"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Libia: Haftar conquista i terminal petroliferi, l’Italia è sul campo

di  Salvo Ardizzone

Haftar prende il controllo dei terminal petroliferi della Libia; Serraj in difficoltà. Arriva un contingente italiano.

In Libia, alla fine della scorsa settimana, con un attacco improvviso, le milizie del generale Haftar hanno preso il controllo dei terminal petroliferi di Es Sider, Brega e Ras Lanuf, gli sbocchi sul Mediterraneo del greggio della Cirenaica. Il controllo del porto di Zueitina è ancora incerto, violenti combattimenti erano in corso a inizio settimana.

I porti e le raffinerie conquistate erano in grado di produrre fra i 400 e i 600mila b/g, tuttavia da tempo funzionavano solo in parte sia per i danneggiamenti a seguito degli scontri fra milizie, sia per il drastico rallentamento delle attività estrattive nei campi petroliferi dell’interno.

I terminal erano sotto il controllo delle Petroleum Facilities Guards (Pfg), la milizia di Ibrahim Jadhran, un personaggio che ha usato più volte il petrolio come arma di ricatto, prima tiepido alleato di Haftar, poi firmatario di un accordo propiziato dall’Onu con il Governo di Serraj a fronte del pagamento di decine di milioni di euro. Al momento non si sa neppure dove si trovi, ma pare che i leader della sua tribù, i Magharba, abbiano invitato i suoi miliziani a non combattere; dietro all’improvviso collasso delle Pfg, che erano una delle principali forze militari della Libia, sembra infatti che ci siano stati ingenti pagamenti fatti ai capi tribù locali.

Lo sfaldarsi delle milizie di Jadhran lascia Haftar senza alcun rivale di peso nella Libia centro-orientale; per Serraj, il contestato presidente del Gan (Governo di Accordo Nazionale), è l’ennesimo duro colpo: dopo la sfiducia votatagli dal parlamento di Tobruk (tenuto in ostaggio da Haftar), la perdita dei terminal petroliferi situati fra Ajdabya e Sirte lo priva di quel flusso di petrolio (e di denaro) indispensabili per pagare le milizie che lo sostengono, oltre a privarlo dell’unica milizia che l’appoggiava nella Libia orientale.

L’improvviso colpo di mano di Haftar sui terminal, pare sia stato propiziato da Egitto ed Emirati (col sotterraneo appoggio della Francia) per rispondere con questa mossa al successo registrato da Serraj a Sirte ed alla sua alleanza con le milizie di Misurata. Adesso Haftar, malgrado debba fare i conti con sacche di resistenza da parte di formazioni qaediste o fondamentaliste a Bengasi, Derna e Ajdabya, ha in ostaggio alcune delle più importanti infrastrutture della Libia.

Il leader di Bengasi, Haftar
Il leader di Bengasi, Haftar

L’unico strumento di pressione rimasto in mano all’Onu, il protettore di Serraj, è dire al Generale (e a chi gli sta dietro) che potrà vendere il petrolio solo attraverso la National Oil Company, la compagnia petrolifera di Stato con sede a Tripoli, unica legalmente autorizzata a siglare accordi internazionali di fornitura. Ma è dubbio che Al-Sisi, la Total e gli altri che vi sono dietro, rinuncino facilmente al vantaggio conquistato.

In questo marasma, l’Italia ha deciso di inviare in Libia un ospedale da campo, il Role 2, e un contingente di paracadutisti del 186° Reggimento della Brigata Folgore, ufficialmente a protezione della struttura sanitaria. L’ospedale sarà basato a Sirte e servirà a curare gli oltre 2mila miliziani feriti nella riconquista di Sirte. I reparti si sono già imbarcati a Spezia. Si uniranno alle Forze Speciali appartenenti al Reggimento d’Assalto Col Moschin già presenti al fianco delle milizie di Misurata.

La missione, presentata alla Commissione Esteri e Difesa di Camera e Senato dal Ministro Pinotti, si chiamerà “Ippocrate”; sarà composta complessivamente da 300 uomini: 65 saranno destinati alla componente medico-infermieristica, 135 al supporto logistico e 100 alla Forza di Protezione. Sull’aeroporto di Misurata sarà schierato un C-27J per l’eventuale evacuazione d’emergenza ed una nave della Marina stazionerà al largo delle coste della Libia con compiti di supporto e protezione.

L’ospedale garantirà da subito l’assistenza salvavita e gli interventi “codice rosso”; in capo a tre settimane garantirà assistenza e ricovero fino a 50 pazienti ed opererà in sinergia con l’ospedale civile di Misurata.

Gli scarponi italiani scendono sul campo, resta da vedere con quale strategia e sotto la regia di chi.

Fonte: Il Faro sul Mondo

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  1. Umberto 1 anno fa

    La regìa è sempre la stessa, con copione seguito alla lettera (altrimenti tiratina di orecchie) per delega o per subdelega.

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  2. marco 1 anno fa

    e a che servono gli italioti????? a fare seghe ???????

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