di conseguenza, le élite al potere si trovano di fronte a un problema più complesso: la scelta tra un modello che si sgretola nell’abisso e l’ignoto totale, in cui nulla può servire da modello per costruire il futuro. Si può immaginare come, ancor più che alla fine dell’era sovietica, le élite al potere si aggrapperanno al globalismo e alle sue strutture nonostante l’evidente collasso di tutti i suoi meccanismi, strumenti, istituzioni e strutture.

Pertanto, il numero di coloro che riusciranno a navigare più o meno liberamente nel caos crescente sarà piuttosto piccolo anche in seno alle élite. Come si svilupperà il rapporto tra globalisti e post-globalisti è difficile da immaginare, ma è già possibile anticipare in termini generali i punti principali della realtà post-globalista.

  1. La società aperta diverrà una società chiusa. La sovranità assurgerà al rango di valore più alto, di valore assoluto. Il bene verrà dichiarato essere la salvezza e il supporto vitale di un particolare popolo all’interno di uno Stato concreto. Il potere sarà legittimo solo se saprà affrontare questo compito: prima di tutto, salvare la vita delle persone nel quadro di una pandemia e dei processi catastrofici che la accompagnano, e poi organizzare una struttura politica, economica e ideologica che gli permetta di difendere gli interessi di questa società chiusa in rapporto alle altre. Questo non implica necessariamente una guerra di tutti con tutti, ma allo stesso tempo determina preliminarmente la principale e assoluta priorità di questo paese e di questo popolo. Nessun’altra considerazione ideologica potrà prevalere su questo principio.
  2. Una società chiusa deve essere autocratica. Ciò significa che deve essere autosufficiente e indipendente dai fornitori esterni in materia anzitutto di alimentazione, produzione industriale, nel suo sistema monetario e finanziario e in relazione al suo potere militare. Tutto questo diventerà la priorità principale nella lotta contro l’epidemia, quando gli Stati saranno costretti a chiudersi – ma nel mondo post-globalista questa rappresenterà una caratteristica permanente. Se i globalisti la vedono come una misura temporanea, i post-globalisti dovrebbero, al contrario, prepararsi a farla diventare una priorità strategica.
  3. L’autosufficienza nel sostegno alla vita, nelle risorse, nell’economia e nella politica deve essere combinata con una politica estera efficace, dove acquistano un ruolo di primo piano le alleanze strategiche. La cosa più importante è avere un numero sufficiente di alleati strategicamente e geopoliticamente importanti che insieme costituiscano un potenziale blocco in grado di fornire a tutti i partecipanti una resistenza efficace e una difesa sufficientemente affidabile contro probabili aggressioni esterne. Lo stesso vale per i legami economici e finanziari che espandono il volume dei mercati accessibili, non su scala globale ma regionale.
  4. Per garantire la sovranità e l’autonomia, è importante stabilire il controllo su quelle aree da cui dipende la sovranità e la sicurezza di ogni entità sovrana. Questo rende alcuni processi di integrazione un imperativo geopolitico. L’esistenza di enclave ostili (potenziali o reali) in prossimità minacciosa del territorio nazionale minerà la difesa e la sicurezza. Pertanto, già nella fase di lotta contro l’epidemia, è necessario prevedere e definire un certo modello di integrazione.
Guardia d’onore cinese per Putin

Il mondo post-globalista può essere immaginato nella forma di diversi grandi centri e di un certo numero di centri secondari. Ogni polo maggiore dovrà soddisfare i requisiti dell’autarchia. Si tratta di un modello analogo a quello degli imperi tradizionali. Ciò implica:

  • un unico sistema verticale di controllo rigido (in una situazione di crisi con poteri dittatoriali all’autorità suprema);
  • piena responsabilità dello Stato e delle sue istituzioni per la vita e la salute dei cittadini;
  • l’assunzione da parte dello Stato della responsabilità per la fornitura di cibo alla sua popolazione entro confini chiusi, il che presuppone un’agricoltura sviluppata;
  • l’instaurazione della piena sovranità monetaria, con la moneta nazionale ancorata all’oro o alla copertura delle merci (cioè all’economia reale) piuttosto che al sistema delle riserve mondiali;
  • la garanzia di un alto tasso di sviluppo dell’industria nazionale sufficiente per competere efficacemente con altri Stati chiusi (il che non esclude la cooperazione, ma solo quando il principio dell’indipendenza e dell’autonomia industriale non viene intaccato);
  • creazione di un’efficiente industria militare e delle necessarie infrastrutture scientifiche e produttive;
  • controllo e manutenzione del sistema di trasporto e di comunicazione che garantisca la connessione tra i singoli territori dello Stato.
Premiers di Iran, Ruhani e India, Modi, si incontrano

