L’esercito dello Yemen uccide dozzine di mercenari sauditi a Sanaa

L’esercito yemenita, con il sostegno del movimento popolare Ansarolá, ha eliminato dozzine di mercenari appoggiati dall’Arabia Saudita nello Yemen orientale.

Ansarolá ha annunciato venerdì che le sue truppe sono riuscite a respingere gli aggressori in una feroce battaglia su larga scala contro le forze a guida saudita nel distretto di Nimh di Sana’a (capitale yemenita), uccidendole o ferendone dozzine.

“Le forze di aggressione hanno lanciato un attacco molto ampio contro il distretto di Nihm, che è durato dall’alba fino ad oggi, con il supporto di aerei da combattimento che hanno effettuato attacchi aerei”, ha detto il portavoce dell’esercito dello Yemen, Tenente generale Yahya Sari.

Oltre a mettere in evidenza il danno inflitto al nemico, Sari ha sottolineato che “abbiamo pttenuto progressi decisivi nella lotta contro gli invasori sauditi e questi sono rimasti loccati nel loro tentativo di sottomettere Sana’a.
Il portavoce dell’esercito dello Yemen ha anche assicurato che tutti i tentativi del nemico saudita sarebbero falliti e ha promesso di prendere tutte le misure appropriate contro questa escalation.
Alla fine dello scorso dicembre, il generale Sari ha annunciato che lo Yemen avrebbe dato una “risposta dolorosa” a Riyadh e denunciato la passività della comunità internazionale, che incoraggia il regime di Al Saud a continuare con i suoi crimini, spargendo deliberatamente il sangue degli Yemeniti.

Gli attacchi sauditi, spesso perpetrati con aerei e bombe fabbricati negli Stati Uniti, hanno causato la morte di oltre 100.000 yemeniti . L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) stima che se la guerra non dovesse cessare, il bilancio delle vittime potrebbe raggiungere le 500.000 entro la fine del 2020.

Al momento, l’80% della popolazione yemenita ha bisogno di aiuti umanitari, quindi dieci milioni di persone sono sull’orlo della carestia e altri sette milioni soffrono di malnutrizione, tutto a causa anche del blocco aeronavale inflitto allo Yemen da Arabia Saudita e Stati Uniti.

Bambini nello Yemen in guerra

1000 bambini yemeniti muoiono ogni giorno per causa degli attacchi e del blocco saudita


Ogni giorno circa 1000 bambini muoiono nello Yemen a causa dei bombardamenti e del blocco imposto a questo paese dall’Arabia Saudita, denuncia il Ministro della salute yemenita.

“Siamo di fronte a un massacro condotto dagli aggressori (Arabia Saudita e loro alleati) contro i bambini nello Yemen, dove ogni giorno muoiono almeno 1000 bambini”, ha condannato mercoledì il ministro della salute yemenita Taha al-Mutavakel. .

In dichiarazioni rese durante una conferenza stampa a Sanaa, la capitale yemenita, il capo del paese arabo ha anche descritto gli effetti negativi degli attacchi e del blocco aereo e navale di Riyad contro lo Yemen, nel sistema sanitario yemenita, che include i centri medici e personale per i farmaci.

“Il 93% delle attrezzature e dei dispositivi medici dello Yemen sono già fuori servizio o hanno superato la loro vita utile”, ha affermato Al-Mutavakel.

Bambini nello Yemen

Data questa situazione, ha aggiunto, il Ministero della Salute yemenita ha fatto appello, all’inizio del 2019, alle organizzazioni umanitarie internazionali perchè forniscano le attrezzature, i medicinali e il personale medico necessari, ma solo il 19% delle richieste ha avuto risposta fino ad oggi, ha censurato.

Nota: La comunità internazionale i grandi media hanno da tempo allontanato i riflettori dalla guerra nello Yemen perché i crimini di guerra commessi contro la popolazione yemenita potrebbero portare sul banco degli imputati i governi che forniscono aiuto e supporto militare all’Arabia Saudita e fra questi gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

3 Commenti

  • Eugenio Orso
    18 Gennaio 2020

    Fra i criminali di guerra, non solo nello Yemen, inseriamo anche le puttane mediatiche occidentali … e quelle italiane in particolare.
    Anche queste, se la storia finalmente svolterà con decisione, dovranno essere giustiziate senza pietà.
    La loro complicità nelle stragi di massa è fondamentale, come sappiamo.
    Altro che “liberté de la presse”!

    Cari saluti

    • atlas
      19 Gennaio 2020

      cosa vuoi scrivere, che tra padani e siciliani, siamo tutti in maggioranza dei gran bastardi democratici e figli di puttana ? Concordo

  • eusebio
    18 Gennaio 2020

    Oltre a Soleimani gli ammereCani volevano eliminare un altro alto dirigente delle brigate al Quds, che come dice il nome sono votate alla liberazione di Gerusalemme, Abdul Reza Shahlai, mentre si trovava nello Yemen, probabilmente per organizzare gli aiuti dell’Asse sciita agli zayditi yemeniti, circa 12 milioni, con un paio di milioni nell’adiacente Asir saudita.
    Se l’appoggio logistico e militare iraniano agli Houti si rafforzerà in contemporanea con la crisi finanziaria che sta attraversando il regime saudita, considerando che gli impianti della Aramco si trovano nel territorio sciita dello Hasa, non è improbabile che il regime wahabita venga rovesciato e il petrolio del Golfo passi tutto in mano sciita.
    Uno Hasa sciita indipendente sarebbe molto riconoscente verso lo Yemen zaydita, e con l’appoggio iraniano potrebbero liberare gli sciiti del Bahrein e distruggere i 4 o 5 milioni di wahabiti che infestano la penisola araba.

Inserisci un Commento

*

code