L’Elite di potere anglosassone utilizza la guerra per affossare l’Europa

di Luciano Lago

Chi ha studiato la Storia delle guerre degli ultimi 150 anni in Europa sa bene che una delle principali cause di fondo delle guerre nel continente risale alla volontà di dominio della elite britannica alla testa dell’Impero di sua Maestà. Gli anglosassoni, cercano sempre spudoratamente il profitto solo per se stessi, subordinando “tutto e tutti” ai propri interessi egoistici. Allo stesso tempo, il principale incentivo del mondo anglosassone è stato il dominio incondizionato sul pianeta. Questo richiede solo due cose: l’eliminazione dei concorrenti e la sottomissione del resto dei paesi.

Gran Bretagna e USA costituiscono la base della comunità anglosassone. Pertanto, le azioni di Londra non possono essere considerate isolate da quelle di Washington e viceversa. Nell’attuale situazione di conflitto, entrambe le potenze lavorano insieme in un piano che prevede di disarticolare la Russia e affossare l’economia europea, in particolare la posizione industriale e tecnologica della Germania che esercita un ruolo leader sul continente in concorrenza con quello degli Stati Uniti.

Questo avviene sulla base del fatto che un’Europa devastata sarà più facile da gestire, che la sua economia indebolita cesserà di svolgere il ruolo di un a potenziale base tecnologica per la Russia e per la Cina, il cui potere crescente spaventa prima di tutto Washington. E non sorprende che l’iniziativa in tal senso – in termini di indebolimento dell’Europa – appartenga agli americani con i britannici al loro seguito.

Purtroppo per i loro popoli, molti politici europei sono nelle mani di un sistema che non consente libertà non solo di azione, ma anche di pensiero. Da un lato, si sono trovati nella posizione di vassalli, i quali si guardano bene di non causare malcontento ai padroni d’oltremare alle cui direttive bisogna obbedire. D’altra parte, per decenni un atteggiamento negativo nei confronti della Russia è stato instillato nelle loro menti, e questo è ora attivamente utilizzato da Washington e Londra nell’attuazione dei loro piani.

D’altra parte il paese leader dell’Occidente, gli Stati Uniti d’America, ricorrono ai metodi coercitivi e di ricatto per mantenere il proprio dominio. Davanti alla sovra capitalizzazione delle piramidi finanziarie e le industrie obsolete, così come alla perdita dei mercati e la caduta della quotazione del dollaro nelle transazioni internazionali, Washington si gioca la carta di una guerra per mantenere il proprio predominio mondiale e per debilitare tanto i suoi concorrenti quanto i suoi soci.

Prendere il controllo della Russia collegando con questo il dominio sull’Europa, sull’Asia Centrale e sul Medio Oriente, fornirebbe agli Stati Uniti il vantaggio strategico sulla Cina che oggi si trova in ascesa nel controllo delle principali fonti di idrocarburi e di altre risorse naturali strategiche.

Il controllo americano sulla Russia, sull’Europa, sul Giappone e sulla Corea del Sud assicurerebbe agli USA la leadership industriale e il dominio nelle più avanzate tecnologie.

Tuttavia la elite governante degli Stati Uniti, non essendo pienamente consapevole dei fattori oggettivi che condannano gli USA alla perdita del dominio unipolare, vedono con apprensione il crescente numero di paesi che si sottraggono al loro controllo e la formazione di nuovi blocchi contrapposti all’influenza del dominio occidentale, dalla Shangai Cooperation al gruppo Euroasiatico. Così il consolidamento nell’integrazione dei paesi del BRICS, dell’America del Sud, dell’Asia Centrale e dell’Estremo Oriente, presuppone una minaccia al dominio Anglo USA sul mondo.

La capacità della Russia nella formazione di tale coalizione , dimostrata con la creazione dell’Unione Economica Euroasiatica, ha predeterminato la campagna di aggressione antirussa messa in atto dagli Stati Uniti e dalla NATO sul fronte europeo e medio orientale. Dal momento della riunificazione della Crimea, Washington ha iniziato a lanciare la campagna di Russofobia definendo quello della Russia un “Impero barbaro” risorto che minaccia l’egemonia mondiale degli Stati Uniti e non ha quindi diritto ad esistere.

Le mosse fatte dalla Russia di Putin hanno irritato la elite di Washington ed hanno costituito una aperta violazione alle sue regole ed uno scossone alle fondamenta del suo ordine mondiale, una sfida a cui le potenze anglosassoni non possono non rispondere.

Biden con Johnson

Da quel momento è partita la campagna di demonizzazione del presidente russo Vladi Putin come colpevole della perdita del controllo sulla Russia e sull’Asia centrale, mentre l’attuale politica indipendente del Cremlino viene considerata la principale minaccia al loro dominio globale. I successi ottenuti da Putin nel restaurare la sovranità nazionale e l’influenza internazionale della Russia, le iniziative per creare una zona euroasiatica di cooperazione e sviluppo (da Lisbona a Vladivostok) ,l’alleanza strategica stabilita con la Cina di Xi Jinping, l’avvicinamento alla Nord Corea, sono azioni percepite da Washington come una minaccia ai suoi interessi vitali.

Pertanto il principale obiettivo di Washington e Londra è considerato oggi l’isolamento e il debilitamento della Russia e il suo successivo smembramento e sono la strategia di base pianificata dall’elite di potere di Washington. Il colpo di stato di Kiev (Maidan) del 2014, la guerra interna in Ucraina, l’espansione della NATO e la militarizzazione dell’Ucraina, sono passate da una fase latente ad una fase aperta.

Si tratta ormai di una guerra mondiale che si sta scatenando e che si basa sull’utilizzo delle moderne tecnologie e sull’uso della manipolazione cognitiva che si svolge per persuadere ad una improbabile resa volontaria e d all’uso limitato della forza militare. Si punta a destabilizzare dall’interno il mondo russo e dei paesi che lo sostengono.

Una forma di conflitto accompagnata da una guerra ibrida per creare una ribellione di massa all’interno del paese euroasiatico con isolamento internazionale.

L’andamento delle vicende ci indica che i piani di Washington e Londra non siano così rispondenti agli obiettivi prefissati, saranno gli avvenimenti delle prossime settimane e mesi a determinare l’esito di questa guerra.

Luciano Lago

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