Ovviamente, per raggiungere tali straordinari obiettivi, è necessario:

  • un’élite del tutto speciale (classe politica post-globalista);
  • di conseguenza, sarà necessario adottare un’ideologia di Stato completamente nuova (il liberalismo e il globalismo non sono particolarmente adatti a questo scopo, per usare un eufemismo).

La classe politica dovrebbe essere reclutata tra i dirigenti e il personale delle istituzioni militari.

L’ideologia dovrebbe riflettere le caratteristiche storico-culturali e religiose di una particolare società e avere un orientamento futurologico – la proiezione dell’identità civilizzazionale nel futuro.

È importante notare che quasi tutti i paesi e i blocchi di paesi moderni – sia quelli completamente immersi nella globalizzazione, sia quelli che hanno cercato di starne lontani – dovranno passare attraverso qualcosa di simile.

A questo proposito, si deve presumere che tali processi renderanno gli Stati Uniti uno dei più importanti attori mondiali e allo stesso tempo ne cambieranno la natura – da cittadella della globalizzazione a potente entità autocratica che si limita a difendere i propri circoscritti interessi. I prerequisiti per una tale trasformazione sono già contenuti in parte nel programma di Donald Trump, e nella lotta contro le pandemie e nello stato di emergenza ciò acquisirà caratteristiche ancora più distinte.

Anche Francia e Germania sono pronte a seguire la stessa strada – finora, con misure di emergenza, altre potenze europee si stanno già mobilitando in questa direzione. Con l’aggravarsi e il protrarsi della crisi, questi processi si avvicineranno sempre più a quanto abbiamo delineato.

La Cina è relativamente pronta per una tale inversione di tendenza, ideologicamente e politicamente, in quanto Stato rigidamente centralizzato con una pronunciata verticale del potere. La Cina sta perdendo molto con il crollo della globalizzazione, che è riuscita a mettere al servizio dei suoi interessi nazionali, ma in generale essa ha sempre posto un accento particolare sulla propria autarchia, che non ha trascurato nemmeno nei periodi di massima apertura.

Ci sono i presupposti per una tale evoluzione post-globalista in Iran, Pakistan e in parte in Turchia, che potrebbero diventare i poli del mondo islamico.

L’India, che sta rapidamente rivitalizzando la sua identità nazionale, ha iniziato a ristabilire attivamente i legami con i Paesi amici della regione nel contesto della pandemia, predisponendo i nuovi processi.

Anche la Russia presenta una serie di aspetti positivi in queste sue condizioni di partenza:

  • la politica di Putin negli ultimi due decenni volta a rafforzare la sua sovranità;
  • la disponibilità di una seria potenza militare;
  • precedenti storici di piena o relativa autarchia;
  • tradizioni di indipendenza ideologica e politica;
  • forte identità nazionale e religiosa;
  • il riconoscimento da parte della maggioranza della legittimità del modello di governo centralista e paternalista.

Tuttavia, l’attuale élite al potere, formatasi in epoca tardo sovietica e post-sovietica, non sta raccogliendo affatto le sfide del tempo, essendo l’erede dell’ordine mondiale bipolare e unipolare (globalista) e del pensiero ad esso collegato. Economicamente, finanziariamente, ideologicamente e tecnologicamente, la Russia è troppo legata alla struttura globalista, il che la rende per molti versi impreparata ad affrontare efficacemente l’epidemia se questa dovesse trasformarsi da emergenza di breve periodo in creazione di un nuovo – e irreversibilmente post-globalista – ordine mondiale. Queste élite condividono un’ideologia liberale e basano le loro attività in una certa misura su strutture transnazionali – vendita di risorse, delocalizzazione dell’industria, dipendenza da beni e prodotti importati, integrazione nel sistema finanziario globale con il riconoscimento del dollaro come valuta di riserva, ecc.

