L’illusione del controllo: e se nessuno avesse il controllo ?


di Charles Hugh Smith.

L’ultima parte del potere detenuto dalle élite è nella convinzione delle masse che le élite abbiano sempre il controllo.

Comprendo il naturale desiderio di credere che qualcuno sia al comando: che si tratti dello stato profondo, del Partito comunista cinese, del Cremlino o dei globalisti di Agenda 21, siamo pronti a credere che alcuno o “qualcuno da qualche parte controlla gli eventi o persegue programmi che provocano reazioni globali agli eventi.

Penso che qualsiasi controllo che discerniamo sia illusorio, perché le dinamiche innescate dalla pandemia sono già sfuggite al controllo delle élite. La ragione principale per cui le élite hanno perso il controllo è che tutti i sistemi da cui dipendono sono stati rotti per 12 anni, ma sono riusciti a recuperare realizzando in primo luogo più quello che li aveva rotti. Questo recupero di sistemi difettosi ha generato un’illusione di funzionalità: tutto sembrava funzionare come prima, anche se i malfunzionamenti si diffondevano in ogni angolo di ciascun sistema.

Dato che il fare più cose che hanno rotto i sistemi in primo luogo ha mandando in pezzi la costruzione, l’illusione della funzionalità è stata frantumata . Ora che l’illusione della funzionalità è andata perduta, anche il controllo della narrativa da parte dell’autorità istituzionale è stato perso.

Ho spesso scritto della differenza tra forza e potere ; le élite spesso credono erroneamente che i due fattori siano uguali, ma sono mondi separati. Quelli al potere convincono le masse a obbedire senza essere costretti e ad accettare i racconti egoistici dell’élite senza fare domande. Il potere si basa sull’autorità istituzionale e sui miti e credenze culturali.

La forza ha un costo, come la coercizione ha un costo . La forza è un povero sostituto del potere, non solo perché i costi sono così alti, ma anche perché le masse non agiscono di propria spontanea volontà; obbediscono solo perché i costi della non obbedienza sono molto elevati. Ma il riluttante non può mai essere produttivo come i volontari, e quindi il regime che dipende dalla forza ristagna mentre i costi della coercizione aumentano e la produttività della forza diminuisce regolarmente.

Quando il potere viene perso, le masse semplicemente smettono di ascoltare le autorità . Nella linea WB Yeats, il falco non può sentire il falconiere; una volta persa l’autorità della narrazione, le masse si allontanano dalle loro élite.

I sistemi su cui poggiano l’autorità delle élite e il loro potere non sono altro che frattali di incompetenza , strutture dominate dall’incompetenza a tutti i livelli e in ogni angolo, dai dipendenti più pagati ai leader.

Tutti questi sistemi servono prima gli interessi degli addetti ai lavori e dei gruppi di interesse, quindi le priorità delle élite e infine del pubblico /dei clienti, se ce ne sono.

L’elite dominante

Le élite hanno perso il controllo di tutto ciò che è essenziale per la loro sopravvivenza : flussi di capitali, fede nel futuro della crescita eterna a costo zero, e aumento del malcontento e della disillusione.

Le élite scoprono, con loro sgomento, che ora quell’abilità è stata persa, il potere è perso e quella forza non sostituisce il potere.

Tutti i trucchi delle scartoffie non funzionano più. La caduta dei tassi di interesse a zero non aumenterà i consumi o gli investimenti, ma spingerà la frenesia speculativa a nuove altezze sempre più fragili. Stampare trilioni e darli ai super ricchi non risolverà quanto è stato rotto, perché è questo meccanismo che ha rotto il sistema in primo luogo.

L’ultima parte del potere detenuto dalle élite è la convinzione delle masse che le élite hanno sempre il controllo . Questa convinzione si è dissipata, nonostante le grida e le urla delle élite che pensano di avere ancora il controllo. Gli eventi alleggeriscono il loro orgoglio e i frattali dell’incompetenza che si sbriciolano sotto i loro piedi.

