"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’elite di potere negli USA muove per uno scontro con la Russia

di  Luciano Lago

Nonostante gli atteggiamenti distensivi verso Mosca che erano propri della primissima fase della Presidenza Trump, tutti i segnali indicano che il clima è cambiato e che il gruppo di potere di Washington, dominato dai neocons, sta sospingendo la macchina militare statunitense (e della NATO) verso uno scontro con la Russia.
I tentativi di trattare una pace in Siria ed in Ucraina hanno cozzato contro il muro dell’intransigenza e questi hanno ceduto il posto alla abituale retorica di guerra pompata dai vari personaggi del nuovo establishment USA.

Il primo sentore si era avuto dalla signora Nikki Haley, nuova rappresentante presso l’ONU, che all’inizio del mese aveva ribadito la condanna per “le aggressive azioni russe in Crimea”, ignorando totalmente gli attacchi a sorpresa effettuati dalle forze ucraine pochi giorni prima sulla provincia del Donbass contro le zone residenziali (con 12 morti fra i civili e decine di feriti), come segnalato anche dagli osservatori dell’OCSE. Vedi: Kiev all’attacco in Donbass

Il suo discorso di accuse pretestuose si è concluso con la consueta affermazione della “Russia che deve restituire la Crimea all’Ucraina” come se i due milioni di cittadini della Cimea che hanno optato per l’integrazione fossero dei fantasmi senza importanza nel gioco della diplomazia occidentale.

Risulta evidente che Washington ed i suoi alleati (Israele ed Arabia Saudita in testa) hanno fatto di tutto per sabotare gli accordi di pace in Siria e per agevolare la ripresa dei combattimenti in Ucraina contro i separatisti del Donbass e che questo può essere il riflesso della lotta interna e della spaccatura che si è prodotta nell’ambito dell’establishment di Washington dove, secondo tutti gli osservatori, in questo momento stanno avendo la meglio la fazione neo cons che ha ostacolato Trump e che ha messo il presidente sotto ricatto (vedi le dimissioni forzate del suo addessore alla Difesa Micheal Flynn).

La fazione neocons, di cui fanno parte personaggi come i senatori repubblicani McCain e Lindsey Graham, i quali sembrano agire come un Governo ombra, viaggiando nelle aree di crisi (dall’Ucraina alla Siria) prendendo accordi  promettendo aiuti e fornendo assicurazioni al governo di Poroshnko e sospingendo verso azioni più risolute contro la Russia ed i suoi alleati.
In questo momento gli esponenti dell’enturage di Trump sembra che abbiano timore persino di farsi fotografare mentre dialogano con i diplomatici russi per non essere accusati di doppio gioco o di ” tradimanto”. Lo stesso Rex Tillerson, il nuovo segretario di Stato, quando ha avuto il suo primo incontro con il ministro degli esteri russo, Seguei Lavrov, ha voluto riunirsi a porte chiuse mettendo fuori i rappresentandi dei media.

Per quanto riguarda la Siria, si dimostrano sempre più fragili gli accordi di pace e di tregua, quando si apprende che, dall’Arabia Saudita e dagli altri paesi della coalizione sunnita, continuano ad arrivare massicci rifornimenti di armi ai gruppi di mercenari takfiri che operano in Siria per rovesciare il Governo di Damasco.

Inoltre risulta che tutto l’apparato dei media USA ed atlantisti attualmente si è impegnato ad orchestrare una campagna di propaganda e di accuse volte a diffamare quanto più possibile il governo di Bashar al-Assad e le forze russe che lo appoggiano, accusando questi di “atrocità” e di presunti massacri di ribelli fatti prigionieri. La campagna è mossa anche da alcune ONG che strillano circa la violazione dei “diritti umani” fatta dalle forze siriane ad Aleppo e nel resto del paese, producendo fra l’altro grossolane falsificazioni che sono state smontate da prove e documenti della Tv Russa e siriana. Vedi: Incredibile foto bufale di Repubblica: Le fake news non sono sul web, le pagate 1,50 in edicola.

Si tratta delle stesse fonti che non hanno mai alzato la voce per le stragi di civili effettuate in Siria dai bombardamenti dell’aviazione USA e che non hanno mai nè denunciato nè menzionato le migliaia di vittime civili che, nello stesso momento, si stanno producendo nello Yemen, per causa dei bombardamenti sauditi e statunitensi contro la popolazione yemenita, con milioni di persone inermi che rischiano la morte per fame e stenti a causa del blocco aereonavale imposto dalle forze USA e saudite.