Né nelle loro competenze, né nella loro visione del mondo, né nella loro cultura politica e amministrativa, queste élite sono in grado di guidare la transizione verso il nuovo Stato. Tuttavia, questo stato di cose è comune alla stragrande maggioranza dei paesi, dove la globalizzazione e il liberalismo sono stati fino a poco tempo fa considerati dogmi indistruttibili e inconfutabili. In questo caso, la Russia ha la possibilità di cambiare questo stato di cose, rendendo lo Stato e la società pronte a entrare nel nuovo ordine post-globalista.

Fonte: Geopolitica

https://www.geopolitica.ru/it/article/lordine-post-globale-e-qualcosa-di-inevitabile

Traduzione di Donato Mancuso

18 Commenti

  • repost
    21 Marzo 2020

    La pandemia da coronavirus che sta flagellando il mondo e l’Italia ha il pregio di mettere a nudo talune fondamentali storture di un sistema, quello capitalistico-liberista, che secondo me va abolito al più presto per garantire all’umanità un futuro.

    Alcuni esempi.

    In primo luogo va denunciato come la creazione di focolai e la diffusione dei virus siano legati alla distruzione degli habitat naturali attuata in tutti questi anni dal capitalismo predatorio.

    Un interessante articolo di Sonia Shah su Le Monde diplomatique ci informa, fra l’altro, che il lavoro del programma statunitense Predict ha consentito di individuare “più di 900 virus legati all’estensione dell’impronta umana sul pianeta, compresi ceppi di coronavirus precedentemente sconosciuti paragonabili alla Sars”. Ovviamente il programma in questione è stato abolito da Trump che ha pure chiuso, secondo la denuncia proveniente da MoveOn, l’ufficio competente alle risposte contro le pandemie.

    Viene inoltre in evidenza la follia del sistema economico basato sul liberismo, responsabile fra l’altro della devastazione dei sistemi sanitari in Italia e nel resto del mondo. La denuncia del presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Giovanni Leoni, pare estremamente chiara quando informa che gli investimenti per la salute e i posti-letto nel nostro Paese sono del tutto insufficienti.

    Ciò si deve alle demenziali politiche neoliberiste seguite dagli amministratori a tutti i livelli, dal governo nazionale a quelli regionali a quelli locali. Il vangelo neoliberista del contenimento della spesa pubblica e delle privatizzazioni ha indebolito il sistema immunitario del nostro Paese come di altri.

    E qui occorre fare i conti con le altrettanto demenziali politiche europee, ben impersonate di questi tempi da un personaggio apocalittico come Christine Lagarde. L’Europa è nelle mani di irresponsabili legati a filo doppio alle lobby finanziarie. Ecco perché, come messo in queste ore in evidenza dall’economista Vasapollo e dal filosofo Cacciari, il virus rappresenterà probabilmente la pietra tombale definitiva su queste istituzioni europee, da sostituire con altre ispirate a una logica totalmente differente, fermo restando che l’esigenza di coordinare le scelte e integrare gli sforzi continuerà a porsi con sempre maggiore forza, a livello europeo.

    Del resto occorre notare come già oggi determinati articoli del Trattato sul funzionamento dell’Unione (122, 168, 222 ed altri) prevedano azioni comuni e assistenza agli Stati colpiti ma vengano applicati in modo palesemente insufficiente. Anche sul piano dei rapporti internazionali occorre procedere ad un riorientamento dell’Italia e dell’Unione europea nel suo complesso, tenendo conto dell’enorme peso che sta acquistando la Repubblica popolare cinese, ben evidenziato da Massimo Cacciari.

    Un altro elemento di debolezza dell’attuale sistema, che va superato, è poi costituito dalla fragilità dei diritti dei lavoratori, oggi vittima non solo del contagio ma anche delle pretese vessatorie di padroni e capetti. Come denunciato dallo stesso sindaco di Bergamo, la protervia padronale nel tenere aperte le fabbriche, anche non produttrici di beni di prima necessità, ha contribuito in modo decisivo ad estendere l’epidemia.

