L’EUROPA E LA SINDROME 2023: IL POPOLO CONTRO IL POTERE


scritto da Piero Messina

C’è una marea sotterranea che scuote l’Europa: dalla Francia all’Italia, dalla Gran Bretagna al Portogallo. Dopo aver chinato la testa per due anni e mezzo, accettando limitazioni di libertà e costrizioni “digitali” al tempo della pandemia di Covid, ora i cittadini europei scendono in piazza e protestano.

In Francia viene contestata la proposta del presidente Macron di riscrivere le regole per il pensionamento. A Parigi, dimenticata la protesta dei Gilet Gialli, ora è la gente comune a non voler perdere i diritti acquisiti. Macron vorrebbe alzare l’età pensionabile: milioni di cittadini si sentono presi in giro da un governo, che dopo le ultime elezioni legislative non ha più una maggioranza solida e deve fare i conti con l’estrema destra per far approvare i suoi disegni di legge.

Più complicato spiegare cosa sta accadendo in Italia. È come se una bolla spazio-temporale avesse rispedito il Paese indietro di quarant’anni. Incredibile a dirsi, ma Roma trema per le proteste degli anarchici. Tutto ruota intorno alla storia di Alfredo Cospito. Capo degli anarchici italiani, Cospito ha iniziato uno sciopero della fame per contestare il regime carcerario a cui è sottoposto: è la norma del 41 bis, un modello di detenzione molto rigido finora applicato per i reati di mafia.

Sarà solo un caso, ma la vicenda che riguarda Cospito esplode nei giorni in cui lo Stato festeggia la cattura di Matteo Messina Denaro, boss mafioso legato al mondo politico, imprenditoriale e massonico. La cattura di Messina Denaro era stata in qualche modo annunciata e considerata come una sorta di regalo al governo guidato da Giorgia Meloni. In cambio, la mafia siciliana chiederebbe l’attenuazione del regime carcerario 41 bis. Sarà dunque un caso, ma la vicenda Cospito che ora sta infiammando le piazze italiane – con proteste e minacce di attentati terroristici – si inserisce perfettamente in un disegno criminale che potrebbe far ottenere alla mafia ciò che più desidera. Oltre alla vicenda degli anarchici, l’Italia deve fare i conti con una crisi economica e sociale più grave rispetto a quanto riportato dal mainstream. Sicuramente da qui all’estate,

Proteste in Germania

Anche Gran Bretagna e Portogallo devono fare i conti con le proteste di piazza: in quei due casi è il mondo della scuola e dell’università a far sentire la sua voce. Anche in questo caso si tratta di proteste da non sottovalutare. Le grandi proteste che hanno cambiato il corso della storia sono partite proprio dalle scuole e dalle università: da Berkeley al maggio 68 in Francia.

Infine, è possibile individuare un filo conduttore tra tutto il diverso che scuote l’Europa. Certamente, la credibilità dell’Unione europea è venuta meno. Anche Ursula Von der Layen è una star, ma ora è una stella cadente. La politica economica europea non riesce a contrastare gli investimenti del governo americano a favore del mondo imprenditoriale. E la sottile strategia del governo americano che spinge l’Europa a indebitarsi per continuare a fornire armi a Kiev, spinge l’Europa a chiudere ogni rapporto economico con la Russia, è sempre più visibile e percepita. Qualcuno, dunque, comincia a dubitare di quale sia il vero obiettivo strategico del conflitto che si sta combattendo nelle pianure sarmate.

Fonte:South Front

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