L’Europa resta ai margini intrappolata nelle guerre americane

di Luciano Lago

Ancora una volta si profila una guerra americana per gli interessi egemonici di Washington, coperti dalla abituale propaganda diretta contro il cattivo tiranno di turno, ieri Saddam Hussein in Iraq, il Mullah Omar in Afghanistan, poi Muammar al-Gaddafi in Libia, seguito da Bashar al-Assad in Siria, adesso niente meno che Vladimir Putin in Russia, scelto come il male assoluto che incarna la “minaccia russa” sull’Europa e naturalmente sul ” mondo libero”, quello dei liberal globalisti.
Sembra chiaro a chi non è ingenuo che tutta la campagna di isterismo bellico degli Stati Uniti e della NATO copre precisi interessi e questi sono collegati al mantenimento dell’egemonia USA sull’Europa e alla volontà di impedire l’attivazione del gasdotto Nord Stream 2 fra Russia e Germania. Lo sbocco di questa campagna sarà, come sempre avviene in questi casi, un conflitto con effetti devastanti e con conseguenze prevedibili di un milione di profughi all’incirca (prevedono gli esperti) che si riverseranno sui paesi limitrofi all’Ucraina.
Come abbiamo sostenuto in varie occasioni, l’obiettivo di Washington è quello di far impantanare la Russia in un conflitto in Ucraina e per questo stanno istigando Kiev ad attaccare nel Donbass i secessionisti filo russi in modo da creare il casus belli dove la Russia non potrebbe tirarsi indietro. Tutto calcolato nei piani del Dipartimento di Stato USA, della CIA e dei servizi di intelligence britannici che forniscono un apporto sostanziale nel creare la provocazione che farà scoppiare il conflitto.

C’è la prima vittima sacrificale prescelta che in questo caso è l’Ucraina che fornirà la carne da cannone per farsi stritolare dai russi. Approfittando della dabbenaggine e della stupidità dell’attuale presidente dell’Ucraina, Zelensky, stretto da enormi problemi interni e dalla pressione delle fazioni estremiste ucraine, gli statunitensi hanno buon gioco a fare dell’Ucraina il detonatore di un conflitto in Europa che non mancherà di propagarsi in una buon parte del continente.
Non manca però anche la seconda vittima sacrificale che sarà l’intera Europa, quella che dovrà subire una crisi energetica, economica di forte impatto a seguito delle sanzioni che Washington decreterà sulla Russia e delle ritorsioni che quest’ultima adotterà contro i paesi europei. Questo senza contare i rischi elevati di un coinvolgimento di alcuni paesi europei che hanno una forte attitudine aggressiva contro Mosca per motivi storici o politici.
Evidente che gli interessi dei paesi europei non coincidono con quelli degli Stati Uniti, visto che l’Europa avrebbe il suo naturale fornitore di risorse energetiche nella Russia e un mercato di sbocco importante per l’industria manifatturiera europea .

Tuttavia l’asservimento delle classi politiche europee alle politiche atlantiste e filo USA non consente scelte autonome a paesi come la Germania, la Francia, ltalia o la Spagna, dato che in questi paesi sono presenti decine/centinaia di basi militari USA sul territorio e negli stessi paesi le politiche di intervento militare sono stabilite attraverso i fiduciari di Washington che ricevono le direttive dalla stessa Ambasciata statunitense.
Una situazione da disastro inevitabile, considerando quanto accaduto negli ultimi vent’anni ogni volta che gli stessi paesi europei si sono accodati alle decisioni degli USA e l’Italia in particolare che ha subito tutti i flussi migratori e le conseguenze negative dell’intervento della NATO in Libia.
Gli esaltatori dell’Atlantismo e della fedeltà all'”ordine liberale” propugnato come slogan dai politici della destra e della sinistra, accomunati dalla stessa visione filo americana e sostenitori dell'”ordine basato su regole”, ovvero quelle stabilite da Washington, non hanno dubbi in proposito: bisogna sempre seguire il “grande fratello ” d’oltre Atlantico.