  • nicholas
    21 Marzo 2020

    L Italia che fine farà? L attuale governo non credo stia andando nella direzione di nazionalizzare la nazione. Anzi, lunedì è prevista la firma del Mes. Che ci affosserà

    • atlas
      22 Marzo 2020

      vorresti nazionalizzare in una nazione che non esiste ? Io già sono italiano non volontariamente, ma per imposizione. E con me tanti Duo Siciliani …

  • MDA
    21 Marzo 2020

    Dugin non ha capito un cazzo. Non c e’ nessuna fine della globalizzazione, semmai la fase 2 della stessa, con la soluzione finale della piccola borghesia nazionale formata da partite Iva e piccoli commercianti che verranno spazzati via da Amazon,eBay, AliBaba e altri 40 ladroni di questa risma.
    Faremo tutti la spesa via internet coi governi che abbasseranno le tasse alle multinazionali sino/americane dal 3% allo 0.1%.
    Naturalmente solo chi si sarà messo il microchip voluto dalla fondazioni Gates e Rockefeller.
    Benvenuti nel nuovo ordine mondiale !

  • Eugenio Orso
    21 Marzo 2020

    Il problema sarà ed è al presente: cosa farà la fetida élite finanz-globalista-giudaica, che ha dominato finora globalizzazione imposta e finanza di rapina?
    Posto che il virus è una sua arma “non convenzionale”, che è stata usata scientemente per ottenere effetti geopolitici favorevoli al mantenimento e all’estenzione del suo potere (privato), non credo che mollerà facilmente la presa, se non devastando il mondo o gran parte di esso …
    Non dimentichiamoci, inoltre, che in quello che chiamano “occidente” i governi locali e (ampiamente) le (finte) opposizioni sono al suo servizio, così gli eserciti (vedi nato e usarmy) e le puttane mediatiche e accademiche.
    Hanno il controllo degli stati atrraverso la moneta, i gruppi finanziari, le banche centrali private, le entità finanziarie-produttive e quello dei popoli attraverso il cibo, i media, i farmaci, eccetera eccetera.

    Dugin ha tutte le ragioni per schierarsi contro l’ordine mondiale e globale dell’élite criminale attualmente al potere, ma, a volte, il suo ottimismo mi sconcerta.
    La vedo ancora dura e lunga per l’affermazione di un ordine post-globale, sovranista e più vicino alle esigenze vitali dei popoli.

    Cari saluti

    • atlas
      22 Marzo 2020

      il problema è UNO solo. E non è difficile da commentare; o rispondere agli esili morti viventi scoppiati come i monk e gli MDA, la maggioranza rumorosa e ammalata di aerofagia

      ci si deve complimentare con i giudei. Sono riusciti, per gradi, a chiudere in galera il mondo. Anche se a casa propria, anche questo studiato, perchè nelle prigioni sarebbe stato impossibile e non confacente. Gli schiavi devono lavorare, far funzionare l’essenziale, pur se in modo rallentato, che danneggia. Ma avrebbero potuto fare questo 25 anni fa ? Non credo. Hanno preso saldamente in mano, sempre per gradi, i mezzi di propaganda e comunicazione democratica. Hanno creato la rete informatica, i telefoni cellulari, lasciato comunicare con le videochiamate e i messaggi, distrutto gran parte degli stati nazionali post comunismo e creato l’11 Settembre con cui hanno represso, sempre per gradi, (come sta facendo Conte con i suoi decreti) ogni forma di resistenza associativa. E poi quest’ultima pandemia. Solo così, con anni di lavorio certosino sulle regole tecniche e non Leggi morali, ci hanno fatto diventare tutti dei docili agnelli mansueti sacrificali. Qualsiasi legge impongano, anche la più strampalata, la maggioranza stragrande ubbidirà e si convincerà. anzi, pretenderà di farla rispettare. E’ la c.d. collettivizzazione forzata, già principio del sionista Marx

      ma fu ed è vera gloria ? Sono loro che sono i più intelligenti o è il resto degli animali (per loro) ad essere più cretini oltrechè vaganti nell’errore dell’aver abbandonato i principi Legislativi morali Divini ? Propendo per la seconda ipotesi che ci aveva comunicato già Allah circa 1500 anni fa. Un caro saluto, chissà se ci riconosceremo in Paradiso

      https://www.youtube.com/watch?v=7ltj1FgsOnY

      • Eugenio Orso
        22 Marzo 2020

        Caro Atlas, ti segnalo un articolo interessante, che può contenere la risposta, o almeno parte della risposta, ai nostri dubbi:

