Le vere ragioni dei gilet gialli

di  Gabriele Sannino


Il movimento sociale dei gilet gialli in Francia prende il nome dal giubbotto catarifrangente che i conducenti di mezzi pesanti (e non solo) devono indossare in caso di incidenti per rendersi visibili e non rischiare la vita.
Se c’è una ragione che accomuna tutti i cittadini che in questi giorni stanno indossando questo giubbotto durante le manifestazioni di Parigi è proprio l’invisibilità sociale.

I gilet gialli manifestano per moltissime ragioni e ogni giorno questo movimento vede ingrossare le sue fila proprio perché i “perdenti” sono sempre di più, a fronte di pochissimi vincitori.
La Francia non se la passa bene come pensiamo. Anche lì abbiamo l’euro moneta-debito centellinata alla fonte, e anche lì abbiamo pignoramenti ai beni, ai servizi e ai diritti dei cittadini spacciati per “riforme”.
La sensazione che accomuna queste persone è che ormai hanno perso tutto, mentre lo stato – semplicemente – se ne frega.
Il ceto medio in Francia, così come in Germania e in tutta Europa, sta scomparendo, e quando si arriva a questo, la cosa si fa sempre pericolosa, come la storia insegna.
Anche se la miccia è stata originata da un aumento della tassa sul diesel di 6,5 centesimi per motivi ecologici, sono la pressione fiscale e la mancanza di lavoro nel complesso a far esplodere la rabbia.
In realtà le ragioni di questa esplosione sociale sono ormai molteplici: anche in Francia, infatti, abbiamo cassintegrati che lavorano poche ore a settimana, giovani precari che lavorano a chiamata, famiglie i cui stipendi non bastano più viste le tasse, il carovita, gli stipendi bassi, la privatizzazione di tutti i servizi e chi più ne ha più ne metta.
I gilet gialli, dunque, rappresentano la miseria sociale, il disprezzo che il galoppino dei Rothschild Emmanuel Macron prova quando implementa le sue “riforme”.
Egli sta tartassando il ceto medio e basso solo per adempiere alle direttive di chi lo ha messo lì. Macron è l’ennesimo commissario liquidatore in favore del futuro super stato europeo.
La mossa di fare una moratoria di sei mesi per le accise sui carburanti nel 2019 è semplicemente ridicola: del resto, lui non può fare altro, perché non lavora per il popolo ma per i banchieri.
E’ davvero sconcertante come, in Italia così come in Francia, fior di “intellettuali” si schierino col presidente e le sue politiche al grido di “populismo”, “feccia indistinta” , asserendo che ciò che chiede il popolo è semplicemente irrealizzabile.
Questi intellettuali sono i soliti servi del potere, i leccapiedi (categoria che non è mai mancata nel corso della storia) e deficitano non solo di buonsenso ma – in primis – di onestà intellettuale.
Una delle riforme di Macron, del resto, contestata in piazza è il cosiddetto Job Act francese: in buona sostanza, con la scusa di aumentare la platea dei lavoratori, egli ha precarizzato e sottopagato ancora di più le condizioni complessive dei lavoratori, allargando i contratti capestro definiti “a progetto” non solo al settore delle costruzioni ma a tutti gli altri settori economici e produttivi, e fissando i risarcimenti in caso di licenziamenti illegittimi a un massimo di 15 giorni di salario per ciascun anno di anzianità nel caso di aziende sotto i 10 dipendenti, e 30 giorni per quelle che ne hanno di più.
Insomma, con questo decreto Macron ha istituzionalizzato la povertà di massa, rendendo impossibile e finanche inutile qualsiasi ricorso alla giustizia.
Nel 2017, Macron ha eliminato anche la tassa patrimoniale: con questa mossa, i ricchi pagano poco e non proporzionalmente, mentre sempre più tasse cadono a pioggia sui ceti medi e bassi.
Il pretesto sia per quest’ultimo provvedimento che per il Job Act è che gli imprenditori non devono scappare, ma si tratta di un inganno, dato che i piccoli imprenditori sono e restano tartassati, mentre chi paga di meno sia il costo del lavoro che le tasse sono solo le grandi multinazionali e/o conglomerati, che già usano cavilli legali per sfuggire alla tassazione.
I gilet gialli non vogliono entrare in politica, o meglio lasciano anche la libertà di farlo a livello locale e finanche nazionale, ma vogliono un restare un movimento di popolo, di piazza, perché istituzionalizzarsi comporta in genere il fagocitamento e il probabile spegnimento delle rivendicazioni.
Essi considerano l’Europa la causa di tutti i mali, dato che ormai è un mostro giuridico ed economico che ha preso il sopravvento sulle nazioni e le loro costituzioni.
Il movimento è già attaccato dal sistema coi soliti mezzucci: si minacciano i portavoce e si infiltrano persone violente nei cortei per farli sembrare tutti dei pazzi e degli scalmanati.
Il loro obiettivo, ormai, è eliminare Macron, giudicato – non a torto – uomo dei poteri forti.
Il movimento dei gilet gialli, dunque, rischia di diffondersi in tutte le altre nazioni del vecchio continente, dato che tutte ormai hanno gli stessi e identici problemi.

Leggo qua e là sul web e su alcuni giornaloni dei soliti intellettualoidi che per noi è impossibile una ribellione come quella francese: ebbene, sappiate anche qui il popolo è stanco, e se Lega e 5 stelle non porteranno a termine i loro progetti e se questi non porteranno benessere, alla gente non mancherà che agire in questo modo.
La crisi economica creata a tavolino dai poteri forti, ormai, è stata scoperta e sta generando una reazione prevedibile.
Il mio consiglio all’élite è semplicemente uno: cambiate Pianeta.

