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Libia. Assalto dei miliziani al quartiere generale della compagnia petrolifera statale NOC

Spari ed esplosioni segnalati mentre miliziani armati assaltano il quartier generale della compagnia petrolifera statale della Libia a Tripoli.
Miliziani armati hanno attaccato il quartier generale della National Oil Corporation (NOC) nella capitale libica Tripoli, lunedì, riferisce AFP. Dipendenti della compagnia hanno detto a Reuters che ci sono state diverse vittime.
Secondo le fonti, il fumo si vede in aumento da vicino agli uffici NOC. Funzionari della sicurezza hanno detto che stavano tentando di trattare con i miliziani che si ritiene abbiano attaccato l’edificio.

Un dipendente del NOC ha riferito alla televisione libica che un commando formato da tre persone mascherate aveva attaccato l’edificio.

Le forze di sicurezza presero posizione intorno agli uffici nel centro di Tripoli, mentre le strade circostanti sono state isolate. I testimoni hanno detto di aver visto le ambulanze abbandonare il sito. Un membro dello staff di un hotel vicino agli uffici del NOC ha detto di aver sentito circa cinque esplosioni.
Tripoli è stata scossa dagli scontri tra gruppi armati rivali dall’inizio di questo mese. La capitale ha visto anche occasionali attacchi militanti.

A maggio, lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità di un attacco mortale agli uffici della Commissione elettorale nazionale a Tripoli.
Il controllo del governo Serray, appoggiato dall’ONU e dall’Italia appare sempre più debole ed insidiato dall’avanzata delle formazioni fedeli al Generale Haftar e dagli attacchi dei terroristi dell’ISIS arrivati nel paese e provenienti da Siria ed Iraq.

Da quando il paese è stato destabilizzato dall’intervento della NATO nel 2011, culminato con la rimozione del Governo e l’assassinio di Gheddafi, il paese non ha più trovato pace. Gli scontri tra le varie milizie e le tribù sono all’ordine del giorno e la popolazione è stremata dalla mancanza di generi di necessità e dalla insicurezza.

Le entrate della Libia sono fortemente dipendenti dalle esportazioni di petrolio. Anni di conflitto hanno ridotto la produzione del Paese a 550.000 barili al giorno a partire da 1,6 milioni di barili pompati prima della guerra civile del 2011.

Fonte: RT News

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  1. atlas 1 settimana fa

    oh, finalmente. Ora è tutto chiaro. I wahhabiti e i salafiti non vanno prettamente contro gli sciiti (dove sono in Libia ?), ma sono in realtà giudei e cosa loro interessa è solo il petrolio da mettere sotto il controllo anglomassone: ci saranno ancora tanti che parleranno di ‘terrorismo islamico’ ? Sicuro, se no non saremmo in queste condizioni

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  2. mario 1 settimana fa

    Alla fine dell’articolo si parla di guerra civile. A mio parere è una affermazione forviante. Ma quale guerra civile!! E’ stato un vile e infame attacco ad un paese sovrano.

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