L’Ipocrisia dei media e delle ONG dell’Occidente ha raggiiunto ormai il suo limite massimo e non esiste più distinzione fra informazione e propaganda.
In particolare dalle ONG anglo sassoni (“Amnesty International, Human Rights Watch, National Endowment for Democracy”, ecc.) arrivano farneticanti appelli per sospendere qualsiasi invio di armi e di equipaggiamenti al governo siriano ed alla coalizione Siria-Russia, nonchè la cessazione di qualsiasi cooperazione con la stessa Russia considerando questa, assieme alla Siria, responsabile di “violazione dei diritti umani” e di crimini di guerra sotto il pretesto di “lottare contro il terrorismo”.
La visione dei “crimini di guerra” secondo le ONG, quasi sempre finanziate dal cartello Soros/Rothshild/CIA/Goldman Sachs, è una visione che mette sotto accusa sempre e regolarmente i paesi e le azioni considerate ostili agli interessi di USA ed Israele, uno strano caso di “strabismo dei diritti umani”.

Nel frattempo sul teatro siriano, la Turchia appoggia l’azione dei ribelli turcomanni del Fronte Siriano Libero che hanno praticamente espugnato la città assediata di Al-Bab, a 30 Km. dal confine turco, in realtà queste forze hanno rioccupato la città dopo che i terroristi dell’ISIS l’avevano abbandonata, temendo di venire chiusi alle spalle dalle avanzanti truppe siriane. In concreto il controllo dei filo turchi sulla città è tutto meno che definitivo e questo si dimostra dall’esplosione di due autobombe che hanno fatto strage dei ribelli turcomanni (almeno 50/60 morti).

Oltre a tutto questo, a Ginevra, la delegazione dei “ribelli siriani” ammessi ai colloqui si rifiuta di riconoscere nell’Iran un terzo garante della tregua. I combattimenti ripresi anche alla periferia di Damasco dimostrano quanto la tregua sia relativa.

Tanto meno regge la tregua in Ucraina dove sembra evidente che Porosshenko voglia cercare lo scontro con i separatisti filo russi per cercare di mettere l’Amministrazione USA di Trump di fronte al fatto compiuto di una ripresa delle ostilità e distrarre l’attenzione dalle disastrose condizioni dell’Ucraina, uno stato fallito mantenuto in vita dagli USA e dalla UE.

Non sembra un caso che gli esponenti neocons del “governo ombra ” si muovano dietro le quinte e manifestino espressioni sempre più dure contro la Russia, preannunciando che il 2017 sarà ” l’anno della resa dei conti con la Russia”, un linguaggio che sa molto di atmosfera prebellica e di chiamata alle armi.

DONETSK REGION, UKRAINE – DECEMBER 31, 2016: US Senators Lindsey Graham, John McCain and Ukraine’s President Petro Poroshenko (R-L) v

Dall’altra parte, nelle pianure della Federazione Russa, Putin, del tutto disilluso sulle intenzioni dell’amministrazione USA, dimostra di aver capito il messaggio ed ha fatto due mosse che lo indicano chiaramente:
1) la Russia ha riconosciuto la validità legale di tutti i documenti emessi dalle Repubbliche del Donbaass (passaporti, documenti scolastici, amministrativi, ecc.) come primo passo per un riconoscimento ufficiale delle stesse; 2) messe in stato dall’arme al 98%, tutte le forze strategiche aereospaziali e missilistiche russe, con capacità di risposta a qualsiasi aggressione, 24 ore su 24, incluse quelle della enclave di Kalingrad (fra Polonia e Lituania) e quelle del Mar Nero.

La NATO è avvisata che i russi non dormono e sono ben all’erta mentre a Washington le varie fazioni di potere incrociano le spade.

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  1. Giorgio 7 mesi fa

    Calma e gesso.

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  2. Ruteo 7 mesi fa

    Andate e troverete quello che da 70 anni andate cercando !

