Le vere ragioni del sostegno del Sud del mondo alla Russia

L’Occidente riconosce ora sempre più che la narrativa atlantista contro Mosca non trova un massiccio sostegno nel mondo non occidentale, sia in Africa, Asia o America Latina. A tal punto che i rappresentanti dello spazio occidentale stanno cercando di trovare spiegazioni – in realtà sono molto lontani dalla verità.

Che siano i capi di alcuni regimi occidentali, in Francia in particolare, a mettere in guardia “ contro un indebolimento dell’Occidente di fronte all’emergere dei BRICS” o gli autoproclamati esperti dello stesso piccolo spazio – l’osservazione è de -fatto molto di più nel complesso dei fattori che hanno determinato tale situazione.. L’Occidente comincia timidamente a riconoscere che, in quanto estrema minoranza planetaria, incontrerà molte difficoltà di fronte alla stragrande maggioranza del mondo.
In un articolo scritto per Asia Times , l’economista Jose Caballero cerca di spiegare in particolare il successo della Russia con i paesi del Sud del mondo con “la diplomazia della memoria” che Mosca porta avanti con successo, soprattutto in Africa. E con il risultato, al contrario, dell’insuccesso del regime di Kiev e dei suoi sponsor occidentali nell’affermare la loro narrativa ostile contro lo Stato russo.

Tra i “consigli” che il suddetto economista dà a Kiev, ci sarebbe quello di cercare di sfruttare le “somiglianze tra la sua lotta nazionale” e quelle delle esperienze dei paesi del Sud. Secondo lui, invece di focalizzare il discorso sulla Russia, sarebbe più saggio (per l’asse Nato-Kiev) cominciare a costruire “memorie” condivise con il Sud del mondo, “concentrandosi sui punti in comune della vittimizzazione”.

Allo stesso tempo, chiede esperienze positive comuni tra l’Ucraina e il Sud del mondo, pur riconoscendo che ora è abbondantemente chiaro che qualsiasi paese che tenti di sfidare l’immagine della Russia come agente antimperialista – si impegnerà in una lunga battaglia .

Rivolta africana contro il neo colonialismo

In termini di prospettive, è giusto dire che tale approccio è molto semplicistico, anche se ha almeno il merito di riconoscere le difficoltà di coloro che continuano a chiamarsi “comunità internazionale”. Che non lo sono mai stati, non lo sono e non lo saranno mai. Semplicistico perché per poter parlare di “esperienze e ricordi positivi comuni” bisognerebbe ritornare su alcuni aspetti strategici.

Sebbene l’Ucraina sovietica abbia ovviamente partecipato alle relazioni privilegiate dell’URSS con l’Africa, tutte le decisioni importanti nel quadro della cooperazione con i paesi africani sono state prese a Mosca, e certamente non a Kiev. E in modo ancora più generale, sono tutti i popoli che componevano l’Unione Sovietica a poter vantare in qualche modo rapporti strategici con il continente africano durante il periodo della decolonizzazione e quello che ne seguì. A patto di non sputare proprio sul passato sovietico, perché altrimenti come potrebbero aggrapparsi ad esso Kiev e i suoi sponsor occidentali?

In secondo luogo, quando un paese glorifica apertamente i criminali nazi-banderisti come parte della sua storia, è altamente improbabile che ciò trovi apprezzamento presso i paesi del sud. Che siano africani, asiatici o latinoamericani. E che dire della recente affermazione del segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina, Oleksiï Danilov, che afferma pubblicamente “che i russi sono asiatici e quindi non hanno la stessa concezione di umanità”. A differenza degli ucraini che sono europei.

Al di là dell’ennesima frase razzista di tale personaggio così rappresentativo dell’ideologia banderista di Kiev, nonché del fatto che non è certo l’Occidente, responsabile nel corso della sua storia coloniale e neocoloniale dei peggiori crimini contro l’umanità, che può essere considerato come un riferimento in termini di umanità, la domanda da porsi è la seguente: è così che i sostenitori dell’asse Nato-Kiev potranno trovare maggiore appoggio in Asia e più in generale nel mondo non occidentale?

La realtà è che davvero il piccolo mondo occidentale e affiliato oggi ha moltissime sfide da gestire. E non è certo con schemi semplicistici che potrà ottenere qualcosa di fattibile. La stragrande maggioranza dell’umanità sa analizzare perfettamente. E molto spesso molto meglio della minoranza occidentale. Tanto più che, malgrado i tentativi di manipolazione, prima o poi gli avversari dell’ordine multipolare finiscono comunque per mostrare il loro unico e vero volto. In questo senso non fanno altro che, loro malgrado, un grande servizio ai partigiani del multipolarismo. La stupidità e l’arroganza finiscono sempre per distruggere chi le applica.

Mikhail Gamandiy-Egorov

Fonte: Observateur Continental

Traduzione: Gerard Trousson

2 commenti su “Le vere ragioni del sostegno del Sud del mondo alla Russia

  1. Vi sono elementi, uno è la dichiarazione d’intenti dei BRICS in Sudafrica, che lasciano la stucchevole sensazione che la creazione dei due blocchi sia funzionale alla nascita definitiva di un vero governo mondiale. In sostanza si procede come in politica, creati i blocchi che abbracciano quasi tutta la popolazione, trovano poi l’ accordo a danno della stessa.

  2. Tutto ciò, quando in realtà il Sud è Su (lo dice la stessa parola), come da planisfero di frate Mauro (1450), fino a prima che il mondo fosse messo a soqquadro con il colonialismo, creando distorsione percettiva nelle menti dei popoli. L’attuale è un mondo alla rovescia.

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