L’esercito israeliano si è impantanato nei tunnel di Khan Younes. Netanyahu persiste nel voler entrare a Rafah


Dieci giorni dopo l’annuncio della loro morte, le brigate al-Qassam hanno rivelato sabato 9 marzo l’identità dei 4 detenuti israeliani del gruppo dei sette

In un messaggio pubblicato sul sito Telegram, il loro portavoce Abou Ubeida ha indicato che dopo aver verificato l’identità degli altri uccisi, si è scoperto che si trattava di Ronen Tomy Angel, Eliyahu Margalit, Alex Densig e Eitsik AlJarat.

“Tutti e sette sono stati uccisi con le vostre armi”, hanno scritto le Brigate al-Qassam nel loro messaggio.

Il 1° marzo hanno dichiarato di aver perso ogni contatto con il gruppo di combattenti palestinesi che li avevano rapiti e che erano anch’essi martiri.

Gli altri tre detenuti israeliani morti erano, secondo Hamas, Yoram Itak Mitzejer, Haim Jershon Berri e Amiram Israel Koper. Il primo potrebbe essere l’amico del primo ministro israeliano.

Le brigate avevano indicato che il numero dei detenuti morti nei raid israeliani era più di 70.

Netanyahu non si preoccupa dei prigionieri

Secondo l’esperto militare del canale qatarino al-Jazeera, Fisent al-Douwayri, il messaggio di Qassam è “eloquente e commovente” e dimostra che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non è preoccupato per i prigionieri, e il loro problema non è una priorità per lui.

Secondo Douwayri, il momento della dichiarazione è “molto preciso e molto imbarazzante”, soprattutto perché arriva dopo i negoziati del Cairo per un cessate il fuoco a Gaza, che si sono conclusi senza un accordo. Una delle ragioni del fallimento, secondo Al-Douwayri, è stata la questione dei prigionieri, perché Hamas non rilascerà i prigionieri prima di un cessate il fuoco definitivo a Gaza.

L’esperto militare ritiene che la tregua temporanea non servirà né alla causa palestinese né ad Hamas. “Se l’approccio americano mi concedesse 6 settimane con problemi insignificanti in termini di arrivo del cibo… Quale sarebbe allora il passo successivo? »

Nella sua conferenza stampa di domenica, il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha dichiarato che “il nemico ha finora evitato di dare garanzie chiare, soprattutto per quanto riguarda il cessate il fuoco”.

Evacuazione soldati israeliani feriti

L’esercito israeliano si impantana a Khan Younes

Riferendosi alle operazioni militari dell’esercito di occupazione israeliano a Khan Younes, nel sud della Striscia di Gaza, dove i combattimenti continuano da tre giorni nella regione di Hamad, nell’ovest, Douwayri commenta le dichiarazioni della radio israeliana secondo cui mirano a trovare il leader di Hamas Yahia al-Sinwar.

“Il movimento Hamas e Qassam non dipendono da un unico leader. Molti dei loro leader furono martirizzati”, ha detto.

I media palestinesi hanno riferito sabato di violente esplosioni e incendi che hanno devastato diversi edifici nel quartiere di Hamad.

Sulla situazione nella regione di al-Qarara, a nord di Khan Younes, dove i bombardamenti israeliani sono incessanti, spiega che questa zona rappresenta “il collo di bottiglia attraverso il quale passano i rifornimenti dell’esercito occupante”.

Per quanto riguarda la regione centrale della Striscia di Gaza, dove continuano i combattimenti, egli rileva che le forze israeliane non sono riuscite ad entrare nel campo di Nusseirat, motivo per cui lì la situazione rischia di infiammarsi, prevede.

Secondo l’AFP, l’esercito israeliano ha riferito che circa trenta combattenti palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore nel centro di Gaza e a Khan Younes.

Ma secondo il quotidiano Maariv, “mentre la guerra entra nel suo sesto mese, Israele appare bloccato e inciampa sia nel sud che nel nord. Le ultime settimane si sono trasformate in una lenta sconfitta nelle infinite reti di tunnel di Khan Younes”.

Il capo dell’Intelligence Committee del Senato americano Mark Warner, dal canto suo, ha dichiarato che “quello che è successo con l’esercito israeliano nei tunnel è una lezione da imparare”. Warner si è anche detto sorpreso dal fatto che l’esercito israeliano sia riuscito a distruggere solo un terzo dei tunnel.