        ANDRÀ TUTTO BENE (e questo è il migliore dei mondi possibili) di EMANUELA LORENZI

        https://comedonchisciotte.org/andra-tutto-bene-e-questo-e-il-migliore-dei-mondi-possibili/

        Cari saluti

        • atlas
          22 Marzo 2020

          letto l’articolo, molto interessante, grazie. Soprattutto per il lato scientifico. Meno su quello politico: è questa la democrazia, non è il Nazional Socialismo Tedesco

          “E quando è l’ora non c’è scuola più grande che pagare di persona un’obiezione di coscienza. Cioè violare la legge di cui si ha coscienza che è cattiva e accettare la pena che essa prevede”. Io lo capii già nel 1991: 7 anni di polizia e poi rinchiuso da incensurato in vari carceri speciali. Mai un arresto domiciliare, mai un permesso, mai una semilibertà per altri 7 anni. Ma i delinquenti uscivano tutti dopo 3 gg

          ti confesso sinceramente: vorrei essere ora nelle Due Sicilie. Ma con tutta la mia Famiglia non da solo (anche se lì ho tanti parenti e amici come fratelli). Io pago la scelta di mio padre di essere voluto venire quì a Milano a fare il suo servizio a Roma per 46 anni …

  • MDA
    21 Marzo 2020

    basta parlare di corona virus.
    il 25 aprile moodys decide rating debito pubblico italia e i 5 maggio la corte costituzionale tedesca sancisce se QE è costituzionale.
    basta corona virus!!! non fatevi influenzare dai media globali che sappiamo a chi sono in mano.

    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_tasso_di_letalit_del_coronavirus_in_italia__almeno_10_volte_inferiore_ai_dati_ufficiali_nuova_intervista_allepidemiologo_salmaso/5496_33545/

    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pneumologo_e_psichiatra_francesco_oliviero_perch_nel_2019_con_8_mila_persone_morte_non_c_stata_nessuna_psicosi_erano_morti_di_serie_b/82_33661/

  • MDA
    21 Marzo 2020

    basta parlare di corona virus. leggetevi articoli EPIDEMIOLOGO SALMASO e PSICHIATRA OLIVIERO sull’antidi-plomatico.

    il 25 aprile moodys decide rating debito pubblico italia e i 5 maggio la corte costituzionale tedesca sancisce se QE è costituzionale.
    basta corona virus!!! non fatevi influenzare dai media globali che sappiamo a chi sono in mano.

  • Veritas Padanas
    21 Marzo 2020

    il coronavirus non esiste e la gente non si infetta, non passa il contagio e non muore.
    E’ tutto solo un piano per ostacolare la presa del potere alle forze sovraniste e indipendentiste.
    A Milano non c’è alcun coprifuoco, la gente esce e balla e si struscia per le strade, e pure le partite del campionato di calcio vengono regolarmente giocate a San Siro, il Duomo è affollato di credenti gioiosi e nei bar si paga con le italiche Lire non con lo straniero euro.
    I lombardi non si fanno fregare dalle iene rapaci della EU, perchè non sono nè ‘gente’ nè ‘feccia’ nè servi

  • Monk
    21 Marzo 2020

    Non è assolutamente vero, la globaminchiazione sarà più forte, prima di tutto stanno sostituendo i froci europei con i negher e poi andrà tutto nelle mani dei nasoni. Siamo fottuti.
    p.s.
    i siculi infami mafiosi invece di respingere in mare i negher li accolgono a braccia aperte

    • Arditi, a difesa del confine
      21 Marzo 2020

      son gli stessi che accolsero gli invasori angloamericani a braccia aperte, cosa è cambiato?

      nulla

  • Marco
    21 Marzo 2020

    Grande articolo e analisi di Dugin! Ma i nostri incapaci “politici” che ora governano e che pensano di salvarsi. leccando i piedi un po’ a Washington e un po’ alla Commissione Europea lo hanno mai letto?

