Le Sfide del 2021 e Il collasso del vecchio sistema

di Luciano Lago

Nel tracciare un bilancio di quello che è stato l’anno 2020 non si può non considerare la pandemia del Covid 19 come l’evento più importante e negativo con i suoi molteplici effetti che hanno sconvolto l’assetto sociale dei paesi più colpiti: dall’aspetto sanitario, a quello politico, sociale ed economico.
Fra le conseguenze più evidenti, il virus ha messo in crisi il modello di sviluppo economico e sociale che fino ad oggi è stato dominante in tutto l’occidente: il modello capital liberista.
Quanto è accaduto ha reso urgente la necessità di ripensare nuovi modelli di sviluppo, dove sia determinante il ruolo rilevante che deve svolgere il settore pubblico, lo Stato, la cui azione dovrà essere ben maggiore di quella che ha avuto negli ultimi decenni nelle società liberali. Uno Stato che, per quanto screditato in Italia come burocratico, inefficente, arretrato, deve pur sempre essere uno Stato che deve provvedere ai bisogni sociali dei cittadini, dall’assistenza sanitaria, all’istruzione, alle infrastrutture ed ai servizi pubblici, evitando di dover affidare questi settori alla mano privata degli interessi e delle speculazioni. Episodi drammatici come il crollo del ponte Morandi a Genova avevano già mostrato l’inadeguatezza di tale modello.


Un nuovo modello di sviluppo dovrebbe essere incompatibile con il neoliberismo sfrenato che si accaniva a privatizzare i servizi pubblici e considerare come settori di profitto anche quelli della sanità pubblica e dei servizi sociali. Fuori dubbio che lo Stato che i cittadini vorrebbero vicino ai propri bisogni dovrebbe essere un organismo la cui connotazione e azione dovrà essere ben maggiore di quella che ha avuto negli ultimi decenni per garantire gli interessi della collettività.
Lo stesso avviene per quanto riguarda la revisione, la messa in discussione e persino un cambiamento fondamentale di quello che è stato il sistema di globalizzazione promosso fino ad oggi per gli interessi delle oligarchie economiche transnazionali. Risulta sotto glli occhi di tutti che la globalizzazione liberista ha fatto accrescere in modo esponenziale le disuguaglianze e l’arricchimento di alcune oligarchie economiche e finanziarie a scapito di tutti gli altri, lavoratori e semplici cittadini tagliati fuori dai settori produttivi ad alta specializzazione.
Questo implica la ricerca e la lotta per nuovi modelli di partecipazione sociale, nuove strutture sociali dove la popolazione possa avere garantiti i propri diritti in un ampio spettro di bisogni, senza dovere subire processi di marginalizzazione ed esclusione sociale.
Si deve considerare ormai obsoleto il vecchio modello di democrazia con la presa in giro che la partecipazione della società si limiti ad andare ogni tanto a votare e credere che così sia garantita la democrazia del sistema.


Il nuovo modello che le oligarchie di potere attualmente vogliono imporre , vuole essere quello della automazione dei processi produttivi e della informatizzazione di tutti i settori, dai servizi amministrativi all’istruzione, con il telelavoro che diventa una misura generalizzata. Un sistema spersonalizzante dove viene limitata al massimo la socializzazione, il lavoro collettivo, la creazione culturale, oltre al raggruppamento di persone, di lavoratori e di studenti in particolare.

Il tracciamento ed il controllo sociale, con le vaccinazioni, il patentino di quelle, il divieto nell’uso del contante, le limitazioni agli spostamenti ed i divieti di assembramento tendono a divenire una costante nel nuovo modello di controllo sociale di massa a cui le elite mirano. La pandemia ha fornito il pretesto alle elite di potere per attuare quel grande cambiamento (grande reseat) che esse consideravano necessario per perpetuare il dominio economico ed il controllo politico delle popolazioni.
Il disastro causato dal covid ha determinato il collasso in vasti rami dell’economia. Il blocco dei locali pubblici, di ristorazione, alloggio e sport e spettacoli ha portato alla crisi di tutti i settori legati al turismo con un effetto economico disastroso nei paesi in cui tale attività è prioritaria: in Italia, come in Spagna, in Grecia, Portogallo e negli altri paesi con una forte vocazione turistica, dal Messico, alla Thailandia, alla Repubblica Dominicana o Cuba. In Italia il settore turistico rappresenta il 13% del PIL e le perdite per quest’anno 2020 sono stimate in centinaia di miliardi di euro.
Così come nel turismo, si nota l’interruzione della catena di forniture che, nel modello capitalista si dava per scontata con la suddivisione internazionale del lavoro, dove si riteneva necessario fabbricare un prodotto e le sue parti di ricambio in paesi diversi, il che influisce su chi fornisce i componenti e su chi assembla il prodotto finale. La catena di approvvigionamento si è spezzata e, nella modifica di questa, bisognerà stare attenti perché la grandi imprese (con il sostegno dello Stato) cercheranno di recuperare le loro perdite a spese dei lavoratori, ricorrendo sempre a quello stato una volta denigrato, attuando il criterio per cui “i profitti sono privati e perdite pubbliche “.


