Leader di Hezbollah: Una Guerra contro l’Iran potrà incendiare l’intera regione


Il segretario generale del movimento di resistenza di Hezbollah in Libano ha avvertito che una guerra contro l’Iran non si fermerebbe ai confini della Repubblica islamica, e le sue fiamme coinvolgerebbero l’intera regione medio orientale.

La retorica di Washington e le loro minacce di una guerra contro l’Iran sono diminuite perché il presidente degli Stati Uniti Donald “Trump, la sua amministrazione e il suo apparato di intelligence sanno bene che qualsiasi guerra contro l’Iran non resterà confinata ai bordi dell’Iran”,
ha detto Sayyed Hassan Nasrallah in un discorso televisivo del venerdì trasmesso in diretta da Beirut.

“Qualsiasi guerra contro l’Iran significherebbe che l’intera regione sarebbe incendiata”, ha osservato, avvertendo che gli interessi degli Stati Uniti nella regione saranno annientati se scoppierà una tale guerra.

“Tutte le forze e gli interessi statunitensi nella regione saranno colpiti e coloro che hanno cospirato (con loro) pagheranno il prezzo: prima Israele, poi la dinastia degli Al Saud”, ha aggiunto Nasrallah.

All’inizio di maggio, l’amministrazione Trump ha annunciato piani per rafforzare la presenza militare di Washington in Medio Oriente per contrastare le “minacce” iraniane non precisate, subito dopo aver indurito le sanzioni petrolifere contro la Repubblica islamica.

Tuttavia, dopo diverse guerre di parole con i funzionari iraniani nelle ultime settimane, Trump ha gradualmente ammorbidito il tono, sottolineando che il suo paese non è affatto intenzionato ad un conflitto militare con l’Iran.

Lunedì, durante una visita in Giappone, Trump ha usato un tono più conciliante, dicendo che gli Stati Uniti non stavano cercando un cambio di regime in Iran e che la Repubblica islamica “ha la possibilità di essere un grande paese anche con la stessa leadership”.
Affare del secolo un “crimine storico”

Nelle sue osservazioni del venerdì, Nasrallah ha anche criticato il cosiddetto piano di pace di Trump per il Medio Oriente e ha detto che gli Stati Uniti descrivono come “l’affare del secolo” un “affare del vuoto, del nulla” e un “crimine storico”.

“Questo accordo sarebbe una perdita di diritti palestinesi, arabi e delle masse islamiche”, ha detto Nasrallah.

È un obbligo religioso, morale, nazionale e politico di opporsi [al piano di pace USA-Sionista ], poiché si tratta di un accordo che è ingiusto ed è contrario ai diritti dei luoghi santi”.

Ha detto “la responsabilità è chiara, dobbiamo contrastare questo accordo e siamo in grado di ostacolarlo”.

Secondo Nasrallah, la situazione attuale mostra che il piano è già in via di fallimento.

Hezbollah, reparti in parata

“Gli Stati Uniti, Israele e altri regimi della regione stanno lavorando per attuare l’accordo, in parallelo c’è un asse della Resistenza che si oppone”, ha spiegato. “C’è un conflitto tra le due fazioni, e spero che possiamo prevenire il crimine storico che potrebbe verificarsi nella nostra terra”.

Nello stesso giorno gli iraniani sono scesi in strada in massa per celebrare l'”International Qud Day” (la giornata mondiale di Gerusalemme), dopo che il leader della rivoluzione islamica Ayatollah Seyyed Ali Khamenei ha definito le celebrazioni di quest’anno più importanti che mai. Manifestazioni di massa per Gerusalemme si sono svolte in tutti i paesi arabi sotto lo slogan “giù le mani da Gerusalemme”.
Nasrallah ha anche sottolineato le capacità militari del fronte di resistenza contro il regime israeliano, dicendo: “La resistenza palestinese oggi è in grado di colpire Tel Aviv e quanto si trova al di là di quella, come è in grado di colpire tutti gli insediamenti sionisti”.
Il leader di Hezbollah ha detto che anche i libanesi Hezbollah dispongono di missili guidati con precisione in grado di “cambiare il volto della regione”.

“Abbiamo in Libano razzi di precisione che sono in grado di indirizzarsi su determinati posti in Israele e questo cambierebbe il volto della regione”, ha detto, aggiungendo che il movimento di resistenza risponderebbe a qualsiasi aggressione israeliana su qualsiasi obiettivo di resistenza in Libano “rapidamente, direttamente e fortemente .

Nota: Nasrallah si è riferito nel suo discorso all’Asse della resistenza, indicando con questo l’alleanza costituitasi fra Siria, Hezbollah, Iran, a cui si è unito l’Iraq. Si tratta dei paesi che hanno combattuto contro i gruppi terroristi jihadisti armati e sostenuto dall’Occidente e dall’Arabia Saudita e che si oppongono ai piani di espansione di Israele appoggiati dall’Amministrazion e USA (annessione di Gerusalemme Est, del Golan siriano e della Cisgiordania). I tre paesi , sostenuti anche dalla Russia, hnno consolidato di recente il loro coordinamento in vista di nuovi attacchi da parte degli USA e di Israele. Una riunione si è svolta negli scorsi giorni a Baghdad, dove è stato costituito il centro di coordinamento.

1 commento

  • Eugenio Orso
    1 Giugno 2019

    Nasrallah è un politico intelligente, che ha compreso la manovra destabilizzante dell’asse del male a guida usa.
    Manovra che ha come presupposto indispensabile le sanzioni usa all’Iran e come prosieguo, probabilmente, provocazioni tali all’Iran da spingerlo alla guerra …
    L’obbiettivo è proprio incendiare tutto il Medio Oriente, perché ora, dopo l’intervento russo in Siria e la vittoria irakena contro i mercenari isis, la strada è (quasi) sgombra da Beirut a Theeran. Proprio quello che gli immondi demoni principali dell’asse maligno – usa, ebrei e sauditi – non volevano che accadesse.
    Tuttavia, sembra che negli usa ci siano dei dissensi, in proposito, nell’amministrazione federale e fra i militari …
    Resta solo da sperare che prevalgano, nel cuore dell’asse del male, cioè in usa, coloro che non vogliono rischiare una vera e propria guerra con l’iran, anche se la pressione criminale e guerrafondaia di neocon, ebrei e sionisti è fortissima.

    Cari saluti

    P.S.. devo precisare che se non amo i musulmani in generale, ho qualche forte simpatia per gli sciiti in particolare, da Nasrallah agli iraniani e agli alawiti siriani …

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