Molte persone pensano che i super ricchi passino sempre senza intoppi da un regime all’altro . Ma non è sempre così. Le maggiori fortune personali nella storia (possedute da individui, non da famiglie reali / imperiali) furono probabilmente accumulate dalle élite romane. Le loro ville erano essenzialmente piccole città e le loro fortune erano, in termini romani, globali.

Tuttavia, quando le istituzioni che fecero la loro fortuna crollarono, queste élite non trasferirono agevolmente la loro ricchezza e potere al dominio barbaro: tutto la cotruzione dell’Impero crollò, le loro ville furono abbandonate e il loro potere scomparve.

Il capitale fantasma è fugace, così come il potere.

fonte: https://charleshughsmith.blogspot.com

traduzione di Gerard Trousson

N.B. Le opinioni espresse dall’autore possono non coincidere con quelle della redazione

7 Commenti

  • Idea3online
    25 Giugno 2020

    Quando l’Elite si avvicinerà alla linea rossa, cercando di modificare la Legge del Libero Arbitrio istituita dal Legislatore Supremo, solo in quel momento Dio darà ordine alle sue forze dell’ordine o angeli, di confondere nuovamente gli eletti di Lucifero.
    Chi lo sa quante volte Dio è intervenuto in questi 2000 anni per non fare precipitare gli eventi, certo un giorno sarà destinato che precipitino.
    Non resta che convincersi che l’Elite non ha il controllo assoluto, ma è controllata ora, relativamente da Dio, e nel Tempo Stabilito verrà controllata in modo assoluto da Dio perché ai Regni del Mondo il Monarca Assoluto dirà Fine premendo il tasto Game Over.

    • Sandro
      26 Giugno 2020

      Nessuno ha facoltà di controllare nulla. É solo una illusione. La prova sta nel fatto che il semplice desiderio o parvenza di necessità di controllare un evento, sia esso positivo che negativo, è generato dalla mancanza della facoltà decisionale di opporsi ad esso. In altri termini si è spinti a decidere per soddisfare lo stato di disagio imposto dalla natura alle sue creature per servirla.

      “Quando l’Elite si avvicinerà alla linea rossa, cercando di modificare la Legge del Libero Arbitrio istituita dal Legislatore Supremo, ………”

      Il “libero arbitrio” per quanto prima, è una ulteriore illusione di coloro che dicono di avere il “dono” della fede.
      Allo stesso Dio generato per fede , non è consentita tale prerogativa.

      “Chi lo sa quante volte Dio è intervenuto in questi 2000 anni (solo? – NdR) per non fare precipitare gli eventi,……..”

      Il comportamento di questo Dio dimostra la Sua non facoltà di esercitare il libero arbitrio in quanto, possedendolo, lo avrebbe esercitato per evitare quegli venti che ora deve correggere. Mi rifiuto, per Suo rispetto, di pensare che volutamente non lo abbia usato. Ma qui il discorso si fa lungo. A dimostrazione di quanto intendo sostenere, termino con le parole di un grande Uomo «……. non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». La qual frase tradotta in popolare è “va tutto un vacca”.
      Non credo proprio che i costruttori del grande tempio moderno, quello cioè creato dall’alta tecnologia che tutto vede e tutto contiene (controlla) desiderino che faccia tal fine.

  • marte
    25 Giugno 2020

    Il controllo che vantano è solo di tipo economico e quindi non può che essere limitato nei modi e nei tempi. Dobbiamo solo aspettare perchè il liberismo non è improntato alla sostenibilità del sistema ma solo alla voracità di pochi. Credere di poter controllare gli eventi è da stolti, l’assunto della “legge di Murphy” incombe.

  • ouralphe
    25 Giugno 2020

    L’ inferiorità numerica di lorsignori e del loro codazzo di cani è disperata. Altro che controllo… Per questo la Polinesia va a ruba.