Se qualcosa ha mostrato questa crisi sanitaria, è quanto sia inadeguato il modello di privatizzazione dei servizi sanitari a cui miravano i governi presi dalla frenesia neoliberista di tagliare la sanità e lasciare il campo libero alle strutture private. Le politiche di austerità dettate da Bruxelles e dagli organismi finanziari per alleggerire il peso dello stato hanno portato al disastro che si è visto in tutta la sua crudezza nel momento dell’emergenza. La tragedia è quella che gli stessi che hanno proceduto solertemente ai tagli sono i medesimi che adesso devono porvi rimedio.
In questo momento tutta l’attenzione della classe politica è dedicata agli aiuti dall’Europa, nell’attesa salvifica dei miliardi promessi con il “recovery Fund”. Questo dando per scontato che i soldi arrivino, gentilmente concessi da Bruxelles per salvare l’economia italiana, con l’esibizione di ottimismo che non considera la possibilità di un blocco di questi fondi da parte di paesi come l’Olanda, uno di quei paesi (assieme a Lussemburgo e Irlanda) che hanno sempre approfittato delle politiche di dumping fiscale della UE per fare i propri interessi a scapito dei paesi del Sud Europa.

Tuttavia la “favola” dell’Europa è come un giocattolo che viene dato in pasto all’opinione pubblica per far credere che l’appartenenza al consorzio finanziario della UE, dominato dalla Germania, sia un vantaggio piuttosto che un costo esorbitante. Il giocattolo si è però ormi rotto e presto verrà gettato fra le cose da rottamare, quando la verità verrà a galla.

Collasso del vecchio sistema


A livello internazionale non sembra che il nuovo anno ci porterà qualche cosa di buono ma piuttosto anche il 2021 sarà segnato, come l’anno precedente, da una continua politica di aggressioni, guerre, politiche di dominio e massima pressione che è continuata indenne contro: Iraq, Yemen, Palestina, Siria, Libano, Libia, Iran, Venezuela, Cuba, Caucaso meridionale, Sahara occidentale. Proseguirà la guerra commerciale con la Cina.
Si perpetuerà, come è facile prevedere, la violazione permanente delle risoluzioni internazionali riguardanti la Palestina, lo Yemen, la Siria, l’ Iraq, il popolo Rohingya, tra gli altri, con il carico di stragi ed omicidi mirati che è una costante nella politica estera delle grandi potenze dominanti, in particolare degli Stati Uniti, di Israele e dell’Arabia Saudita.
Nelle scorse settimane abbiamo assistito al cosiddetto “processo di normalizzazione” volto a continuare ad attuare la politica di colonizzazione e occupazione della Palestina e del Sahara occidentale, insieme alla protezione e al lavaggio dell’immagine di monarchie come Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Arabia Saudita e logicamente del regime sionista. Continueranno le politiche di ricatto attuate da USA e Israele, normalizzazione in cambio di finanziamenti ed armi, come avvenuto ultimamente nel caso dei governi del Marocco e del Sudan, quest’ultimo a cui Washington aveva promesso di rimuoverlo dalla lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo se avesse stabilito relazioni con Israele. Tutto questo coordinato, sponsorizzato e realizzato da Washington. Una politica vergognosa, ricattatrice, spregevole.
Niente di nuovo se non fosse che per il 2021 assisteremo, con estrema probabilità, al definitivo crollo dell’influenza dell’Impero americano, di fronte alla nuova realtà di un mondo che si preannuncia multipolare. Almeno questa è una novità positiva per il nuovo anno che è appena iniziato.


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6 Commenti
  • Idea3online
    Inserito alle 19:21h, 06 Gennaio Rispondi

    Non tutto quello che l’Essere Gigante nel cuore, in quanto nel passato furono tolti dalla terra da Dio, ma i demoni giganti come loro, come fossero dematerializzati, operano allo stesso modo, e rendendo Giganti semplici uomini come fossero posseduti,. Nel Passato, il diluvio fece tornare il mondo a misura d’uomo, a breve se siamo verso lo scontro tra il Bene ed il Male, verranno aperti i sigilli o il libro della Geopolitica Celeste. Quando Dio avvolgerà la terra con l’Apocalisse, tutti noi capiremo, che tutti i cuori giganti, non erano altro che esseri posseduti bambolotti nelle mani del burattinaio e dei burattinai. La loro forza è potentissima se non crediamo in Dio, se non crediamo nel Dio di Abramo, la loro debolezza saranno gli ebrei fedeli che anche questa volta come nel passato, un rimanente sarà il nuovo inizio ed tutti i figli della Luce seguiranno i martiri.

    Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

    C.E.I.: Matteo 24:28

  • Teoclimeno
    Inserito alle 19:37h, 06 Gennaio Rispondi

    Sarebbe più corretto dire: il pretesto della pandemia, e non “la pandemia ha fornito il pretesto”.

  • Emilio
    Inserito alle 20:01h, 06 Gennaio Rispondi

    FUND, non FOUND

  • Teoclimeno
    Inserito alle 05:12h, 07 Gennaio Rispondi

    Se vorremo evitare di fare la stessa fine di Costantinopoli, converrà smetterla di parlare del sesso degli angeli. Denunciando le quinte colonne che assediano il Bel Paese, come anche questo sito, per quello che sono: traditori della Patria al soldo del grande capitale anglo-sionista.

    • Teoclimeno
      Inserito alle 08:56h, 07 Gennaio Rispondi

      Scusate il lapsus calami: “in questo sito”.

      • Teoclimeno
        Inserito alle 09:01h, 07 Gennaio Rispondi

        Scusate ancora, ho riletto e devo dire che è più corretta la prima versione.

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