Lettera del Martire Soleimani alla figlia

Nel nome d’Iddio Clemente e Misericordioso

Non so se questo sarà il mio ultimo viaggio o nel mio destino ci sarà dell’altro. Di qualsiasi cosa si tratti, sono comunque soddisfatto del compiacimento di Dio. Ti scrivo affinché (questa lettera) ti sia di ricordo e conforto nei momenti in cui sentirai la mia mancanza. Forse vi troverai anche qualche parola utile. Ogni volta che intraprendo un viaggio ho come la sensazione di non rivedervi mai più. Durante il tragitto più volte ho immaginato i vostri volti e, nel ricordarmi con nostalgia di voi, ho versato lacrime e vi ho affidati alla protezione di Dio.
Forse ho avuto poche occasioni per dimostrarvi il mio affetto; forse non sono riuscito a esprimervi tutto l’amore che nutrivo in me. Ma hai mai visto qualcuno che si specchi e dica ai propri occhi: “Vi amo”? Accade raramente, anche se i suoi occhi sono per lui la cosa più preziosa. Voi siete i miei occhi, sia che ve lo dica sia che non lo dica.
Da più di vent’anni vivo costantemente preoccupato per voi: Dio ha scritto per me un destino in cui la mia vita non ha ancora avuto termine e in cui anche voi condividete la medesima preoccupazione.

Figlia mia! Ho riflettuto a lungo sulla possibilità di scegliere un lavoro che sia per voi fonte di minori angosce ma, ahimè, non posso! E questo non a causa del mio interesse per la vita militare, né per la carriera, né per obbligo o per insistenza altrui. No, figlia mia! Non potrei mai farvi preoccupare neanche un momento per un mero impiego, un lavoro, un obbligo o per l’insistenza di qualcuno, figuriamoci farvi piangere o accantonarvi dai miei pensieri.
In questo mondo ognuno sceglie il proprio sentiero: c’è chi apprende le scienze e chi le insegna, chi commercia e chi coltiva, insomma, esistono milioni di vie. Anzi, meglio dire che per ogni singola persona esiste una via da essa scelta, ed io mi sono sempre chiesto quale via debba scegliere per me.

Ho riflettuto più volte su questo punto, domandandomi innanzitutto quanto lungo sia il percorso, dove sia la destinazione, quanto tempo abbia a disposizione e quale sia fondamentalmente la mia meta. So di non essere eterno, come tutti quanti d’altronde. Si rimane qualche giorno e poi si va. Alcuni restano per pochi anni, altri per qualche decina, mentre sono molto pochi quelli che raggiungono i cento anni. Ma, prima o poi, tutti se ne vanno. Quale sarebbe il risultato se scegliessi, per esempio, il commercio? Solo qualche moneta luccicante, una bella casa e forse qualche macchina in più, ma tutto ciò non avrebbe alcun effetto sul mio destino in questo percorso.

Ho anche pensato di vivere per voi, perché siete la cosa più preziosa: quando soffrite io soffro con voi, se siete tormentati mi sento bruciare in ogni mia fibra e, qualora vi dovessi perdere, sentirei crollare ogni pezzo del mio essere. Mi sono chiesto quindi come potessi placare queste mie paure nei vostri confronti, e ho finalmente compreso che l’unica soluzione è entrare in comunione con qualcuno che riesca a risolvere definitivamente questo mio problema, e costui non è altri che Dio. Ciò che voi rappresentate, il tesoro che siete, non è affatto preservabile tramite ricchezza e potere, altrimenti ricchi e potenti eviterebbero la morte e si farebbero scudo dei propri beni e della propria potenza contro le malattie incurabili.

Io ho scelto Dio e la Sua Via. E’ la prima volta che lo confesso apertamente: non avrei mai voluto diventare un militare, non mi è mai piaciuto avere i gradi. A tutte le onorificenze militari preferisco di gran lunga la semplice parola “Qassem” pronunciata dalla bocca di un basij pasdar divenuto martire. Mi piaceva e mi piace essere Qassem, senza alcun prefisso o suffisso. Per questo nel mio testamento ho detto di scrivere sulla mia tomba soltanto “Soldato Qassem”, e neanche Qassem Soleimani, che è un ingigantimento che appesantirebbe il bagaglio.

Cara mia, ho chiesto a Dio di irrorare ogni mia vena ed ogni mio capillare con il Suo santo amore e di colmarvi tutto il mio essere. Non ho scelto questa via per uccidere, e sai bene che non sono capace neanche di assistere allo sgozzamento di un pollo. Se ho preso le armi in mano è stato per fermare degli assassini, non per uccidere. Mi considero il guardiano della casa di ogni musulmano in pericolo e vorrei che Dio mi dia il potere di poter difendere tutti gli oppressi del mondo. (Ho chiesto a Dio) non di morire per il caro Islam, poiché la mia vita non ha tale valore, né di morire per la Shi’a oppressa, perché non ne sono degno. No, no…io combatto per quel bambino impaurito e indifeso che non ha alcuna protezione, per quella donna terrorizzata che stringe suo figlio al petto e per quel profugo che, mentre fugge, lascia dietro di sé la scia del proprio sangue.

Mia cara, io appartengo a quell’esercito che non dorme e non deve dormire, affinché gli altri possano riposare tranquilli. Lascia che la mia tranquillità sia sacrificata per la loro, così che possano dormire. Figlia mia! Voi vivete nella mia casa in sicurezza e con dignità ed onore. Cosa posso fare per quella ragazza indifesa che non ha nessuno che risponda alle sue grida di aiuto o per quel bambino piangente che non ha nulla di nulla e ha perso tutto. Donatemi (nasr) in sacrificio e lasciatemi a Lui. Lasciatemi andare, andare e andare.

