L’India rifiuta di seguire le sanzioni statunitensi sull’Iran. L’Europa deve decidere la sua posizione

di Luciano Lago

Mentre l’Italia si trova stretta nella sua crisi politica e di di sistema e l’oligarchia finanziaria cerca di stringere il cappio a colpi di spread e di allarmi sulla tenuta dei risparmi, il mondo va avanti e sulla scena internazionale sono in atto dei processi che vedono dei grandi paesi emergenti che riprendono pieno possesso della propria sovranità, distaccandosi dalle direttive dell’Impero di Washington e di Londra.

Questo è il caso dell’India dove le autorità di New Delhi hanno ricvevuto il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif per definire e consolidare i rapporti di cooperazione commerciale con la Repubblica Iraniana, nonostante le sanzioni che Washington pretende di imporre contro quel paese.

l ministro degli Esteri indiano Sushma Swaraj ha dichiarato in modo netto e chiaro che New Delhi continuerà a commerciare con l’Iran e seguirà solo le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite e non quelle imposte da qualsiasi altro paese, come gli Stati Uniti, contro la Repubblica islamica.

Lunedì, in una conferenza stampa, Swaraj ha aggiunto che la posizione del suo paese deve considerarsi “indipendente” da qualsiasi altra nazione e che l’India respinge le pressioni dirette a condizionare la propria politica estera (l’allusione agli Stati Uniti è del tutto evidente).
“L’India segue solo le sanzioni decise dalle Nazioni Unite e non le sanzioni unilaterali di qualsiasi paese”, ha detto rispondendo alla domanda circa l’orientamento di Nuova Delhi rispetto alla decisione degli Stati Uniti di ritirarsi da un accordo sul nucleare del 2015 e di ri-imporre sanzioni contro Teheran.
Rispetto alle pressioni di Washington, Swaraj ha sottolineato che l’India rifiuta le politiche “reazionarie” e la sua linea di politica estera non sarà dettata da altri paesi.

L’Iran e l’India godono di profondi rapporti di copperazione nel settore politico ed economico. Teheran è uno dei principali fornitori di petrolio di Nuova Delhi e l’India ha un notevole volume di esportazione verso la Repubblica Islamica dell’Iran.
Lo scorso 8 maggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato che Washington si apprestava a ritirarsi dall’accordo nucleare multilaterale, ufficialmente noto come Piano d’azione congiunta congiunto (JCPOA), che era stato raggiunto tra l’Iran ei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite – gli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina – oltre alla Germania.

Trump ha anche detto che avrebbe ripristinato le sanzioni americane contro l’Iran sospese in base all’accordo nucleare ed imposto “il più alto livello” di divieti economici alla Repubblica islamica.

Il principale diplomatico iraniano si trova attualmente in India come parte di consultazioni internazionali volte a discutere della cooperazione reciproca continuata con i paesi del mondo dopo il ritiro degli Stati Uniti dal JCPOA (accordo sul nucleare).
In un incontro con il primo ministro indiano Narendra Modi a New Delhi in febbraio, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha espresso la volontà di espandere le relazioni reciproche in tutte le aree.
Durante la visita di Rouhani, l’Iran ha definito un tanto atteso accordo con l’India sulla gestione di parte del suo porto strategico di Chabahar – una mossa che potrebbe consentire all’India di schivare il Pakistan e raggiungere i mercati in Afghanistan, Asia centrale e oltre.

L’Europa deve riflettere sulla sua posizione riguardo alle sanzioni

Per quanto riguarda l’Europa, l’economista americano Jeffrey Sachs, partecipando al vertice Global Solutions a Berlino, ha esortato l’Unione Europea ad ignorare le sanzioni di Trump contro l’Iran e a riflettere sull’abolizione delle sanzioni contro Mosca.
Come riferisce il giornale tedesco Die Welt, Jeffrey Sachs si è incontrato anche con la cancelliera Angela Merkel con cui ha avuto uno scambio di opinioni. Non era quella la prima volta. Per la cancelliera Sachs ha portato un chiaro messaggio: nelle questioni di tasse e sanzioni Trump capisce solo il linguaggio della forza.

Economista USA Sachs

In un’intervista a Die Welt, Jeffrey Sachs ha sottolineato che, se gli USA applicano le contravvenzioni contro le aziende europee che fanno affari con l’Iran, l’UE deve reagire prontamente, altrimenti gli europei possono perdere il controllo in questa materia. Gli USA non possono multare le società straniere, non dovrebbe essere così, questo viola il diritto internazionale, le regole dell’OMC e la decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per l’Iran. Pertanto, l’UE deve lottare contro questo, ha detto l’economista americano. Vedi: Europe Must Confront America’s Extraterritorial Sanctions

Secondo lui, Trump viola il diritto internazionale ma è l’UE a pagare per questo. Dal punto di vista di Sachs, da parte dell’UE sarebbe una cosa ridicola piegarsi alle pretese di Washington. All’Europa non si addice rimanere in ginocchio per ottenere diritti esclusivi quando ci sono dazi doganali degli USA, insiste l’economista.
“La politica aggressiva di Trump è un vero banco di prova per l’Unione” e l’Europa deve reagire al presidente americano, ha detto Jeffrey Sachs.
Più chiaro di così il messaggio non potrebbe essere, sarà importante vedere quale sarà l’atteggiamento delle classi politiche europee poche abituate ad avere una politica indipendente da Washington

2 Commenti

  • Mardunolbo
    30 maggio 2018

    Bene ! Altra bastonata sui denti al giudeizzato Trump !

  • Silvia
    30 maggio 2018

    In India non ci sono basi militari straniere.

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