Truppe USA in Europa


Non importa se poi queste sono le stesse regole che hanno consentito a Washington ed alla NATO di invadere e destabilizzare paesi sovrani, utilizzando i terroristi Jihadisti come fanteria d’assalto per imporre il proprio modello di regime, sempre fallimentare come accaduto in Iraq, in Libia o in Afghanistan, causando massacri e centinaia di migliaia di vittime civili.
Gli Stati Uniti e le potenze della NATO salgono sul podio a proclamare il primato della democrazia e l’obiettivo della difesa dei diritti umani ma dimenticano di essere il peggiore esempio di sopraffazione di tali diritti in tutti i paesi dove sono entrati con le loro truppe a cui hanno fatto seguito i bombardamenti indiscriminati e le sanzioni che colpiscono le fasce più deboli delle popolazioni già impoverite dalle guerre. Le sanzioni sono un sistema medievale che fa leva sulla fame e sulla diffusione delle malattie per piegare la resistenza dei popoli, come avviene in Siria, nello Yemen o in Palestina.
Questa la peculiarità delle guerre americane che oggi però non ha per obiettivo un paese debole che non può opporsi ma al contrario una grande super potenza come la Russia che difende la sua sicurezza e si oppone all’ordine globale stabilito dagli Stati Uniti per mantenere la propria egemonia.
La Russia, a nostro avviso, ha il pieno diritto di esigere una distanza di sicurezza delle basi della NATO dalle sue frontiere in virtù della predisposizione aggressiva di questa alleanza e di assicurarsi la tutela delle centinaia di migliaia di suoi cittadini (circa 700.000) residenti nel Donbass che rischiano di essere sottoposti a persecuzione e pulizia etnica da parte del regime Ucraino, qualora questo subentri nella gestione di quelle province.
L’Europa nega alle Repubbliche del Donbass quello che a suo tempo è stato concesso al Kosovo a seguito della guerra della NATO contro l’ex Jugoslavia: l’autonomia come Stato. Un evidente doppio standard di valutazione che non ha alcuna giustificazione se non quella di voler sostenere le tesi di Washington che vorrebbero assimilare gli stati dell’Ex URSS in funzione anti russa con creazione di una cintura di paesi ostili che include l’Ucraina, la Georgia, la Moldavia e i pesi della zona caucasica. Sembra ovvio che Mosca sia molto attenta a difendere il proprio interesse nazionale ed a non cedere, dopo aver finalmente compreso che, trattare con l’Occidente, è perfettamente inutile se non da una posizione di forza. Gli Stati Uniti non hanno mai mantenuto neppure uno solo dei trattati che hanno firmato e hanno sempre mentito sulle loro reali intenzioni, quelle di sottomettere e smembrare la Federazione Russa, camuffando queste intenzioni con propaganda e pretesti. Il presidente Putin lo ha compreso tardi ed ha adottato un atteggiamento deciso e non più conciliante, riservandosi le sue contromosse, quale abile giocatore di scacchi, di fronte all’ostilità occidentali.
L’Europa rimane ad assistere all’esito di questa partita che, comunque vada a finire, sarà l’ennesima sconfitta per l’Europa rimasta ai margini della scacchiera geopolitica. Ne subirà le conseguenze.


13 Commenti
  • Idea3online
    Inserito alle 23:54h, 13 Febbraio Rispondi

    Probabilmente da qualche Paese occidentale che affaccia sul Mediterraneo dichiarazioni per buttare acqua sul fuoco……..restiamo in attesa, la Storia si scrive nel Mediterraneo, qui viene deciso e qui che si trova la colonia jolly o la matta.

  • Mauro
    Inserito alle 06:25h, 14 Febbraio Rispondi

    Leggetevi per cortesia questa nuova chicca :

    “Israele offre ospitare incontro Putin-Zelensky (Axios)
    Il premier israeliano, Naftali Bennett, ha offerto Gerusalemme come sito che ospiti un incontro tra il presidente russo, Vladimir Putin, e quello ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo rende noto un tweet di un reporter di Axios. E’ stato Zelensky a chiedere l’incontro a cui Putin non ha ancora risposto.”

    Israele è pappa e ciccia con gli Usa. Se malauguratamente Putin accettasse (e non lo farà!) metti succeda un piccolo incidente, che ne so, un missile attribuibile a qualche gruppo antipalestinese …. Via Putin! Via Zelensky! E campo libero agli Usa!!!!

  • Giovanni
    Inserito alle 07:36h, 14 Febbraio Rispondi

    Perfetto, se consente un ultima annotazione : una guerra fra Cristiani siano essi Russi o Ucraini. Dal vaticano : silenzio assordante. Che differenza con Pio Xll.

  • Niko
    Inserito alle 07:40h, 14 Febbraio Rispondi

    NON CI SARA” NESSUNA GUERRA
    (come commento precedente)
    Inserito alle 09:49h, 13 Febbraio
    ————————————————————–
    Chi controlla la RUSSIA, controlla anche gli USA, e controlla il mondo intero…
    Siamo già nel NUOVO ORDINE MONDIALE, ecco perché abbiamo avuto precedentemente i test psicosociali della pandemia, e che erano gli stessi in tutte le nazioni del mondo..
    Perché ora c’è un organismo sovranazionale che controlla il mondo intero ….

    Stiamo solamente passano dalla PAURA di MORIRE col psicovairus alla paura della guerra …e quando cé la paura e” piu ‘facile domare il gregge.

  • Gianfranco
    Inserito alle 11:07h, 14 Febbraio Rispondi

    Dott. Lago, sono convinto che il Presidente Putin (ed altri del suo entourage) hanno sempre conosciuto le malevoli intenzioni dell’occidente, è dall’epoca dei cavalieri teutonici che proviamo a conquistare con esiti disastrosi, quelle terre. Ma hanno avuto bisogno di tempo e fare buon viso a cattivo gioco, per ristrutturare il loro apparato militare andato distrutto nei terribili anni ’90.
    Anche nel 1939 Stalin sapeva che la serpe di Hitler puntava al “supercontinente” e lo avrebbe attaccato, ma aveva bisogno di tempo (che non ebbe) per ristrutturare l’Armata Rossa pronta non prima del 1942.
    Oggi come allora i Russi hanno percepito la minaccia, ma questa volta si sono praparati per tempo e se nel ’43 vinsero a Stalingrado in quelle condizioni, Dio solo sa cosa quale tragedia ci aspetta questa volta.