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  3. Mardunolbo 7 mesi fa

    Purtroppo la speranza su Trump e sui suoi cambiamenti drastici della politica americana, si scontra con la realtà del servilismo continuo verso Israele ed i suoi gruppi di potere operanti negli Usa. Fratel Natanaele nei suoi video aveva avvertito che sarebbe cambiato qualcosa sì ma non troppo dato il vassallaggio Usa ad Israele. E così è stato dimostrato con una serie di avvenimenti che palesano l’incapacità cronica dei presidenti americani, di gestire il potere in modo autonomo, data anche l’ignoranza che li caratterizza da parecchi decenni.Se è vero che JF.Kennedy fu ucciso per aver voluto restituire la banca Centrale al governo, non ai privati gestori, si è lasciato un monito ai successori presidenti di non tirare troppo la corda dell’autonomia per non incorrere in inaspettati attentati mortali.Tutti hanno “mangiato la foglia” e si sono iscritti a logge massoniche (Bush…) dipendenti ,come al solito, dal B’rnai-B’rith comandante in capo delle logge massoniche mondiali, ma senza darlo a vedere…
    Probabilmente Trump avvierà il mondo verso la catastrofe nucleare senza rendersi ben conto, come attualmente dimostra (di non rendersi conto) nelle sue azioni e discorsi, anche tramite intermediari, verso Russia e Cina ed Iran !

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  4. Idea3online 7 mesi fa

    *la Russia ha riconosciuto la validità legale di tutti i documenti emessi dalle Repubbliche del Donbaass (passaporti, documenti scolastici, amministrativi, ecc…..

    Probabilmente vogliono dare la possibilità ai cittadini di andare in Bielorussia e Russia, perchè se la situazione andrà fuori controllo tutta l’area verrà militarizzata formalmente dalla Russia. Ed così se Kiev volesse occupare i territori è come se dichiarasse guerra a Mosca. Ed la Russia avanza in Ucraina senza guerra, perchè occuperà i territori delle Repubbliche del Donbaass, ed Kiev assisterà allo scacco matto, ed come in Crimea la Russia mangerà un altro pezzo di Ucraina ed Kiev sarà impotente ed gli USA e l’UE non inizieranno una guerra per le Repubbliche del Donbaass. Ma la fame viene mangiando, la Russia è un Orso famelico, come del resto tutti i Grandi Imperi dell’Umanità.

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    1. nessuno 7 mesi fa

      Certo,certo, non vedo nessuna Nazione che vorrà confrontarsi con la Russia in
      un conflitto militare,anche perché le probabilità di vincere sono prossime allo zero
      vergola, a mio modesto avviso come ho ampiamente scritto la guerra ci sarà ormai
      è fuori dubbio, questa primavera è il momento propizio, Putin è pronto, aspetta
      una scintilla per far partire il fuoco, staremo a vedere cosa faranno i pompieri, ossia
      se si limiteranno a contenere l’incendio o agiranno per alimentarlo.
      Concordo che la fame viene mangiando, ma dipende da cosa si mangia, e non penso
      che la Russia miri ad occupare Stati €uropei di fatto di secondaria importanza esempio:
      cose se ne farebbe delle Repubbliche Baltiche? Del Portogallo oppure dell’Italia? Solo per
      citarne alcune, niente! Solo problemi di mantenimento meglio che ci pensi la UE. per non
      prendere in considerazione l’Ukraina che esiste solo sulla carta, come Nazione è fallita.

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  5. Mardunolbo 7 mesi fa

    Strano che la Russia sia “orso famelico” lo leggiamo sui giornalucoli tipo corriere della serenata o repubblichetta del menga. Non lo si legge su analisi serie. Infatti mai la Russia, quando non era Unione Sovietica, si diede da fare per occupare altri territori che non fossero direttamente implicati nella sua sfera….Invece ho visto nella storia che Inghilterra e Stati Uniti si sono sempre dati da fare nell’occupare militarmente altri stati anche ben lontani !
    Comunque, al di là di analisi storiche in cui ognuno può dare la sua versione secondo quanto ha letto, oggi i tentativi di provocazione verso la Russia li vede anche un cieco (ma che non sia un politico europeo) !
    Putin sta cercando di difendere i russi che abitano fuori dalla Russia ed ogni politico patriota lo farebbe. Gli Usa non difendono i suoi concittadini che vanno in Israele e denunciano i crimini di questo; a tanto sono giunti !
    Esiste ancora una nazione dove il senso di giustizia ed il senso di legalità vincono sugli interessi economici.

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