Le proteste non fermano l’agenda del Governo Draghi e dei suoi sodali

di Luciano Lago

Il governo Draghi prosegue nel suo percorso per traghettare l’Italia verso il nuovo ordine globalista ed imporre le sue ricette economiche .
Il banchiere è stato scelto come il personaggio più adatto per realizzare il programma grazie al suo prestigio ed alla sua capacità manageriale. Un fiduciario a pieno titolo delle elite finanziarie che metterà a punto tutte le fasi di tale programma.

La pandemia è stato il pretesto per mettere in atto il piano per la ristrutturazione del sistema economico e dell’ordine sociale, quello a cui mirano le elite di potere globaliste.

Lo status di emergenza continua è perfettamente funzionale a realizzare quel sistema di sorveglianza che gradualmente deve sostituire le libertà ed i diritti garantiti dalla Costituzione e dalle leggi. Con l’imposizione obbligatoria del green pass hano fatto un grande passo in avanti e ne seguiranno altri per il controllo delle persone.
La seconda fase prevista é la svendita di quanto rimane del patrimonio nazionale e la distruzione dell’economia reale e questa si realizzerà con l’imposizione di una nuova emergenza, quella della green economy , che prevede la decrescita, le tasse sulle energie fossili, su diesel benzina, gas, ecc.. Un enorme business finanziato dalle grandi centrali finanziarie speculative a scapito della produzione reale.
L’Italia sarà campo aperto per le multinazionali e per le grandi banche e dovranno fallire o essere acqusite tutte o quasi le piccole e medie aziende della filiera economica nazionale, con un piano parallelo di tassazione del risparmio e delle proprietà immobiliari.
Questo piano è troppo importante per trovare intralcio da parte delle proteste di qualche minoranza rumorosa e ostinata come quella dei portuali di Trieste. Non si può tollerare e per questo stanno entrando in azione le consuete tattiche per disarticolare e neutralizzare le proteste che rischiano di contagiare le tante piazze delle città italiane. Hanno usato il bastone a Trieste ed adesso inizieranno ad offrire la “carota” a chi si rassegna e si adegua, Stiamo preparati.

La protesta a Trieste


Il governo vuole assolutamente evitare che il contagio delle proteste si estenda e per questo prepara i suoi congegni anche a costo di provocare incidenti e repressione brutale dei manifestanti che sono considerati dal coro dei media asserviti come pericolosi ed irresponsabili.
A breve si vedranno gli sviluppi, basta attendere
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