L’emergenza finirà solo quando non ci sarà più chi si arroga la facoltà di “risolverla”


di Berto Selis

«All’infuori del lavoro tutto era vietato, camminare per strada, distrarsi, cantare, ballare, riunirsi…»
George Orwell – 1984

Non ci siamo fermati il 15 ottobre, ci siamo illusi che bastasse fare il tampone fino al 31 dicembre e loro alzano il tiro, guerra aperta e nemico oggettivo.
Siamo una generazione avariata, cresciuta con il mito della democrazia liberale, del mercato che regna, della competizione sfrenata.

Abbiamo creduto che le sole cose importanti fossero i titoli di studio, la posizione sociale, la carriera. Pensavamo solo di doverci preoccupare giusto di dove andare in vacanza o dello scatto di carriera, ma la Storia aveva altri progetti.
Ora siamo qui: se vogliamo salvare la posizione sociale dobbiamo offrire il nostro corpo e quello dei nostri figli. All’infinito.
Oppure rischiare tutto per avere la Vita e la Dignità.

Possiamo restare eterni adolescenti con la Grande Madre Stato che ti dice anche come respirare o possiamo diventare adulti.
Possiamo ancora fermarci e creare realtà alternative, ma occorre rischiare tutto insieme. E fare comunione.
Nessuno può scegliere per voi. Ognuno è di fronte alla propria coscienza e a Dio.
Non è una pandemia. È una ristrutturazione della società secondo la modalità del controllo, non dei liberi cittadini.
La democrazia liberale ha fallito.


E ora?
Nulla, perché l’emergenza finirà solo quando non ci sarà più chi si arroga la facoltà di “risolverla”, perché esso stesso è la vera emergenza, la “pandemia” non lo è.
Sul resto, bisogna comprendere che essendo i rapporti di forza sfavorevoli ai giusti le cose da evitare sono la solitudine e l’isolamento, riunirsi e fare comunità con chi adesso la pensa alla stessa maniera o perlomeno ha il medesimo fine.
Bisognerà andare oltre i legami di parentela e persino sentimentali, le idee politiche e persino la religione, perché molto probabilmente si avrà accanto un estraneo con cui prima non si pensava minimamente di affiancarsi piuttosto che qualcuno conosciuto da una vita.

Gli schemi “tradizionali” salteranno, coppie, famiglie, amicizie, classi sociali, ruoli, camerati, compagni e colleghi, tutto si ridurrà in obbedienti e disobbedienti, in privilegiati e discriminati, accettati e reietti.
Il futuro sarà la segregazione completa, l’unica soluzione risiederà in comunità parallele del tutto indipendenti e autosufficienti, completamente staccate da questa società oramai in putrefazione destinata alla schiavitù “ecosostenibile” marchiata di verde.

Fonte: Weltanschauung Italia

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