11 Commenti

  • Idea3online
    10 Dicembre 2018

    Chi è lo sponsor? Certamente non è Soros.

  • Idea3online
    10 Dicembre 2018

    Il mio consiglio all’élite è semplicemente uno: cambiate Pianeta……

    Chi ha scritto l’articolo vive sulla Luna……dovrebbe scendere con i piedi per Terra e farsi osservare dall’Occhio dell’Elite.

    • atlas
      11 Dicembre 2018

      infatti. In usa sono secoli che è così e nessuno cambia nulla. Privato e capitalismo. In Francia, altro paese latino di merda, ci sono milioni di stranieri parassiti che minano l’identità nazionale, ma sono anche la conseguenza di una giudeizzazione terribile del passato che li ha visti colonizzare nel mondo. Ben gli sta quindi. Poi, con tutta questa mediatizzazione, chissà cosa c’è sotto…io ho i miei limiti, ma tutto mi sembra meno che qualcosa di spontaneo o organizzato da una base popolare uniforme (che non può esserci). Di sicuro dopo Macron non faranno mai arrivare la Le Pen, l’unica che servirebbe veramente. Forse vogliono allertare piano piano i paesi europei unendoli ad una militarizzazione graduale sempre più americana in vista di una guerra alla Russia ? E poi attenzione all’€; se si esce in queste condizioni veramente si fa la fame anche qui. E non si può più neanche andare all’estero perché ci riderebbero in faccia, ne ho parlato proprio qualche giorno fa in Tunisia visto che il loro Dinaro con la democrazia è caduto molto in basso, ma mi hanno ricordato col loro orgoglio il tempo di Ben Ali e la lira negli anni ’98 sino a quando non entrò in circolazione l’€ i primi anni 2000: non avevamo per nulla da fare affari in Tunisia come in tanti altri paesi, ed è vero !

  • Andrea Pilati
    11 Dicembre 2018
  • Monk
    11 Dicembre 2018

    Atlas, la fame si fa con l’Euro, cosa farnetichi? Vuoi salvare il salvabile da classico italiota che si accontenta pur di non fare casino? Non è da te scrivere così ed essere servizievole con l’euromafia.

    • atlas
      11 Dicembre 2018

      Grazie al mio Dio non ho mai fatto la fame in vita mia né con la lira né con l’€.

      Non vorrei nemmeno cominciare ora, piuttosto crepo con le armi in mano, ma ne porto tanti con me di piemontesi, a cominciare dai senzadio che ancora mi considerano ‘italiano’. Ancora non hai capito che non me ne frega nulla se non di me stesso e della mia Famiglia ? Il mio futuro non è di certo qui in questo paese di bastardi traditori del Fascismo. Io me ne vado dove mangio bene, c’è il mare e belle donne che mi massaggiano dalla mattina alla sera. E questo lo faccio ormai quasi da 20anni grazie alla forza soprattutto dell’€ all’estero

  • Sed Vaste
    11 Dicembre 2018

    Primo Soros e’ sempre dietro a tutto. xche’ soon I soldi che smuovono tutto ,secondo che un musulmano italiano venga a dare lezioni di etnia sarebbe un prodigio di coglioneria accettare critiche da un viscido simile camuffato da italiano terzo finche’ I gilet gialli spruzzano merda con I cannonI dei trattori contro I palazzi del potere viva I Frances I che hanno tirato fuori le palle non come gli Italian I che le hanno tirate fuori solo per gli alberi ,Su macron trattasi di checca giudea ventriloquo ebreo nelle Mani di Attali l’Ebreo pigmalione e magari anche suo infarcitore

    • Monk
      11 Dicembre 2018

      Atlas, sei un privilegiato, cosa ti alteri a fare sui social se l’euro ti fa vivere così bene e sono felice per te, intendiamoci, invidia e gelosia sono pecche che non mi appartengono. Concordo nell’odio che provi per gli italici ma ahimè, lo sono pur’io e un giorno farò harakiri

      • atlas
        11 Dicembre 2018

        privilegiato ? Rispetto a tanti sì. Ora però. Ma vengo pur sempre dal popolo Napolitano e Siciliano, dalla strada dei quartieri popolari bob dalle ville di Arcore e 7anni di carcere di cui 4 e mezzo speciale politico in isolamento non li auguro se non ai miei peggiori nemici, i piemontesi invasori. Nei precedenti 7 nei cc non ho mai visto nulla di bello, se non che la vita militare di polizia è cmq formativa. Come leggi ho un diritto che mi sono guadagnato ad avere una visione politica Sociale e Nazionale a favore popolare della mia Nazione e della mia gente, le Due Sicilie, evitando il più possibile di odiare nessuno se non gli ‘eletti’ democratici e chi ci vuole male. La mia è solo una proclivicità alla circolazione di idee, con attenzione però: non mi fiso proprio di nessuno qui, nemmeno dei miei paesani. Tutti se ne stavano al mare quando io stavo a 48gradi in cella a Trapani, ora tocca a me, guerre le faccio solo per me stesso. Se tra i piemontesi o italianizzati e ce ne sono, vi sono persone degne che riconoscono il nostro Stato, sono colte e intelligenti e non maligne nessuno mi vieta di bere anche un caffè con loro e fumarmi tante sigarette in un confronto costruttivo. Ciao e auguri anche di buone feste, il tuo Dio ti aiuti.

        • Monk
          12 Dicembre 2018

          Buone feste anche a te e famiglia, Atlas.
          Non ho nessun Dio, sono profondamente ateo anche se pronto alla redenzione nel caso in cui la luce dovesse abbagliarmi, ma mi reputano una persona buona e rispettosa, questo mi basta.

          • atlas
            12 Dicembre 2018

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