  • Teoclimeno
    26 Giugno 2020

    L’autore dell’articolo ha le idee forse un po’confuse, perché non conosce la realtà italiana, altrimenti non avrebbe scritto certe “originalità”. Per commentarlo, rimetto in toto un commento che ho appena scritto in un commento precedente:

    Teoclimeno
    26 Giugno 2020
    Per capire il passato, il presente ed il futuro del nostro Paese è essenziale rendersi conto che, come del resto anche in un qualsiasi altro paese del Mondo, le decisioni che contano, sia nel bene che nel male, non vengono mai prese dai cittadini, ma dalle oligarchie locali, un gruppo ristretto di persone (partiti politici, potentati economici, militari, religiosi, Magistratura, associazioni varie di categoria, sindacati, giornalisti, associazioni massoniche, i Lions, ma anche la Chiesa e altri ancora), che talvolta, come nel caso del nostro Paese, sono a loro volta condizionate da altre oligarchie transnazionali, come ad esempio Club Bilderberg, la Trilaterale, Wall Street, la City of London, ma anche le case reali europee, e naturalmente l’Europa e la NATO, la FED la BCE. Sono queste oligarchie che di fatto controllano il Paese. Non sono animate da grandi ideali, ma da concreti interessi. Tessono quotidianamente le loro tele mettendo i loro galoppini ovunque ed i loro clarinetti nei mezzi di comunicazione, in primis la televisione, per diffondere al popolo bue le loro verità pilotando le coscienze e determinandone le scelte. Niente è per caso, neppure l’imbastardimento della lingua. Una prova evidente di quanto sin qui detto è che, non ci hanno mai chiesto se volevamo la NATO, l’Europa, l’Euro, le guerre a paesi che non ci hanno mai fatto niente, e tantomeno ancora se volevamo le invasioni barbariche negroidi. Tutto questo è stato reso possibile perché chi doveva vigilare, difendere gli interessi degli italiani, e cioè i nostri rappresentanti politici, ma anche i sindacati, hanno venduto l’anima prostituendosi per vili interessi personali al grande capitale giudaico-massonico e massacrando un intero popolo. Tutti costoro in grande armonia si spartiscono da buoni amici il bottino Italia. In politica non esiste la casualità, tutto ma proprio tutto quello che è successo e che succederà in Italia non è il frutto della casualità, ma la realizzazione di un preciso piano programmato da lungo tempo dai mondialisti giudaico massonici. Il Britannia, il recovery fund, il Piano Colao, il MES, il Piano Vaccini, lo stato di polizia pervasivo, la pandemia fasulla, sono solo delle tappe per la distruzione programmata dell’Italia. Date le premesse le previsioni per il futuro sono fosche. Non ci sarà nessuna ripresa economica, e in Autunno avremo un’altra fuffa pandemia che terminerà il lavoro sin qui svolto per la distruzione del Paese. Avremo fallimenti a catena e il piano vaccini dei pargoli continuerà, e per il loro bene verrà esteso a tutti gli ultra sessantacinquenni, ormai diventati un peso per l’economia privata. Contemporaneamente continuerà lo sbarco delle orde barbariche negroidi, per la sostituzione degli italiani autoctoni. La crisi economica verrà accentuata e l’intervento della Troika commissarierà la Nazione. Per pagare i debiti fasulli verranno drasticamente tagliati stipendi, pensioni, e aumenteranno ancora di più le tasse. Il mercato immobiliare, anche per via della didattica ibrida in università, crollerà verticalmente, e verrà comprato a prezzi di saldo dalle multinazionali. Parallelamente continuerà l’ingegneria sociale per la distruzione della società tradizionale e la disinformazione. Alla fine i pochi italiani rimasti e sani mente si renderanno finalmente conto che il cetriolo è arrivato, ma forse sarà troppo tardi. Da padroni non saremo più neppure fittavoli. Palestina Docet!

