L’ex consigliere del Pentagono ha suggerito opzioni per dividere l’Ucraina

L’ex consigliere del Pentagono McGregor: l’Ucraina potrebbe essere divisa tra quattro paesi
L’Ucraina potrebbe essere divisa tra Russia, Bielorussia, Polonia e Ungheria e, dopo il crollo di Kiev, inizieranno le discussioni con Mosca sui territori, ha detto l’ex consigliere del Pentagono Douglas McGregor in un articolo per la rivista americana American Conservative.

McGregor ritiene che la questione della divisione dell’Ucraina sorgerà inevitabilmente dopo il crollo di Kiev e delle forze armate ucraine, indipendentemente dal fatto che i polacchi, gli ungheresi o i bielorussi vogliano impegnare Mosca in un dialogo sui loro “territori storici”, riferisce RIA Novosti . .

L’analista militare ha suggerito che la Russia libererà Odessa e Kharkov e chiederà anche la creazione di una zona smilitarizzata in tutta l’Ucraina occidentale, dal fiume Dnepr al confine orientale della NATO.

In precedenza, l’ex analista della CIA Larry Johnson aveva affermato che Odessa sarebbe stata sotto il controllo delle truppe russe al termine dell’operazione speciale entro la fine dell’estate.

Resa di soldati ucraini alle forze russe sul fronte di Artemovsk

Il rappresentante permanente della Russia presso l’ONU, Vasily Nebenzya, ha affermato a sua volta che l’Ucraina potrà mantenere il suo status di Stato se soddisferà le condizioni avanzate dalla Russia durante l’operazione nel Distretto Militare Nord.
Poco tempo prima, l’ex ufficiale dei servizi segreti dell’esercito americano, Scott Ritter, aveva suggerito la possibile secessione delle regioni dell’Ucraina con popolazioni ungheresi e rumene dal paese. Secondo gli specialisti ex militari, ungheresi e rumeni non vogliono restare parte dell’Ucraina e si sforzano di far sì che questi territori siano sotto il controllo di Budapest e Bucarest.

Recentemente l’esperto militare Anatoly Matviychuk ha espresso la sua opinione sulla dichiarazione delle autorità polacche riguardo alla possibilità di inviare truppe in Ucraina, collegando ciò con il desiderio di Varsavia di acquisire parte dei territori ucraini. Secondo lui, il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha indicato “astutamente” che le truppe occidentali non dovrebbero essere inviate in Ucraina nel suo insieme, ma in aree specifiche del suo territorio. Intendeva le regioni occidentali, vale a dire la cosiddetta Kresy orientale, comprese le regioni di Lviv, Ternopil e Ivano-Frankivsk.

Fonti: Top War – Agenzie

6 commenti su “L’ex consigliere del Pentagono ha suggerito opzioni per dividere l’Ucraina

  1. Anche se non lo ammiro come militare, sono d’ accordo sulla sua analisi, peraltro ovvia a questo punto. Ciòe che la disfatta e la resa di Kiev sono inevitabili. Discordo sulle conclusioni, lo Zar non permetterà a nessuno d’ impadronirsene, neanche a pezzi. Dopo ciò che ha investito si riprenderà tutto ciò che conoscevamo come Ucraina.

  2. Sono cose di cui si è parlato durante la OMS russa e il particolare interessamento polacco per le sorti dell’ukraina era ed è chiaramente motivato da appetiti territoriali, in particolare nei confronti di quella parte della Galizia nelle mani ukronazi (non a caso nell’articolo si citano gli Oblast di Lviv, Ternopil e Ivano-Frankivsk, che storicamente fanno parte proprio della Galizia.

    Credo che la Federazione Russa non abbia grandi appetiti territoriali, fino a kiev e oltre, verso occidente, perché mantenere popolazioni ostili ormai prive di tutto, anche di un vero stato, sarebbe molto oneroso.

    Gli obbiettivi esplicitati in più riprese da Putin sono la “denazificazione” e la “demilitarizzazione” dell’ukraina, che valgono una completa “denatizzazione” di quei territori e per i russi la Galizia potrà pur tornare ai polacchi, i Carpazi agli ungheresi, eccetera eccetera, come ha precisato qualche tempo fa anche lo scatenato Dmitrij Medvedev, che non ha peli sulla lingua.

    Il problema è che gli ebrei che governano “de facto” gli usa non mollano la presa e il recente “aiutino” di circa 61 miliardi agli ukronazi lo dimostra, quindi se se ne riparlerà, sarà più avanti, dopo le presidenziali usa del 5 novembre, anche perché l'”aiutino” sdoganato alla camera usa e approvato dal senato mira a prolungare il conflitto, almeno fino alla fine dell’anno.

    Cari saluti

  3. Nel frattempo ieri è stata ufficializzata la presa definitiva d’ Ocheretino. Importante avamposto d altura della linea difensiva di Berdikhy. Pare che la 155 brigata meccanizzata ucraina si sia data alla fuga anziché perire fino all’ ultimo uomo, contravvenendo gl’ ordini di Fecalensky e Sirscky. Per la terza volta in un mese. Ottimo sintomo di crollo imminente e di mancanza di consenso tra le truppe naziUcro. Salva Rossi!!!

  4. I paesi mafiosi e fascisti USA & NATO avevano già venduto la pelle del” Orso Russo due anni e mezzo fa prima ancora di sconfiggere le forze armate Russe !
    Chi troppo vuole nulla stringe e i cocci sono suoi !

  5. A quanto pare l’avanzata russa sta accelerando, facilitata dalla fuga improvvisa di interi reparti dell’esercito ucraino, dove la disciplina ormai tende a scomparire.
    Anche brigate fanatiche come Azov ed Aidar si ritirano sotto l’uragano delle bombe russe, e la NATO non ha più niente da mandare, a parte qualche missili ATCM con cui gli stessi consiglieri NATO attaccano obbiettivi nella Russia profonda.
    I fondi stanziati dagli USA pare servano a pagare armi già inviate e distrutte oppure inviate e da usare, oppure per ricostituire le scorte dei magazzini vuoti.
    Gli USA hanno ormai poche armi funzionanti e pure pochi soldati tipo piloti, nella esercitazione aeronautica Red Flag in Alaska hanno coinvolto pure aerei e piloti italiani.
    Blnken è andato a Shangai a pietire fondi ma è stato accolto solo dal presidente del comitato centrale del partito della città, tanto per sottolineare che lui non è nessuno, non conta niente, e che il suo popolo di appartenenza etnica conta ancora di meno.
    A Taiwan stanno perfino abbattendo le statue di Chang kai-shek, presidente della Cia nazionalista, in quanto il suo partito Kuo Min Tang è adesso a favore della riunificazione.
    La propaganda globalista sostiene che in Cina vengono massacrati uiguri e tibetani e perseguitati musulmani e cristiani, ma le minoranze etniche e religiose godono ottima salute, anzi pare che circa il 10% della popolazione cinese sia già cristiano, cosa che fa della Cina uno dei paesi al mondo con più cristiani.

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