Le truppe statunitensi sono state attaccate nella Siria orientale, come riferito da un portavoce del Pentagono

“Posso confermare che c’è stato un fuoco indiretto [sparato] a Konoko (un giacimento di petrolio e gas nella provincia siriana di Deir ez-Zor, dove si trova la base americana). Al momento, secondo le prime segnalazioni, non si registrano perdite, feriti o danni alle strutture”, riporta il testo del messaggio.

Fonti locali della agenzia SANA hanno riferito di un’esplosione sabato in un impianto di lavorazione del gas di Conoco vicino ad una base militare statunitense.

Domenica scorsa, la Siria ha affermato che l’esercito americano ha trasportato dalla Siria in Iraq più di 45 camion e autocisterne pieni di petrolio e grano. Nel settembre dello scorso anno, il ministro degli Esteri siriano ha accusato Stati Uniti e Turchia di occupazione illegale e sequestro di giacimenti petroliferi.

Mosca ha ripetutamente richiesto a Washington di porre fine alla sua occupazione degli impianti petroliferi nel nord-ovest della Siria. La Russia ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno derubando apertamente e senza tante cerimonie i giacimenti petroliferi appartenenti al popolo siriano e allo stesso tempo vietando la fornitura di petrolio alla Siria.
Questo suscita indignazione e ripulsa nella popolazione siriana mentre in occidente la questione viene ignorata e oscurata dai media.

Nelle ultime settimane si sono verificati attacchi di ritorsione contro le forze occupanti statunitensi e le loro basi illegali costituite nel nord est della Siria. Gli attacchi provengono da gruppi autonomi della resistenza contro l’occupazione degli USA e dei loro alleati.

Base USA attaccata dalle forze della Resistenza

L’amministrazione USA di Biden si trova attualmente sotto pressione per rispondere ai crescenti attacchi contro le truppe statunitensi in Iraq e Siria
Come scrive la rivista “Politico”, il conflitto sta ancora una volta mettendo alla prova la determinazione di Biden di allontanarsi dai decenni di guerra americana in Medio Oriente.
Una serie di attacchi della milizia appoggiata dall’Iran contro gli americani in Iraq e Siria sta accumulando nuova pressione sul presidente Joe Biden, con alcuni esponenti repubblicani che criticano il suo approccio come insufficiente e inefficace.
Le truppe e i diplomatici statunitensi in Iraq e Siria sono stati presi di mira in sei attacchi con razzi e droni solo questa settimana , incluso quando almeno 14 razzi hanno colpito una base in Iraq mercoledì, ferendo due membri del servizio degli Stati Uniti. Questo sviluppo è l’ultimo di un’escalation avanti e indietro tra i gruppi della milizia appoggiati dall’Iran, che hanno intensificato gli attacchi alle truppe statunitensi negli ultimi mesi, nonostante l’obiettivo dichiarato di Biden di deterrenza attraverso attacchi aerei di rappresaglia, continua Politico.
I repubblicani questa settimana hanno criticato l’approccio del “minimo su minimo” di Biden, osservando che i suoi due attacchi di rappresaglia non sono riusciti a scoraggiare gli attacchi delle milizie sciite. Piuttosto tali attacchi si vanno intensificando, visto che le truppe USA non accennano a ritirarsi dal paese, come richiesto dal Parlamento e dal Governo iracheno (questo Politico non lo dice).

I repubblicani richiedono una azione di maggiore forza contro le forze della resistenza in Iraq, quelle che gli USA continuano a definire come “delegati iraniani”, ignorando che sono reparti inquadrati e facenti parte dell’esercito iracheno.
L’Amministrazione Biden ed i democratici temono che gli Stati Uniti possano essere ancora coinvolti in un conflitto prolungato in Medio Oriente che comporterebbe altro invio di truppe e rischi di allargamento del conflitto. Tuttavia l’Amministrazione Biden percepisce che la situazione attuale sta diventando insostenibile e gli attacchi rappresentano una forma di guerriglia che non potrà essere fronteggiata senza una strategia adeguata.

Milizie sciite di Kata’ib Hezbollah in Iraq (attaccano le basi USA)

Le forze della resistenza in Iraq e Siria sono sempre più strettamente collegate fra loro e questo guasta i piani di Washington che vorrebbe tenere separati i due paesi, Iraq e Siria, per avere la situazione sotto controllo.
Il controllo ormai sta sfuggendo di mano agli USA che si trovano a dover decidere mentre la loro impopolarità e l’odio verso gli occupanti americani continua a crescere in entrambi i paesi. Il rischio per i militari americani sta diventando molto alto e il malumore cresce anche fra le truppe statunitens
i.

Fonti: Sana – Politico – Press Tv

Traduzione, sintesi e note: Luciano Lago

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Quello che gli altri non dicono

© 2024 · controinformazione.info · site by GDM