L’esercito russo ha rimosso la diga che bloccava l’approvvigionamento idrico della Crimea

SIMFEROPOL, 26 febbraio – RIA Novosti. Gli specialisti del ministero della Difesa russo hanno rimosso la diga di cemento, costruita nel 2014 nella regione di Kherson, che bloccava l’approvvigionamento idrico alla Crimea, lo ha riferito a RIA Novosti il ​​capo della Repubblica di Crimea Sergej Aksenov:

“I nostri militari hanno distrutto la diga costruita dai nazisti, che bloccava il canale Severo-Krymskij (del nord della Crimea ndr.)”.

Giovedì, dopo l’inizio dell’operazione speciale russa, i militari sono arrivati a Kherson, il che ha permesso di sbloccare il canale Severo-Krymskij. Come sottolineato da Aksenov, l’approvvigionamento idrico della penisola inizierà appena saranno approntate le relative stazioni di pompaggio e i relativi dispositivi idraulici. Il capo della Repubblica di Crimea ha sottolineato che tutti gli snodi del canale sono controllati dalle forze armate russe.

Venerdì Aksenov ha ispezionato lo stato del canale Severo-Krymskij dal confine della Crimea fino agli impianti di presa d’acqua nella zona di Kalanchak, nonché la diga di cemento.

Secondo Aksenov, i lavori per l’approvvigionamento dell’acqua del Dnepr verso la penisola stanno continuando.

In precedenza, l’Ucraina forniva fino all’85% del fabbisogno della Crimea in acqua dolce proveniente dal Dnepr attraverso il canale Severo-Krymskij. Tuttavia, dopo la riunificazione della penisola con la Russia, la fornitura è stata completamente, unilateralmente interrotta.

Il problema veniva risolto mediante l’estrazione di acqua da fonti sotterranee e da serbatoi di riempimento naturale, ciò nonostante in alcune regioni della Repubblica è stato introdotto un regime ridotto d’approvvigionamento alle abitazioni. L’approvvigionamento idrico di Simferopol è stato riorientato verso fonti artesiane.

Sergej Aksenov, capo della Crimea

È iniziata l’attuazione di un piano polifunzionale da parte del governo russo per garantire un approvvigionamento idrico affidabile. Per risolvere il problema sono già stati stanziati circa 50 miliardi di rubli.

Nota: La Risoluzione della Assemblea delle Nazioni Unite 64/92 del 28 luglio 2010 ha  riconosciuto che il “diritto all’acqua potabile ed ai servizi igienico sanitari è un diritto dell’uomo essenziale alla qualità della vita ed all’esercizio di tutti i diritti dell’uomo”. Pare che nessuna istituzione europea o internazionale abbia mai sollevato il problema di tale violazione messa in atto dalle autorità ucraine contro la popolazione della Crimea. Immaginiamo, invece, se Mosca, per rappresaglia, dovesse mai bloccare l’approvvigionamento idrico ad un territorio con una popolazioni di quasi due milioni d’abitanti. Sarebbe uno scandalo di risonanza mondiale.

Fonte: https://ria.ru/20220226/damba-1775284627.html

Traduzione e nota di Eliseo Bertolasi

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