Le truppe turche sostengono i terroristi nei combattimenti a Idlib, nel nord della Siria

Damasco. I gruppi terroristici che attaccano l’esercito siriano a Saraqeb, nella provincia di Idlib, sono supportati dall’artiglieria turca e dai missili antiarei portatili di Fabbricazione USA, forniti ai miliziani jihadisti, come rivelato da fonti militari russe.

La città menzionata, vicina all’autostrada che collega Damasco con Aleppo, è stata riconquistata dalle forze siriane, ma una continua controffensiva degli estremisti l’ha tagliata fuori e in questi momenti si combatte intensamente nella periferia e all’interno della località, come hanno riferito i rapporti delle fonti militari. Negli scontri i gruppi jihadisti hanno formato una forza d’urto composta da membri del Partito Turkestan, con truppe in maggioranza dell’etnia cinese degli Uiguri, oltre al Tahrir Al Sham , in precedenza Fronte Al Nusra, assieme al FLN, i cui componenti facevano parte del così detto Esercito Siriano Libero, finanziato e sostenuto da Ankara, come più volte denunciato dalle autorità siriane.

Mappa dei combattimenti fra Siria e Turchia

La città di Saraqeq, dove non esiste più in pratica una popolazione civile, si trova a meno di 30 Km. a sud di Idlib, capitale dell’ultima provincia che era diventata l’ultimo bastione dei terroristi jihadisti nel nord della Siria. Le truppe turche sono installate a nord della provincia di Aleppo e Hasaka dalla fine del 2016, quando avvano iniziato una offensiva contro i gruppi curdi, senza l’autorizzazione della Siria.

Nel settembre del 2018, sia la Russia che l’Iran avevano avviato i negoziati con la Turchia a Sochi per stabilire una zona di pacificazione (de-escalation) nelle suddette regioni, con una tregua successiva che non è mai stata rispettata dalle organizzazioni terroristiche.

La stampa di Damasco ha citato oggi le dichiarazioni della Maria Zajarova, la portavoce russa del Ministero degli Esteri, secondo la quale Idlib è divenuta una roccaforte per una alleanza terroristica e ha ritenuto che la violazione del memorandum russo-turco di Sochi sia uno dei motivi principali del deterioramento della situazione.

Tuttavia secondo i rapporti, la Zajarova ha aggiunto che “oggi le consultazioni, che erano iniziate il giorno prima ad Ankara, continueranno fra la delegazione del governo congiunto russo e i rappresentanti turchi e verrà discussa una vasta gamma di questioni relative alla situazione in Idlib.

Di sicuro non aiutano le ultime dichiarazioni fatte dal premier turco Erdogan, il quale ha annunciato l’intenzione della Turchia di rivendicare l’annessione della provincia di Idlib ad Ankara. Fatto questo ritenuto inammissibile dalla Siria e dalla Russia che ha più volte proclamato di essere intervenuta in Siria in difesa della integrità territoriale della Siria. Queste dichiarazioni potrebbero portare ad un allargamento della guerra piuttosto che ad una de-escalation.

Fonti: Hispan Tv- Prensa Latina

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

3 Commenti

  • La soluzione
    27 Febbraio 2020

    Erdogan sta esagerando. E ora di rimuoverlo, non è affidabile.

  • eusebio
    28 Febbraio 2020

    Nella giornata di ieri mentre ErdoCane mandava i suoi fantaccini a morire a decine sotto le bombe per riprendere Saraquib, affiancando i “ribelli” uiguri, che sono si ribelli ma contro il governo cinese, e non si capisce dove sono i soldati cinesi visto che siriani, russi e iraniani stanno combattendo contro cittadini cinesi, le forze siriane riprendevano decine di località a sud-ovest di Saraquib e si portavano a pochi chilometri da Jisr al Shugur e dalla stessa Idlib, che ora è minacciata da sud-ovest, est e nord-est.
    Nell’attacco sono morti decine di jihadisti indebolendo ulteriormente le difese di Iflib, difesa ormai quasi solo dai oldati di ErdoCane, il quale minaccia di mandare centinaia di migliaia di profughi in Europa se non ferma la Russia.
    Ma visto che dietro la Russia c’è la Cina perchè non le attacca direttamente lui?

    • atlas
      28 Febbraio 2020

      la Cina è più presente nel golfo persico, con la sua marina militare in appoggio a quella iraniana. La scuola di guerra la conoscono. E l’India è in riserva. I fronti sono più di uno

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