  • prowall
    21 Marzo 2020

    In ogni caso. Quale che sia la tangente che prenderà il futuro sarà necessario personale politico abilitato e addestrato ad una navigazione diversa. Sotto costa. In mare chiuso ma anche in mare aperto. Un personale che sappia identificare i bisogni profondi della propria comunità legittimante e sappia valorizzarne aspettative compatibili e legittime.

  • eusebio
    21 Marzo 2020

    L’analisi di Dugin è perfetta, i sistemi chiusi saranno tra macroaree omogenee, la globalizzazione ha portato sopratutto l’occidente a gravissime fratture interne tra una piccola elite di ultraricchi e una massa di impoveriti messi sotto controllo dai media mainstream, e questo curioso fenomeno si è verificato sopratutto negli USA dove la suddetta elite appartiene ad una ben nota etnia molto versata nell’accumulazione del denaro, con il supporto della consistente minoranza afroamericana.
    I paesi europei con consistenti minoranze della stessa etnia come Francia e Regno Unito sono i maggiori alleati degli USA governati dagli oligarchi, Germania e Italia seguono perchè occupati militarmente, non è un caso che la grave crisi finanziaria quasi irreversibile causata da eccesso di debito e mancanza di acquirenti dei loro titoli di debito che sta colpendo gli USA sta aumentando le servitù militari di Germania e Italia.
    Fuori da questi paesi l’impero anglosionista è in velocissima ritirata, il blocco cinese si sta allargando a tutto il sud-est asiatico e all’area pacifica dove le Filippine hanno espulso de jure i militari USA, il blocco sciita ormai controlla il medio oriente, il blocco russo per il momento non avanza verso ovest ma può contare sulla Bielorussia, la Serbia, l’Armenia, il Donbass e sull’irreversibile crisi economica dell’Ucraina.
    Quando in conseguenza della crisi economica da coronavirus il debito pubblico USA finirà in default i tre blocchi avversi si allargheranno ulteriormente.

  • ouralphe
    21 Marzo 2020

    Il Conflitto è essenzialmente scontro di Volontà opposte. La Volontà più forte vince. Per questo in tempi di guerra chi spargeva pessimismo e disfattismo per fiaccare il morale delle truppe veniva equiparato al nemico e passato per le armi. Non ho mai visto un pessimista e disfattista vincere neanche una aprtita a briscola. Dugin è un Russo e i Russi, li conosco bene, non sono gente facilmente impressionabile, come hanno dimostrato a Stalingrado.

  • Mardunolbo
    22 Marzo 2020

    L’analisi di Dugin , a mio parere , è molto ottimistica ! E’ assolutamente vero che questo grande problema causerà grandi modificazioni, ma non è detto che si svolga come il Dugin annuncia.
    Potrebbe verificarsi, ad esempio, che l’economia mondiale , onerata dai trilioni di debiti , se pur virtuali, non riparta e quindi tutta l’economia vera delle fabbriche, industrie ed attività privata, non riesca a superare la crisi…che succederebbe ? Foraggiamenti a pioggia di moneta virtuale ancor più slegata dall’economia reale- abolizione del contante (porta epidemia passando per troppe mani)- uso esclusivo di carte di credito- quando le carte di credito saranno dichiarate pericolose (ad esempio per finti furti ed aumento delle frodi) ecco che si insisterà sul microchip sottopelle che garantisce ogni sicurezza ed in più garantisce che i possessori siano stati vaccinati, buoni cittadini, ecc. ecc. ! E l’umanità è “fatta” , pronta per la Bestia /Anticristo. Questa è un’altra modalità di vedere il futuro dopo la pandemia , o dopo un’altra pandemia. Poichè non necessariamente questa sarà l’unica; ne proveranno anche altre, è certo , finchè tutti esausti accetteranno il Governo Mondiale Unico, ventilato anche da Woityla (detto papa Giov.Paolo2) , da Ratzinger (detto papa Benedetto XVI) e dall’ultimo , il Bergoglio che tutti conoscono.
    Che il Signore abbia pietà di noi ! ,

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