L’esercito israeliano prende di mira i giornalisti palestinesi con brutale violenza per impedire le loro notizie


Le autorità israeliane cercano di impedire in ogno modo il lavoro dei cronisti e operatori dei media indipendenti che riferiscono le notizie e le immagini sulla repressione attuata contro i palestinesi e sui crimini commessi dall’entità sionista contro la popolazione civile.

Apriamo questo post con due video, in primo luogo, abbiamo questo :

..seguito da questo durante una manifestazione a sostegno di Muath Amarneh, il giornalista palestinese che ha perso la vista dopo essere stato colpito dalle forze di sicurezza israeliane mentre copriva una protesta nella Cisgiordania occupata il 17 novembre 2019:

Mentre si vorrebbe pensare che l’infortunio del sig. Amarneh sia l’eccezione, uno studio del Centro palestinese per lo sviluppo e le libertà dei media o MADA indica che tali attacchi contro i giornalisti palestinesi da parte della Forza di difesa israeliana sono tutt’altro che rari.

Secondo il rapporto annuale del MADA sulle violazioni delle libertà dei media in Palestina per il 2018, l’anno 2018 ha visto un aumento del numero e della gravità degli attacchi contro i giornalisti in Palestina rispetto all’anno precedente. Ecco un grafico che mostra le violazioni contro le libertà dei media in Palestina per il 2018 e la parte che ha commesso la violazione:

Su base annua, il numero di attacchi contro i giornalisti in Palestina è aumentato del 54 o poco più del 10 percento. Ciò segue un aumento del 38 percento nel 2017, se misurato su base annua. Rispetto al 2016, il numero di attacchi contro i giornalisti è aumentato di un totale del 52 percento. Degli attacchi, il 78% è stato commesso da israeliani e il 22% è stato commesso da varie autorità palestinesi sia in Cisgiordania che a Gaza.

Ecco una tabella e un grafico a barre che mostrano il numero annuale di attacchi contro i giornalisti in Palestina negli ultimi dieci anni:

Negli ultimi dieci anni, i giornalisti e i media in Palestina sono stati esposti a una media di 1,6 attacchi al giorno con il numero di attacchi israeliani che è passato da una media di 21 al mese negli ultimi dieci anni a 38 attacchi al mese nel 2018. Nel corso del nell’ultimo decennio, il numero mensile di attacchi palestinesi contro giornalisti palestinesi è stato in media 9,4 al mese, aumentando leggermente a 10,7 al mese nel 2018. Ecco un grafico a linee che mostra come gli attacchi israeliani contro i giornalisti palestinesi siano aumentati molto più rapidamente degli attacchi palestinesi contro i loro propri giornalisti negli ultimi dieci anni:

Ecco un grafico a barre che mostra il numero annuale di attacchi israeliani contro giornalisti palestinesi negli ultimi dieci anni:

Ecco un elenco dei cinque tipi più comunemente registrati di violazioni israeliane contro i giornalisti palestinesi nel 2018 e il numero di tali violazioni:

1.) Attacchi fisici e lesioni – 240

2.) Divieto di copertura mediatica – 72

3.) Arresto, detenzione e trasferimento amministrativi – 41

4.) Detenzione (incluso interrogatorio) – 41

5.) Confisca o danneggiamento di attrezzature e veicoli – 18

Ecco una tabella che mostra il numero di attacchi fisici israeliani contro i giornalisti palestinesi negli ultimi dieci anni:

Nel 2018 ci sono stati 127 attacchi gravi che hanno comportato l’uso di munizioni, proiettili di gomma e bombe a gas e 115 attacchi “meno gravi” hanno comportato l’uso di percosse o soffocamento grave con esposizione ai gas lacrimogeni.

In una significativa escalation di violenza contro i giornalisti palestinesi, il 6 aprile 2018, i cecchini israeliani hanno sparato al fotoreporter Yasser Abdelrahman Murtaja mentre stava percorrendo una marcia pacifica a Khuza’a situata ad est di Gaza e morì per le sue ferite nello stesso giorno . Il giornalista Ahmad Abu Hussein, che stava anche coprendo la pacifica marcia di ritorno a Gaza, è stato ferito da un round esplosivo il 13 aprile 2018 e è morto per le sue ferite il 26 aprile 2018.

