Le maschere dell’Occidente sono cadute a Gaza

di Luciano Lago

L’Agenzia dell’ONU, la UNRWA, lancia l’allarme: non saremo più in grado di fornire assistenza alle famiglie palestinesi, malati e feriti. Non abbiamo mezzi per portare aiuti.
Mentre le forze israeliane intensificano le operazioni su Gaza, con attacchi indiscriminati contro qualsiasi installazione civile, l’agenzia dell’ONU lancia l’allarme per il disastro umanitario in corso a Gaza.

Gli attacchi delle forze israeliane sono diretti su tutto ciò che esiste a Gaza, contro ospedali, ambulanze, scuole, campi profughi, rifugi, panifici, depositi e qualsiasi altra installazione civile, il pretesto è sempre quello: ci sono i terroristi.
Il risultato è drammatico: a Gaza, fra i cumuli di macerie, manca tutto: l’acqua, il pane, il latte per i bambini, medicinali di pronto soccorso, carburante, elettricità, ecc.. Di conseguenza non è possibile più curare i feriti, sfamare i bambini che muoiono come mosche, neppure è possibile seppellire i morti che giacciono sulle strade e tra le macerie, con risultato di diffusione di malattie, colera ed altre pestilenze. Gaza è stata definita l’inferno sulla terra.

Tutto questo non interessa agli occupanti israeliani (ed ai loro complici americani ed europei) che continuano a ripetere: dobbiamo estirpare Hamas.
In realtà appare chiaro che è in corso un genocidio della popolazione palestinese e le dichiarazioni degli esponenti del governo Netanyahu fanno capire che il piano è quello di espellere da Gaza tutta la popolazione palestinese superstite. Chi non sarà morto per le bombe, per la fame o le malattie, dovrà essere espulso. Dove non è chiaro, l’Egitto non li vuole, la Giordania nemmeno, i palestinesi di Gaza saranno come “i dannati della terra”, ridotti a scorie umane per volontà del governo israeliano che vuole liberarsi definitivamente del problema palestinese.
L’ONU, il suo segretario Gutierrez e le agenzie delle Nazioni Unite, possono lanciare tutti gli allarmi che vogliono ma non li raccoglie certo il governo Netanyahu che ormai ha classificato Gutierrez e l’ONU come “amici dei terroristi” di Hamas.

Tanto meno gli appelli dell’ONU vengono raccolti dai governi europei i quali, al di là delle chiacchiere e la retorica, hanno dimostrato il loro appoggio incondizionato ad Israele, rifiutando la sospensione delle ostilità, una tregua proposta da 120 paesi alle Nazioni Unite.
I governanti europei ripetono la vuota retorica del “due popoli e due stati”, che non ha più alcun significato, mentre la popolazione di Gaza viene massacrata e la città interamente rasa al suolo. I governanti europei sperano che Israele faccia presto, che conduca in tempo breve le sue operazioni, possibilmente con meno clamore possibile ed è per questo che si spengono per lo più i riflettori su Gaza. I media ufficiali ricevono direttive di non dare spazio alle notizie da Gaza e dalla Palestina (incluso i massacri in atto in Cisgiordania) e lasciare piuttosto lo spazio alla riprovazione per le malvage azioni dei terroristi di Hamas sui coloni israeliani, intervistando gli scampati e raccontando le loro pene per gli ostaggi ancora in mano di Hamas. L’emozione del pubblico deve essere ridotta ed indirizzata a senso unico verso le vittime israeliane.

Tuttavia, nonostante questa manipolazione dei media, l’indignazione e la rabbia di gran parte delle opinioni pubbliche, anche nei paesi europei è esplosa in massicce manifestazioni di protesta a favore della Palestina che i sostenitori del regime israeliano si sono affrettati a definire come “manifestazioni di appoggio al terrorismo”.
Anche la semantica delle parole viene attentamente cambiata per evitare che la gente indichi con il loro nome le cose che stanno accadendo e coloro che insistono a denunciare il genocidio di Gaza vengono indicati come “antisemiti”. Persino esponenti del mondo ebraico che hanno manifestato la loro riprovazione per le politiche del governo israeliano sono tacciati di antisemitismo.
Tutto lascia prevedere che, con la politica di sostegno ad Israele ed agli Stati Uniti, l’Europa si è giocata l’ultima carta che gli rimaneva per dimostrare, oltre alla sua subordinazione, la sua definitiva irrilevanza in un mondo che sta cambiando dove ci sarà sempre meno spazio per il vecchio e nuovo colonialismo, quello che vuole assoggettare i popoli ai propri interessi di dominio.
Le maschere dell’Occidente sono cadute a Gaza.

3 commenti su “Le maschere dell’Occidente sono cadute a Gaza

  1. Dopo aver perduto in Ucraina l’occidente anglosassone, i padroni, si avviano a perdere anche in Medio Oriente,accelerando la nostra decadenza. Se non ci emancipiamo dalla subordinazione agli anglosassoni, per noi europei si mette molto male

  2. Totale condivisione … impossibile e inutile aggiungere qualcosa ad un altro articolo da 10 e lode !
    P.S. Non sono un presuntuoso che dà i voti agli articoli della Redazione … è un modo per esprimere consenso e approvazione !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Quello che gli altri non dicono

© 2024 · controinformazione.info · site by GDM