    • Redazione
      Inserito alle 11:55h, 14 Febbraio Rispondi

      Egregio,
      C’è del vero in quello che dice, tuttavia sembra che fino a poco tempo fa Putin abbia confidato (troppo) nella possibilità di negoziare con gli USA e trovare un accordo. Quello che oggi gli viene rimproverato da alcuni settori politici all’interno della Russia.
      Soltanto da non molto Putin ha compreso l’inutilità di negoziare con Washington se non da posizioni di forza, dopo che ha visto il voltafaccia e gli impegni mancati degli amerikani in ogni trattativa. Meglio tardi che mai e finalmente l’atteggiamento è cambiato. Probabilmente la V colonna filo occidentale interna alla Russia è stata messa in condizione di non nuocere.
      Quanto alla Storia, sarebbe un discorso lungo ma sicuramente non è come ce l’hanno narrata le fonti ufficiali. Anche nel caso di Hitler la Germania fu istigata dagli anglosassoni ad attaccare l’URSS nella speranza che le due potenze continentali di annientassero fra di loro per lasciare il campo libero agli Imperi anglo USA. Il grande capitale anglosassone, non per caso, ha finanziato entrambe le potenze fino all’ultimo.
      Le situazioni nella Storia ritornano come ci ha insegnato il nostro Gianbattista Vico.
      Saluti

      Luciano Lago

      • Pippo
        Inserito alle 16:12h, 14 Febbraio Rispondi

        “Il grande capitale anglosassone ha finanziato entrambe le potenze fino all’ultimo…”

        I fatti però dicono il contrario. L’Inghilterra dal ’39 e gli USA dal ’41 “finanziarono” il 3° Reich con bombardamenti incessanti di alto esplosivo, giorno e notte a turno, fino alla completa distruzione di ogni città, piccola o grande che fosse. Contemporaneamente i suddetti imparziali “finanziatori” anglosassoni rovesciarono sull’URSS milioni e milioni di tonnellate di materiale bellico e non, sempre comunque atto allo sforzo bellico dell’alleato sovietico, praticamente gratis. Il famoso Lend-Lease Act dell’ 11 marzo 1941.
        Ma per cortesia….

        • Redazione
          Inserito alle 17:07h, 14 Febbraio Rispondi

          Vero quello che lei dice ma tenga conto che il nonno di George Bush Jr., tal Prescott Sheldon Bush, un importante esponente della lobby petrolifera USA, azionista della Union Banking Corporation (UBC) andò sotto processo per aver finanziato la Germania mentre questa era in guerra con le potenze alleate.
          Allo stesso modo in cui la Standard 0il, di proprietà della famiglia Rockefeller, riforniva la I.G. Farben, un’imponente industria chimica tedesca nel corso delle ostilitù fra la Germania e le potenze alleate. Vedi: https://www.disinformazione.it/prescott_bush.htm
          Solo due esempi ma ce ne sono altri.
          Il Grande Capitale non ha patria ma finanzia entrambi i contendenti nell’ambito di un progetto globale.
          Non meravigliamoci quindi di nulla.
          Saluti

          Luciano Lago

      • Gianfranco
        Inserito alle 17:01h, 14 Febbraio Rispondi

        È sempre un piacere leggervi. Grazie e buon lavoro.

  • MICHELE
    Inserito alle 11:24h, 14 Febbraio Rispondi

    Gianfranco Hitler si difese con l’operazione Barbarossa ,perché Stalin stava per scatenare l’operazione GrozÀ ovvero la conquista di tutta l’Europa con il consenso del criminale Churchill e quando Hitler attraverso i suoi servizi lo venne a sapere fece quello che doveva fare altrimenti tutta l’Europa sarebbe stata comunista .

    • дуx
      Inserito alle 13:30h, 14 Febbraio Rispondi

      peccato che l’Oberst (colonnello) Gehlen, capo del servizio informayione Ostfront della Wehrmach, nascosto nelle alpi d’Austria, si consegno’ insieme a tutta la sua squadra (ed a tutti i documenti), agli inglesi , che poi vennero trasferiti in us. Qui , l’organizzazione Gehlen contribui a rifondare il vecchio oss, divenendo cia. … e generale , il colonnello Gehlen.
      la guerra fredda pote prender piede grazie a Gehlen

  • Giorgio
    Inserito alle 11:32h, 15 Febbraio Rispondi

    Pienamente d’accordo con la REDAZIONE, ottimo, anzi più che ottimo, sia l’articolo che le precisazioni successive …..

Inserisci un Commento