Concludiamo con questo recente esempio di un tentativo israeliano di controllare la narrativa palestinese:

Durante i primi sei mesi del 2019 , il MADA ha registrato 330 violazioni contro la libertà dei media palestinesi, inclusi 65 attacchi contro Facebook. Ecco un grafico a barre che mostra come sembra che questo potrebbe essere un anno record per le violazioni della libertà dei media palestinesi:

Ovviamente, è noto da tempo che la parte che controlla i media controlla la narrazione. Attaccando e altrimenti minacciando i giornalisti palestinesi, Israele può, in una certa misura, influire sulla copertura mediatica delle sue azioni aggressive contro i residenti della Cisgiordania e di Gaza. Mentre è interessante notare che le autorità palestinesi tentano anche di controllare i propri media, per la maggior parte (nel 2018), ciò ha comportato l’uso di convocazioni, domande e repressione di una protesta tenutasi a Ramallah il 13 giugno 2018, chiedendo la fine delle sanzioni a Gaza e pagamento degli stipendi per i dipendenti della Cisgiordania.

“Pensa alla stampa come a un’ottima tastiera su cui il governo può suonare”. Joseph Goebbels

Fonte: Viable Opposition

Traduzione: Luciano Lago

7 Commenti

  • Santini
    4 Gennaio 2020

    Digitate” occupation 101 Sub Ita ” oppure ” defamation sub ita” Filmati da Oscar ! tutti I soprusi compiuti dagli ebrei ! se li vede l’ebrea Segre c’e’ il Caso che le possa venire una crisi di coscienza per tutte le menzogne sparse in tutti questi anni ! Vergognati Segre bugiarda seriale alla tua eta’ dovevi far LA nonna invece di and are a seminare odio tra gli italiani gia’ messi male con I Negri in casa propria , un umiliazione ulteriore doversi sottomettere alla Bugia Olocaustica gia’ confutata da fior fiori di Studiosi come Robert Faurisson finito in ospedale x aver detto verita’ scomode ! Non parliamo poi del Giudeo Fiano o mustru o LA nirenstein le manca solo LA scopa per sembrare una strega !

  • Man
    4 Gennaio 2020

    Certi Ebrei altrimenti si fa il loro gioco . Ciò detto dalle mie parti veniva Ciriello ucciso dalla Stella di David

    https://it.wikipedia.org/wiki/Raffaele_Ciriello

    https://www.feltrinellieditore.it/news/2002/08/23/enrico-franceschini-caso-ciriello–israele-ci-ripensa-non-fu-ucciso-dai-nostri-soldati-319/

    Ps. Casomai ci si interroghi di questa escalation quotidiana ed a ogni livello del cosiddetti vivere: che deve succedere per mettere fifa blu ai Khazariani?

  • Anonimo
    4 Gennaio 2020

    Sono democratici e pacifisti come ci spiegano tre volte al di Travaglio , Gomez e Padellaro nel loro Raglio Quotidiano .

  • russia for ever
    4 Gennaio 2020

    Questi sono il vero male da combattere, non Syria, Iran o altri, sono loro il cancro maligno della pace del pianeta terra.

  • MDA
    4 Gennaio 2020

    mi aspetto una dura presa di posizione da parte del sindacato giornalari italici.
    che dite ci sarà?

    • atlas
      6 Gennaio 2020

      non è cmq sempre oro quello che luccica, lo ripeto: in ogni parte del mondo. La figlia di Nemer Hammadi, di colui che non ti aspetti, da anni nell’OLP, da anni a Roma, ha studiato in america.

      E anni fa pretese la mia cancellazione su FB dal profilo di un’altro tirapiedi che scriveva contro i sionisti, mentre io affermavo che erano semplicemente tutti la stessa cosa. E non vollero nemmeno leggere di Nazional Socialismo

      strategia dell’attenzione, sempre. Di santi e angeli su questa terra ce ne sono ben pochi. E i soldi giudei alla fine piacciono un pò a tutti

  • eusebio
    4 Gennaio 2020

    Speriamo che il nuovo regime sciita irakeno che certamente nascerà dalla guerra contro gli USA appena iniziata, avendo le milizie sciite irakene giurato vendetta contro l’entità sionista per i bombardamenti subiti in Siria, si avventi contro il piccolo regno fantoccio giordano, e da lì proceda alla liberazione di Al Quds, il nome del corpo d’elite comandato da Soleimani.

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