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L’Esercito della Malesia si dichiara pronto a combattere per Gerusalemme

Dalla lontana Malesia, il primo ministro del Governo di Kuala Lumpur, Datuk Seri Hishammuddin Husein,  ha dichiarato che le Forze armate  del paese sono pronte a dirigersi verso il Medio Oriente per intervenire nella crisi per Al Quds (Gerusalemme).

Husein  si è dichairato sorpreso per la decisione del presidente USA Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, decisione che rischia di minare la stabilità regionale.

Lo stessa posizione ha manifestato Sabato scorso il comandante in capo delle Forze Armate malesi, Yang Di-Pertuan Agong, secondo il quale le forze malesi sono pronte ad intervenire se sarà necessario.

L’annuncio di Trump ha provocato la condanna generalizzata di tutti i paesi del mondo ed in particolare dei paesi  mussulmani, dal Marocco alla Malesia, Dal Pakistan all’Indonesia,  per motivo di  considerare  un affronto tale annuncio che viola la sacralità di Gerusalemme per il mondo mussulmano. La Malesia per molto tempo ha simpatizzato con la causa della Palestina e per questo vi sono stati forti manifestazioni di sostegno a Kuala Lampur.

Nella Palestina occupata ed in particolare in Cisgiordania, è scoppiata una protesta massiccia e rabbiosa della popolazione palestinese che ha deterninato disordini e scontri con le forze di sicurezza israeliane con un bilancio di circa 750 feriti e due morti.  Si parla di una nuova “intifada” e la situazione si va facendo esplosiva.

Le manifestazioni di protesta e di rabbia  contro la decisione di Trump si sono svolte in tutto il mondo ed anche nei paesi europei dove sono presenti grandi comunità mussulmane, come a Londra, a Bruxelles e a Parigi. A  Parigi in particolare si sono determinate forti proteste anche per la visita di Netanyahu.  In centinaia sono scesi in piazza contro la visita del premier israeliano che viene atteso da Macron. Queste le dichiarazioni rilasciate dagli organizzatori : “Siamo indignati anche per l’ipocrisia di Macron: si dissocia da Trump, ma poi invita chi gli ha sollecitato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale israeliana”.

“Netanyahu assassino, Macron complice”. Sullo sfondo dell’incendiario annuncio di Trump su Gerusalemme,  questi i carteli e gli slogan issati dai manifestanti. Sono in molti ad aver scelto di scendere in piazza in protesta per la visita del premier israeliano al presidente francese. I manifestanti invitano al boicottaggio di Israele e equiparano il premier israeliano da un criminale di guerra.

Proteste a Parigi contro Netanyahu

Il riconoscimento unilaterale di Gerusalemme come capitale israeliana è la questione che  irrompe quindi di prepotenza nell’agenda dell’incontro fra Netanyah e Macron e quest’ultimo sta dimostrando molto attivismo nell’interessarsi delle questioni mediorientali, tanto che molti osservatori prevedono che la Francia voglia prendere il posto lasciato vuoto dagli USA come “mediatore” in Medio Oriente.

Questo avviene in quanto  la mossa di Trump su Gerusalemme ha totalmente screditato la  funzione di Washington come mediatore nel processo di pace, data la inaffidabilità della politica della superpotenza nordamericana la cui politica  si dimostra ormai condotta di fatto dal genero di Trump, l’ultra sionista Jared Kushner, il vero suggeritore delle azioni USA in Medio Oriente.

Nessuno si fida più degli USA in Medio Oriente come anche il premier turco Recepit Erdogan ha manifestato con molta chiarezza.

Fonti:   Hispan Tv        Al Mayadeen

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Veneto65 10 mesi fa

    È probabile che dietro a questa mossa così “azzardata” non ci sia invece un piano ben studiato da USA e Israele?
    Possibile che non avessero previsto una crescente ed esplosiva situazione, come già sta accadendo??
    Qualcuno sa qualcosa?!?!

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