Le “rivoluzioni colorate” targate CIA NED possono essere fermate

di Luciano Lago

Gli avvenimenti ultimi del Kazakistan, e quelli precedenti della Bielorussia, dimostrano che la vecchia strategia USA delle “rivoluzioni colorate” per destabilizzare i paesi non conformi ed ottenere un cambio di regime può essere fermata e le trame della CIA, della NED e dell’M-16 possono essere neutralizzate per tempo.
L’intervento della forza di pace del CSTO, composta da forze speciali russe, bielorusse e di altri paesi dell’intesa, ha reso possibile prevenire una nuova Maidan dagli effetti pericolosi per la stabilità del continente euroasiatico.
Il tempestivo intervento russo ha fatto fallire i piani di Soros e dei suoi sodali che avevano investito parecchi milioni di dollari per fomentare rivolte in quel paese che viene considerato la porta d’ingresso dall’Asia nella Federazione Russa.
Allo stesso tempo, l’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (CSTO) sembra ora posizionarsi come la risposta efficace alle campagne di destabilizzazione occidentali nello spazio eurasiatico.

La Russia non permetterà che l’Occidente realizzi i suoi piani per trasformare il Kazakistan in un’altra Libia o Siria ai suoi confini asiatici.
La Russia ha 7.500 chilometri di confine con il Kazakistan e quindi ha il suo buon diritto per essere coinvolta nella questione del Kazakistan per la sua sicurezza nazionale, al di là dei legami politici ed economici che entrambe le nazioni mantengono.
L’invio di forze di pace russe in Kazakistan ha provocato l’ira dell’Occidente, che non vuole riconoscere il diritto di Mosca di spostare le sue truppe attraverso il territorio nazionale, né il diritto di Mosca ad avere la sua zona di influenza. Sembra che questa sia una esclusiva prerogativa degli Stati Uniti e dei loro alleati che fanno riferimento alle “minacce alla propria sicurezza” in qualsiasi parte del mondo.
Secondo molti analisti, dietro le violenze provocate in Kazakistan ci sarebbe la mano degli Stati Uniti, intenzionati a convertire questo Paese in un territorio con gruppi terroristici come ISIS (Daesh) e Al-Qaeda con l’obiettivo di avvicinarsi ai territori russi.

Forze russe in Kazakistan

I modelli di rivoluzione colorata si susseguono e si assomigliano tutti, alle varie latitudini. Cambia il contesto geografico, dal Venezuela all’Ucraina, alla Siria ed alla Georgia ma i servizi di intelligence come CIA e NED, le ONG occidentali della rete Soros e gli agitatori professionisti reclutati fanno capo tutti alle stesse centrali.
Sembra chiaro che gli sponsor statunitensi e britannici sono convinti di avere sempre e comunque l’impunità per la loro opera di destabilizzazione travestita da “esportazione di democrazia” ed altre finalità nobili, sostenute dalla loro campagne di propaganda. In qualche caso riescono nel loro intento, come in Ucraina, sebbene a metà di quanto si prefiggevano. Tuttavia la Russia di Putin gli ha iniziato a sbarrare il passo e il primo episodio eclatante è avvenuto in Bielorussia, a parte del clamoroso fallimento in Venezuela che ha permesso al sr. Guaidò (il fantoccio di Washington) di intascare i milioni di dollari destinati alla sovversione del paese e diventare ricco con quelli.

Dopo il fallimento della Rivoluzione Colorata in Bielorussia, anche lo schema applicato in Kazakistan sembra essere andato in pezzi. Il “giocattolo” della CIA/NED non sembra più funzionare, dovranno portarlo alla revisione.
Lo scenario ucraino, dove una minoranza – attiva, violenta, ben strutturata e coordinata, seguendo alla lettera gli ordini dei suoi sponsor, potrebbe far cadere un governo legittimo – difficilmente si concretizzerà. Sarà un successo innegabile per il futuro della CSTO e per il grande spazio eurasiatico in generale.
Il paese si va stabilizzando e la forza di pace pace rimarrà fino alla fine della sua missione, senza dare peso alle rimostranze di Washington che non ha nessun titolo per intromettersi nella questione, come gli è stato comunicato dal Ministero degli Esteri russo, in risposta alla richiesta di ritirare le truppe straniere dal paese. A questo proposito in Siria e Iraq stanno ancora aspettando il ritiro delle truppe di occupazione USA che non hanno alcun titolo per rimanere in quei paesi.
Il successo dell’operazione in Kazakistan costituisce un precedente che fornisce alla CSTO un ruolo importante per contrastare i prossimi inevitabili tentativi di rivoluzioni colorate che si verificheranno nello spazio euroasiatico, come sempre promosse dagli sponsor occidentali che sono alla ricerca di un modo di infiltrarsi nell’area e destabilizzare i paesi della cintura asiatica dell’ex Unione Sovietica. Quella che si è manifestata è una forma di solidarietà euroasiatica fra i paesi dell’aerea che sta coinvolgendo anche la Cina e i paesi dell’accordo di Shangai, (SCO), che riunisce Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, India, Pakistan e recentemente l’Iran, che ha iniziato la sua adesione a pieno titolo come stato membro.
Si tratta di paesi diversi ma che sono di fronte agli stessi pericoli e che sono ben decisi a una forma sempre più stretta di collaborazione mutua al di là delle loro differenze.

Le forze oscure della destabilizzazione internazionale troveranno sempre più difficile agire impunemente, a fronte di capacità di risposta rapide, coordinate ed efficaci. Tutto questo coinvolge i grandi paesi e le civiltà del continente asiatico, che rivendicano il loro pieno diritto alla sovranità ed alla difesa del proprio sistema sociale e politico, rifiutando modelli imposti da potenze neocoloniali che inseguono finalità di dominio e di egemonia.
Una lezione di principio che avrà i suoi effetti ad ogni livello
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