Come posso rimanere mentre la mia carovana è partita e io sono rimasto indietro? Figlia mia, sono molto stanco. Sono trent’anni che non dormo e non voglio più dormire. Verso il sale nei miei occhi affinché le mie palpebre non osino chiudersi e quel bambino indifeso non venga sgozzato a causa della mia negligenza. Quando penso che quella ragazza terrorizzata potresti essere tu, Narjis o Zaynab, quando penso che quegli adolescenti fatti sdraiare in un mattatoio per essere decapitati possano essere il mio Hosseyn e il mio Reza, cosa vi aspettate da me? Dovrei rimanere a guardare e restare indifferente? Fare il commerciante? No, io non posso vivere così.

Wassalam alaykum

Nota: Il generale Qassem Soleimani, comandante della Guardia della Rivoluzione Iraniana, è stato assassinato il giorno 3/01/2020 da parte delle forze americane in un agguato realizzato presso l’aeroporto di Baghdad mentre era impegnato in una missione diplomatica. Oggi ricorre il secondo anniversario che ha dato luogo ad una serie di commemorazioni in molti paesi dove viene ricordata l’azione svolta da questo alto ufficiale nella lotta contro i gruppi terroristi (ISIS e AL Qaeda) armati e sostenuti dalle potenze occidentali, da Israele e dall’Arabia Saudita.
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Fonte: https://islamshia.org/lettera-del-martire-soleimani-alla-figlia/

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10 Commenti
  • Paolo
    Inserito alle 21:41h, 03 Gennaio Rispondi

    Grazie tantissimo alla Redazione per aver riportato questa lettera. Il suo contenuto rispecchia la natura nobile ed eroica di quest’uomo buono e coraggioso. L’agguato nel quale è stato assassinato rispecchia invece il peggio che c’è nella natura umana e in questo occidente che sembra aver perso la propria anima. Chi lo ha così vigliaccamente ucciso prima o poi si accorgerà che un Dio c’è!

  • atlas
    Inserito alle 21:49h, 03 Gennaio Rispondi

    onore

  • Alex
    Inserito alle 01:15h, 04 Gennaio Rispondi

    Le nostre gesta riecheggeranno per l’eternita’.
    Onore e pace eterna al Generale Soleimani.

    Un cristiano

    “coloro che non hanno conosciuto Gesù ma che hanno amato e servito il proprio Dio sono degni del paradiso: se avessero conosciuto Gesù lo avrebbero amato e servito”

  • luther
    Inserito alle 02:15h, 04 Gennaio Rispondi

    difficile resistere alla tentazione di leggere e rileggere più volte questa lettera. L’onore, la sensibilità, e la nobiltà della sua anima sono semplicemente… straordinari. Quando ho fatto un paragone mentale, appena l’ho letta, tra lui e i nostri di “comandanti” mi é scappato un leggero sorriso, e un’imprecazione… Chissà perché……

  • Nexus
    Inserito alle 05:10h, 04 Gennaio Rispondi

    Una lettera bellissima e struggente.
    Onore ad un grande uomo che ha combattuto il terrorismo e dedicato tutta la sua vita alla difesa ed alla protezione dei più deboli ed indifesi.
    È incalcolabile il contributo che Egli ha dato per cercare di riportare pace e giustizia in un Medio Oriente martoriato per colpa dell’avidità di molte potenze occidentali.
    La sua vita ed i suoi pensieri ed ideali sono un esempio per chiunque.
    Egli ha indicato un cammino, un percorso… che verrà continuato da coloro che perseguono la pace e la giustizia per quelle terre

  • Giorgio
    Inserito alle 08:56h, 04 Gennaio Rispondi

    Straordinario, esemplare ….. un grande esempio per tutti ……
    Il contrario delle miserie in cui siamo immersi …….
    Onore e gloria …… non c’è altro da aggiungere ….. c’è solo da chinarsi davanti ad un uomo così …….

  • atlas
    Inserito alle 14:50h, 04 Gennaio Rispondi

    eccezionale la risposta della cartella spam. Interviene meglio degli S-550 russi., come promesso in sicurezza da tempo da Luciano Lago. Vanno in attesa di moderazione i commenti delle persone anonormali ma penetrano quelli lunghi e corposi delle persone normali. Ottimo e abbondante, molto democratico

    • Redazione
      Inserito alle 17:02h, 04 Gennaio Rispondi

      La feccia dei troll psicopatici e prezzolati riesce ad infiltrarsi per sabotare e insozzare il sito.
      Siamo costretti a sospendere il filtro dei commenti ed a applicare una disifestazione da questa sorta di ratti di fogna.
      Andiamo avanti e non ci fermiamo.
      La Redazione

  • atlas
    Inserito alle 02:09h, 05 Gennaio Rispondi

    e infatti, puntuale, una mia risposta alla ‘redazione’, anche critica e distruttiva magari, è finita nella cartella del cesso. Non è una presa x il kulo (?) Meno male che c’è l’epifania, che tutte le TROIATE si porta via

  • atlas
    Inserito alle 02:16h, 05 Gennaio Rispondi

    MA MENO MALE CHE ME NE VADO A GALLIPOLI. Con la macchina. Non voglio vedere nè sentire nessuno. èmminkia. Sempre la solita storia. Sono anni. èkkekkazzo !!!

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