L’ex ministro degli esteri francese De Villepin accusa gli Usa di aver mentito per anni sulla situazione afghana

Mentre le truppe americane stanno ancora completando l’evacuazione dei loro concittadini dall’Afghanistan e da poco è stato annunciato il governo talebano a Kabul, Dominique de Villepin è tornato sui fallimenti dell’intervento occidentale nel Paese, su France Inter.

L’ex primo ministro francese, che è rimasto famoso per il suo rifiuto di impegnare la Francia in Iraq nel 2003, crede che l’Occidente sia caduto nella trappola afghana in tre modi diversi.

L’ex cancelliere francese ha dapprima castigato la “paura”, che ha raggiunto gli Stati Uniti e alcuni Paesi europei dopo gli attentati dell’11 settembre, costringendoli a rinunciare ai “loro valori democratici”, o addirittura a ricorrere alle “bugie” per coprire le loro aggressioni militari (“armi di distruzione di massa”, “sconfiggere il terrorsmo, ecc.”).
Bugie che Washington ha moltiplicato per i circa 20 anni in Afghanistan, secondo lui.

“I militari americani sanno molto bene che non guadagnavano punti in Afghanistan da anni, che la situazione era catastrofica. I bollettini di vittoria dell’esercito americano, le politiche americane che affermano “abbiamo il controllo dei territori, le cose stanno migliorando”, erano un cumulo di menzogne “, ha detto Dominique de Villepin a France Inter.

Colui che è stato anche ministro degli Esteri ha poi voluto condannare l’illusione occidentale di ricorrere alla “forza” per arginare il fenomeno terroristico in terra straniera.

L’interferenza militare, specialmente negli stati fragili, può solo ritorcersi contro chi la utilizza, ha detto.
“La forza militare contro un’organizzazione terroristica, in paesi che sono stati falliti o in fallimento, non può funzionare. Non solo è inefficace, è controproducente. Le comunità si vanno organizzando, riunendosi per contrastare colui che, molto rapidamente, il giorno dopo il suo arrivo, diventa l’invasore “, ha detto Dominique de Villepin alla radio pubblica.

Il ministro ha ricordato che il principio della “resistenza nazionale” contro le truppe occupanti straniere è stato sempre una costante storica, citando come esempio le rivolte spagnole o russe contro Napoleone, così come oggi accade con gli occupanti americani in Iraq, in Siria e in Afghanistan.

Infine, Dominique de Villepin ha castigato l’“ignoranza” delle democrazie occidentali, che si sono impegnate in Iraq e Afghanistan senza comprendere veramente la cultura dei popoli ed il funzionamento di queste società “complesse”.

Questi tre “circoli viziosi” hanno fatto precipitare il fallimento dell’intervento in Afghanistan, afferma l’ex ministro. Risultati delle sfide: la presenza militare occidentale “non ha risolto la questione terrorista”, ma addirittura “ha peggiorato le cose”, secondo Dominique de Villepin.

Ritirata USA dall’Afghanistan

Un ritiro criticato da tutte le parti

Il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, che ha provocato scene caotiche nelle strade di Kabul mentre i talebani avanzavano, è stato criticato da molti osservatori.

Al microfono dello Sputnik, Philippe de Villiers ha parlato di “fallimento dell’America e della NATO”, rammaricandosi che la Francia sia ancora impegnata al fianco di Washington nell’Alleanza Nord Atlantica.

L’ex diplomatico René Cagnat, da parte sua, ha detto a Sputnik che l’Afghanistan potrebbe essere un “cimitero per il potere americano, come lo è stato per l’URSS”.

Fonte: Franceinter.fr

Traduzione: Gerard Trousson

1 Commento
  • Mario
    Inserito alle 07:10h, 08 Settembre Rispondi

    IMPERO EBREO ANGLO AMERICANO FECCIA DELL UMANITÀ

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