    • Sandro
      27 Giugno 2020

      Senza nulla togliere al tuo commento che ha il solo difetto di essere terrorizzante in quanto realistico *, vi è da porre in evidenza che quel controllo di certo attuato con successo, trattasi comunque di misere circostanze – perché non sono che misere circostanze quelle che si consumano nell’arco di una esistenza se rapportate al tempo rispetto dell’origine degli eventi – che possono essere in qualche modo distratte (meglio “distorte”) dal loro fluire lineare – secondo realtà conosciuta.

      Quanto detto, sempreché non si accetti l’origine della causa (spiegata in un mio precedente commento) che induce la sparuta minoranza di folli, allo stato puro, a voler controllare gli eventi per i propri “fini” (?!) – occorrerebbe addentrarsi sul significato del termine “fine”, cosa ardua, non alla mia portata – Ma una domanda, su di un aspetto di non poco conto, mi son sempre posto circa questi controllori da strapazzo. L’aspetto riguarda l’elemento tempo. Il tempo occorrente per raggiungere l’ambita meta.

      Per pianificare un qualcosa di tal complessità a proprio uso e consumo e controllarne l’andamento fin nei particolari al fine di realizzare le brame di questi miserabili, occorre del tempo, molto tempo, spesso il tempo di una intera vita. Qui non si tratta di investire energie per un arco di tempo limitato rispetto a quello medio di vita di un essere umano, per raccoglierne i “frutti” . Si tratta, invece, di investire energie non solo economiche, ma anche preventivare pesanti stati d’animo e turbamenti di non poco conto che inevitabilmente colpisce chi gestisce il controllo di numerosi sudditi non sempre proni alle briciole elargite e che per questo vanno trattati “adeguatamente” con tutto ciò che ne consegue, non solo in termini economici ma in ulteriore tempo da investire per “raddrizzare il tiro”.

      Persino i mentecatti sanno che l’imprevisto è sempre in agguato anche se può essere risolto con una buona dose di violenza come le organizzazioni criminali insegnano, continuando ad essere sempre in auge grazie al banale ma efficace stratagemma imposto dalla natura. Dunque, tornando alla domanda, quale il motivo che induce scimmie in doppiopetto ad investire l’intero arco della propria vita per vederne, se va bene, i risultati pochi istanti prima di crepare? Istanti, rispetto alla vita restante concessa.

      *un aneddoto: Prestai ad un conoscente il libro dal titolo “La trappola della globalizzazione” in cui era descritto si dal 1997 tutto ciò che sarebbe accaduto – e che è di fatto accaduto – in un prossimo futuro. Non perché i giornalisti Hans-Peter Martin e Harald Schumann, gli autori del libro, avessero la sfera di cristallo, ma perché riuscirono a carpire informazioni riservate. Bene, dopo qualche giorno mi fu restituito. Sbalordito chiesi come fece a leggerlo in così poco tempo. Mi rispose, all’incirca: “Non è come pensi, ho preferito non continuarne la lettura perché questo libro, per le notizie circostanziate che riporta, fa paura. Preferisco non sapere.”

      • Teoclimeno
        27 Giugno 2020

        Egregio Signor Sandro, quei loschi personaggi non pensano come singoli individui e nei termini della propria esistenza, ma ragionano come se fossero una dinastia che punta alla perpetuazione del proprio potere, dando un senso perverso alla propria vita, pur non facendo il bene, ma il male. Ogni volta che mi è possibile cito il caso della Palestina, perché è paradigmatico di quanto sta accadendo al nostro Paese.

        Nascita del Sionismo 1896, ad opera del giornalista ebreo Ashkenazita Theodor Herzl
        Protocolli dei Savi di Sion, 1903
        Telegramma Zimmerman 16 Gennaio 1917
        Dichiarazione Balfour, 2 Novembre 1917
        Piano Kalergi, 1925 (la moglie guarda caso era ebrea)
        Creazione dello stato di Israele 1948
        1896-1948 mezzo secolo in cui nasce, si sviluppa e si consolida l’idea sionista, realizzata nel 1948 col massacro dei Palestinesi che continua tutt’oggi.
        Purtroppo non voler sapere non evita i problemi, anzi li aggrava. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

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