“Nessuno si aspettava che Israele potesse eliminare solo il 35% dei combattenti di Hamas”, ha lamentato.

85 martiri. Netanyahu vuole entrare a Rafah

L’esercito di occupazione israeliano ha sganciato ancora una volta le sue bombe su Gaza questa domenica, uccidendo dozzine di persone alla vigilia del mese di Ramadan.

Secondo il governo di Gaza, almeno 85 palestinesi sono stati martirizzati nelle ultime 24 ore in più di 60 attacchi notturni che hanno colpito anche case nella zona centrale e meridionale di Gaza, soprattutto a Khan Younes. Almeno 13 persone sono morte quando le granate sono cadute sulle tende degli sfollati nella regione di Al-Mawasi, tra Khan Younes e Rafah, ha detto il Ministero della Sanità.

A Rafah, i raid israeliani hanno distrutto la torre di al-Masri dopo aver ordinato ai suoi residenti di evacuarla.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “Entreremo a Rafah e la linea rossa per noi è che l’attacco del 7 ottobre non si ripeta”.

In un’intervista al media americano Politico, ha insistito che “non ci sarà un cessate il fuoco senza il rilascio degli ostaggi”.

Secondo lui, “la stragrande maggioranza degli israeliani, dal 7 ottobre, non vede uno Stato palestinese”.

Fonte: Al Manar

Traduzione: Fadi Haddad

7 commenti su “L’esercito israeliano si è impantanato nei tunnel di Khan Younes. Netanyahu persiste nel voler entrare a Rafah

  1. Le sconfitte non fanne bene al Sistema ………………………… i padroni e i vassalli dell’ovest sono frustrati e depressi……………… si sentono male, oramai non si credono onnipotenti, ed è gravissimo per loro che non si rendevano conto delle sconfitte eterne. Idioti ! Qualsiasi iniziativa dei padroni merdoni va MALE. Figuremmerda.

  2. Quanto a malvagità, disumanità, a prescindere da ragioni e torti, questi israeliani stanno emulando i loro persecutori nazisti ; per l’innanzi faranno bene a non parlare di olocausto patito, perchè stanno pareggiando il conto.

    1. Ciao Giorgio, condivido. Per ben due motivi. Non l’ hanno storicamente subito solo loro. Parlano di oltre sei milioni di persone defunte nei campi di sterminio dal 41 al 45. Neanche tre milioni erano ebrei. Dei sopravvissuti alla Shoah in vita non ne rimangono da anni. Quindi ad oggi è e solo una scusa per scannare impropriamente popolazioni vicine e più deboli. Saluti

      1. Ciao, Lollo73. Se i nazionalsocialisti avessero deciso di sterminare gli “ebrei” li avrebbero sterminati TUTTI. Come mai ci sono MILIONI di MIRACOLOSAMENTE SOPRAVVISSUTI “ebrei”? Ma perché sono tutte balle anglosassoni ! Gli “ebrei” sono morti, sì, ma sotto le bombe degli anglosassoni, e parecchi.

  3. Io non ho capito perché la lega araba, sicuramente in parte anch’ essa manovrata dagl’ americani e dai loro ricatti politico-economici, s’ ostina a riconoscere Israele e trattare con quello stato parassita. Se Hamas ha preso gl’ ostaggi con quello scopo, cioè obbligarli a un cessate il fuoco permanente od ad una trattativa di riconoscimento come stato, hanno commesso un errore. Se , come sospetto, lo hanno fatto per usarli come esca, dato che i nazisionisti non tratteranno con gl’ arabi goyn (inferiori) , la guerra sarà un totale insuccesso per Tel a Viv. Inoltre presumo che il molo americano in costruzione non verrà davvero usato per aiuti alla popolazione, ma casomai per un più rapido arrivo di rinforzi militari per le legioni del male.

  4. dopo i palestinesi toccherà a noi. Che poi basterebbe continuare quello che i nostri governanti asserviti agli USA e quindi ad Israele (che comanda negli states..) stanno già facendo con gli ucraini..un tritacarne fratricida. Finiti gli ucraini sarà la volta degli altri europei..una volta libera l’Europa secondo voi chi se la prende, con lo scopo ufficiale di liberarla dalle bande di estremisti che stanno facendo entrare dall’Africa? Che poi non è molto diverso da quanto accaduto in America ai pellerosse ed in Oceania con gli aborigeni..quando un popolo si ritiene superiore (per il sionismo noi eloym siamo “animali umani”, nulla più) accadono queste cose.

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