L’elite di potere degli Stati Uniti non esita a sacrificare il suo stesso popolo pur di raggiungere i propri obiettivi di dominio mondiale

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di Luciano Lago

Gli Stati Uniti sono diventati in questi giorni l’epicentro della crisi globale del Covid-19 visto l’alto numero di vittime e di contagiati fra la popolazione locale che stabilisce un record fra la nazioni coinvolte nella pandemia. Sotto gli occhi di tutto il mondo si rivela l’inadeguatezza e l’improvvisazione del sistema sanitario statunitense che risulta inferiore per standard di assistenza e di efficacia nelle cure rispetto a paesi come la Corea del Sud o l’Iran che sono riusciti a uscire dalla crisi con un numero proporzionalmente molto inferiore di vittime e di contagiati.
Un fatto questo che le autorità federali e i vertici dell’Amministrazione Trump non possono nascondere davanti al mondo. Lo Stato USA non ha destinato sufficienti risorse al sistema sanitario pubblico ma piuttosto ha provveduto a privatizzare e mettere a carico dei suoi cittadini le cure per la prevenzione e l’assistenza medica.
Le enormi spese militari che Washington dilapida per mantenere il suo apparato militare in tutto il globo e le oltre mille basi militari USA collocate in ogni angolo del mondo, hanno assorbito tutto il bilancio dello Stato Federale USA.
Le risorse statali USA sono state impiegate per lanciare guerre e destabilizzazione verso i paesi che non si piegano al suo dominio, per stipendiare mercenari e per castigare i paesi renitenti e questo spiega perchè le infrastrutture all’interno degli USA sono ormai obsolete e soffrono di scarsa manutenzione mentre l’assistenza sanitaria è cosa da ricchi, considerando che oltre 40 milioni di americani sono privi di qualsiasi tipo di copertura medica.
Il fallimento del sistema neoliberista statunitense è messo in luce in questa crisi in modo spettacolare e diventa oggetto di comparazione con sistemi di paesi poveri, persino con Cuba che, se pur sottoposta a sanzioni, riesce a esportare ad altri paesi aiuti ed assistenza sanitaria vantando un sistema medico invidiato fra i paesi dell’America Latina per la sua efficienza. Cuba esporta medici e attrezzature sanitarie mentra Washington esporta armi e guerre in tutto il mondo.
Tutto questo non potrà non avere delle conseguenze.
La prima conseguenza è quella che Washington debba cercare di distrarre l’attenzione della sua opinione pubblica dalle gravi carenze del suo sistema creando un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa: la Cina.
Inutile ripercorrere in questo caso la falsità delle accuse, prive di prove, che non reggono di fronte a qualsiasi verifica internazionale, tanto più che, dalla deposizione del direttore dell’organismo contro le infezioni negli USA, Robert Redfield, risulta che il virus era già presente negli stessi States ben prima che questo di manifestasse a Whuan, in Cina.
Le campagne di accuse che Washington crea di volta in volta, ora contro un paese ora contro un altro, è ben noto che sono gli abituali pretesti degli USA per iniziare guerre, per introdurre sanzioni, demonizzare quello che viene individuato come il nuovo nemico e giustificare gli atti di aggressione che sono ormai un fatto abituale nella politica imperiale degli Stati Uniti d’America.
Sembra chiaro che Washington cerca di approfittare della crisi del Covid-19 per imporre il suo nuovo ordine mondiale e in particolare per fronteggiare l’espansione della Cina che minaccia di rompere l’egemonia economica e militare di Washington nel mondo.
Il declino degli Stati Uniti come potenza mondiale si sta accelerando. Ma gli Stati Uniti si rifiutano di affrontare questa realtà geopolitica ed sono determinati a perpetuare il loro dominio sulla scena mondiale, qualunque ne sia il costo. Cina e Russia sono considerati i principali “nemici” dell’ordine mondiale unilaterale dominato dagli USA.

Trump, delirio di onnipotenza


Nel pretendere di iniziare con il caos della guerra fredda da imporre al mondo contro la Cina o peggio di imbarcarsi in un nuovo conflitto che sarebbe già fallito in partenza, l’Amministrazione USA sa già che non ci sarebbe un vincitore e che il principale sconfitto sarebbe lo stesso popolo statunitense. Le dichiarazioni improvvide di Trump e di Pompeo contro Pechino, senza una base di prove circostanziate, stanno solo provocando lo sconcerto ed il caos globale mentre il mondo si trova ancora sommerso dalla crisi del Covid-19.
L’opinione pubblica internazionale e persino gli stessi alleati di Washington ,sanno bene che sono molto scarse le opportunità di evitare una guerra ed un conflitto generalizzato se non si farà resistenza alle minacce ed al bellicismo di Washington contro certi paesi del mondo come la Cina, la Russia e l’Iran.
Sembra evidente che Washington si appresta a scaricare le sue tensioni interne e la frattura che divide il suo establishment con un nuovo conflitto che dovrebbe coinvolgere altri paesi e creare una opportunità per far risalire i prezzi del petrolio e le azioni dell’apparato industriale militare che oggi si trova in profonda crisi.
Le motivazioni economiche per un conflitto oggi ci sono tutte, dalla caduta in borsa di Wall Street al fallimento delle compagnie petrolifere USA per i bassi prezzi del greggio, alla necessità di fronteggiare la Cina e di ottenere un cambio di regime in Iran per favorire le richieste di Israele.
Tutto indica che l’imperialismo americano assumerà un carattere ancora più violento e aggressivo nell’attuale situazione mondiale.
Tuttavia i neocon evangelisti della Casa Bianca, nel loro fanatismo messianico, non hanno fatto i conti con la realtà che non è più favorevole per i piani di guerra degli USA.
Contro la minaccia della nuova aggressività americana, Russia e Cina hanno consolidato il reciproco sostegno ed hanno realizzato un blocco militare ed economico fra i due paesi per respingere efficacemente le provocazioni degli Stati Uniti. Il blocco Cina Russia dovrebbe spingere l’Amministrazione USA a considerare una scelta suicida quella di sfidare in campo aperto le due superpotenze, sempre che i neocon abbiano la lucidità mentale per comprendere questa realtà.
La Russia sostiene la posizione cinese circa le accuse fatte da Washington ed ha replicato accusando a sua volta Washington di mantenere laboratori militari biologici segreti nei vari paesi dell’ex URSS, dalla Georgia all’Ucraina e di efettuare in questi laboratori esperimenti pericolosi con agenti patogeni. Una contro accusa che si ritorce su Washington e la sua propaganda mettendo allo scoperto i piani di guerra biologica che gli USA mantengono da molto tempo. I media atlantisti non potranno nascondere questa realtà ancora per molto tempo.
Si avvicinano tempi molto problematici per tutto il mondo e la situazione dopo il Coronavirus vedrà un cambiamento radicale negli equilibri internazionali e nell’assetto di molte nazioni. Non necessariamente questo sarà migliore di quello che si era conosciuto fino ad oggi ma di certo non si potrà tornare al mondo di prima.

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