"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le minacce di Trump stanno isolando gli USA dal resto del mondo

di Luciano Lago

Il ministro degli esteri delI’Iran, Mohamad Yavad Zarif, ha denunciato con forza la politica estera USA affermando che questa politica porta Washington a minacciare ogni paese che non si assoggetta all’egemonia USA .
In realtà la denuncia della politica attuata dall’Amministrazione Trump non proviene solo dall’Iran ma anche da altri diplomatici ed osservatori internazionali di paesi non allineati, dall’India, all’Egitto e all’Algeria, i quali stanno mettendo in guardia dai rischi di avere negli Stati Uniti un paese fuori controllo che fomenta guerre ed aggressioni mascherate in tutto il mondo per ripristinare la sua egemonia in fase di declino. Vedi: Russia, India, China Will Isolate America in Trade Battle

La strategia seguita dal Presidente Trump è una strategia pericolosa che può avere l’effetto di isolare nel mondo gli Stati Uniti e che rischia di inimicare Washington con i suoi stessi alleati, tramite il ripudio di tutti gli accordi internazionali sottoscritti, da quello di Parigi sul clima, al NAFTA, dal JPCOA (accordo sul nucleare sull’Iran), a quello del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, fino al ritiro dall’UNESCO.

Ne deriva che gli Stati Uniti oggi sono un paese inaffidabile e bellicoso ancora di più di quanto lo siano stati fino adesso. Un paese che viola tutti gli accordi internazionali e la legalità internazionale, che si è ritirato da tutti gli accordi multilaterali e rappresenta una minaccia per il mondo e, come conseguenza della sua politica, si ostina a difendere e proteggere Israele, che è il suo unico e vero e socio che viene difeso da qualsiasi accusa anche quando si rende protagonista di crimini come avvenuto ultimamente con il massacro dei palestinesi a Gaza che ha suscitato indignazione in tutto il mondo.

Pompeo con i sauditi

Gli Stati Uniti, per portare a compimento i loro piani di egemonia nella regione del Medio Oriente, si sono associati con la Monarchia Saudita, il paese che risulta il maggiore responsabile e patrocinatore del terrorismo jihadista e della diffusione del wahabismo, ideologia assolutista ed intollerante.
La grande minaccia per il mondo è oggi costituita da questa alleanza che si può definire la “Nuova Santa Alleanza” tra USA, Israele e Arabia Saudita. La prova di quanto sia nefasta ed oppressiva questa alleanza viene dal genocidio che i tre paesi stanno commettendo nello Yemen, un paese oggetto di una aggressione da parte dell’Arabia Saudita per causa della sua posizione strategica sul Golfo di Aden da cui passano le rotte del petrolio.

L’Arabia Saudita ha messo gli occhi sul questo paese, il più povero della regione, per assogettarlo e creare un governo fantoccio contro il volere della popolazione, in maggioranaza sciita, che si rifiuta di sottostare ad dominio della monarchia saudita. La fiera ed ostinata resistenza degli Houthi dello Yemen sta impedendo a Rijad di occupare il paese che da tre anni viene sottoposto a bombardamenti indiscriminati ed al blocco aeronavale delle forze USA-Saudite. La fame ed il colera, oltre ai bombardamenti, stanno facendo migliaia di vittime nell’indifferenza del mondo e con l’oscuramento dei media occidentali che non fanno trapelare notizie sui terribili crimini commessi in quel paese dalle nefasta alleanza tra USA, Arabia Saudita e Israele.

Donald Trump

In ogni regione del mondo le grandi nazioni emergenti, dall’India alla Cina al Pakistan, prendono le distanze da Washington e dalla sua pericolosa politica di provocazione e di sobillazione del terrorismo per ottenere il cambio di regime.
Gli ostacoli imprevisti che l’imperialismo USA ha trovato sul suo percorso, con la caparbia resistenza del popolo e dell’Esercito siriano e con l’intervento della Russia e dell’Iran, che, assieme alla Siria ed Hezbollah, hanno costituito un Asse della Resistenza, non hanno fermato la strategia di Washington ma, al contrario, hanno determinato una svolta sostanziale nei piani dell’Amministrazione USA e dei suoi strateghi per adeguarsi alla nuova situazione regionale.

Con Donald Trump alla Casa Bianca, dal momento della sua ascesa al potere, dietro consiglio del suo genero, l’ultra sionista Jared Kushner, Trump ha voluto sugellare questa sorta di “Santa Alleanza” inglobando Israele e l’Arabia Saudita, alleati fra loro e come propri consociati e partner privilegiati degli USA. Attualmente Netanyahu ed il príncipe Bin Salman, erede al trono della Monarchia saudita, rapresentano le due pedine essenziali per gli obiettivi di dominio ambiti da Washington nel Medio Oriente e gli stessi due personaggi, come soci dell’Imperialismo USA, rappresentano il maggior pericolo per i popoli del Medio Oriente, del Nord Africa e del mondo intero.

L’altro clamoroso esempio, che dimostra la totale dipendenza della politica di Washington dagli interessi di Israele, si trova nella recente dichiarazione di Trump di considerare Gerusalemme come capitale di Israele, violando d’un colpo tutte precedenti risoluzioni dell’ONU ed accordi internazionali. Un gran regalo fatto da Trump alla lobby sionista ed alla componente evangelica cristiano sionista della sua opinione pubblica interna agli States.
Lo sterminio e la pulizia etnica del popolo palestinese sarà il prezzo già concordato da Trump con il sangunario e genocida Netanyahu e accettato come contropartita per la guerra all’Iran dal principe saudita Bin Salman.
Obiettivo distruggere l’Iran

Forze iraniane in Siria

L’obiettivo primario di distruggere l’Iran, questa la vera ossessione che riunisce le tre ideologie: imperialismo, wahabismo e sionismo.
Appare evidente che al Governo di Washington risulta scomodo un paese sovrano come l’Iran. Teheran si dimostra una spina nel fianco della politica egemonica di Washington di Israele e di Rijad, come l’apparizione di un rivale che è in grado di affrontare sullo stesso terreno e sbaragliare i suoi alleati mercenari, come è accaduto nelle ultime guerre di aggressione contro l’Iraq e la Siria dove l’asse della resistenza è stato un muro su cui si è infranta la triade costituita da imperialismo, sionismo e wahabismo saudita.
Nello stesso tempo la rottura dell’accordo su nucleare (JCPOA), raggiunto dall’Iran con le 5+1 potenze firmatarie ha fortificato la nazione Persiana nei suoi obiettivi nazionali dimostrando al mondo che l’unico soggetto che con non adempie con gli accordi prestabiliti sono gli Stati Uniti che non accettano e che non assimilano termini come sovranità e dignità che sono presenti in molti popoli del mondo.

Wahabismo Sionismo- Imperialismo

La libertà concepita dagli Sati Uniti è soltanto quella di accettare il sistema economico e politico imposto da Washington , altrimenti bisogna affrontare la loro furia, le loro sanzioni e le sobillazioni in tutti gli ambiti, L’imperialismo non ammette eccezioni, se non sei conforme e non ti dimostri vassallo, sei un obiettivo di aggressione o di destabilizzazione.
L’asse della Resistenza in Siria, Iran e Libano sta dimostrando al mondo che esiste una terza via, quella della Resistenza dei popoli ai tre flagelli dell’umanità, all’Imperialismo, al sionismo ed al Wahabismo.

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