L’individualismo liberale si compone di una destra e di una sinistra

di Davide D’Intino
Come da destra si sente ripetere «non c’è più nessuno che dica qualcosa di destra», da sinistra lamentano «non c’è più nessuno che dica qualcosa di sinistra».
Entrambi gli schieramenti, travasando le culture d’origine in un organismo affetto da emiplegia, hanno tacitamente accettato che i filoni politico-culturali da cui traevano origine prima di cristallizzarsi nelle semplificazioni del parlamentarismo borghese venissero fagocitati, e progressivamente erosi, dall’ideologia liberale.
Allora, per mitigare lo smarrimento delle rispettive identità, la destra si spaccia per liberal-conservatrice e la sinistra per liberal-democratica, entrambe ostinate a non ammettere la contraddittorietà di queste, ossimoriche, definizioni.
Chi non si sia fatto ipnotizzare dalla mistificatoria risemantizzazione del lessico politico operata dagli autori liberali e veicolata dal ceto politico più demagogico e sfacciato che la storia ricordi, sa bene come, al giro di boa, il liberalismo, per sua stessa natura, finisca per escludere sia il conservatorismo sia la democrazia, entrambi incompatibili, da un lato con la sua hibrys necessariamente progressista, dall’altro con il suo individualismo metodologico.
Posto che destra e sinistra non sono due entità metafisiche ma coordinate geografico-assiali della politica, la cui fisionomia cambia nel tempo e nello spazio esprimendo, quindi, connotati relativi e transitori, se per destra si intende la vocazione per la patria e per sinistra la vocazione per il popolo, è evidente che il posizionamento di entrambe nel campo liberale frustrerà le aspettative di chiunque si aspetti che le rispettive, supposte identità abbiano una declinazione fattuale.
Così come il solo modo per stare con la patria è stare con il popolo, il solo modo per stare con il popolo è stare con la patria. Ed evidentemente ciò non può essere fatto da chi, come i liberali, ritiene che patria e popolo siano concetti astratti, mentre il concetto di individuo no.

2 Commenti
  • Giorgio
    Inserito alle 12:14h, 25 Settembre Rispondi

    Destra e sinistra sono stati “abbracciati” mortalmente dall’individualismo liberal democratico mercantile e globalista …….
    il pensiero unico appunto …… secondo il quale non può esistere un mondo migliore dell’attuale ……

  • Tania
    Inserito alle 10:16h, 05 Ottobre Rispondi

    A – Il potere ha governato il pianeta da sempre in un unico modo
    B – L’unico modo di governare del potere è quello che solidifica il potere
    C – Varianti ce ne sono state, ma quella che ha permesso al potere di accaparrarsi le simpatie (voti) del suo nemico naturale, il lavoratore è stato estromettere le teste pensanti del corpo/massa, tenendo i vecchi ormai diventati ricchi, e introducendo infiltrati, leggi Prodi, Letta, etc mantenendo il nome originale e le feste dell’Unità, così le pecore più intelligenti senza nemmeno rendersene conto, sono diventate pecore ismite, ormai sognatrici ad occhi aperti di ciò che non c’è.
    D – Con la tecnologia attuale in suo possesso, al potere ora rimane solo di trasformare le masse in organismi OGM, come i pomodori, e il suo progetto finalmente sarà completato. Ci è voluto del tempo, ma ce l’ha fatta. E comincerà un altro mondo. Ma non il suo. Dopo tanti millenni, tanta fatica, il potere ha completato il suo ciclo, ha chiuso il cerchio. E questo è appunto il segno che è finito. Vivrà ancora il suo periodo di splendore sulla spinta delle ultime azioni, non ho la più pallida idea di quanto durerà, ma aver voluto chiudere, definire, significa inesorabilmente morire perché la vita è energia in movimento… Mai mettere dei blocchi, dei fermi…

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