Le “lacrime di coccodrillo” della sinistra mondialista sulla morte dei braccianti

di  Luciano Lago

Dodici braccianti agricoli, tutti migranti africani, morti sulle strade del Foggiano per causa un nuovo incidente stradale avvenuto sulla strada statale 16, nella località Ripalta, nel territorio di Lesina. Una tragedia che insanguina le strade del foggiano.

L’informazione viene data dal comando dei Carabinieri mentre ancora venivano estratti i corpi dalle lamiere accartocciate. Uno scontro tra un Tir e un furgone sovraccarico dove erano ammassati decine di braccianti che rientravano dal lavoro di raccolta dei pomodori nei campi. Migranti che rientravano dopo aver lavorato 13/14 ore per una misera paga in nero, in nero e senza controlli.

La morte dei braccianti africani, ammassati su un furgone che si è scontrato in autostrada, non si può definire una fatalità ma uno dei tanti episodi che riguardano queste persone migranti che sono vittime di uno sfruttamento schiavistico a cui sono sottoposti nella campagne.

Sfruttamento gestito il più delle volte dalla mafia che utilizza i caporali per l’arruolamenti e il controllo di queste braccia al servizio dei proprietari agricoli delle campagne nel foggiano, come in altre parti del sud.  Si tratta di mano d’opera pagata con salari miseri, spesso a cottimo, e costretti a vivere – soprattutto se africani– in ghetti malsani privi di tutto.

Dalla Puglia alla Basilicata, dalla Calabria alla Sicilia, sono centinaia gli insediamenti di fortuna in cui vivono in condizioni precarie i lavoratori agricoli stagionali : in masserie abbandonate e in rovina, baraccopoli costruite con legna e cartone, vecchi stabilimenti in disuso, le “favelas” italiane delle campagne.
Il fenomeno è noto e non fa nessuna meraviglia per chi da tempo denuncia questo sfruttamento che è stato fortemente incrementato negli ultimi anni dall’arrivo sulle coste italiane di una massa di migranti dall’Africa, disponibili a lavorare a qualsiasi condizione. Un arrivo facilitato ed incentivato dai governi della sinistra di Renzi, Gentiloni e soci e dalla Unione Europea, con il finanziamento delle centrali transnazionali, l’approvazione dell’ONU e la benedizione di Papa Bergoglio.

Si sapeva che le mafie ricorrono all’ingaggio di queste persone per i lavori agricoli, in questo caso, come per lo spaccio di droga nelle città, in altri casi, per lo sfruttamento della prostituzione in altri contesti e per tanti altri lavori illegali dove i boss della delinquenza nostrana o di importazione utilizzano con profitto la massa dei migranti disponibili.
Quello che stupisce è invece l’atteggiamento di condanna e di riprovazione dei soloni della Sinistra mondialista, gli stessi che negli anni scorsi hanno determinato l’apertura verso l’immigrazione dall’Africa e dall’Asia per centinaia di migliaia di persone e che oggi fanno i “moralisti” da quattro soldi per le conseguenze (una delle tante conseguenze) derivanti da questa apertura.

Nel loro mondo di fantasia i soloni della sinistra, come ad esempio Tito Boeri, si aspettavano forse che i migranti sarebbero andati a lavorare in fabbrica con salari regolari per pagare le pensioni agli italiani ? La Bonino e la Boldrini ci raccontavano che i migranti sarebbero andati ad occupare i posti di lavoro che gli italiani non vogliono più fare? Si certo lo sfruttamento del lavoro pagato 2,5 euro l’ora è un lavoro che gli italiani non vogliono più fare di sicuro.

Caporalato nella raccolta pomodoro

Le prostitute nigeriane che popolano le strade delle città e dei borghi italiani sono un altro dei lavori riservati alle migranti africane che le italiane non vogliono fare e la mafia nigeriana si è preoccupata di riempire questo vuoto. Allo stesso modo il racket dello spaccio di droga è diventato un lavoro appaltato quasi sempre dalle bande dei nordafricani ma questo forse non lo sapevano gli opinionisti della sinistra che oggi manifestano la loro riprovazione per lo sfruttamento del caporalato nella campagne del foggiano.
Non poteva mancare Roberto Saviano che con un suo Twitter ha deprecato le condizioni di lavoro dei migranti parlando anche lui di schiavi ma ha rigettato le colpe genericamente sugli italiani con il solito modo di fare confusione affermando che “siamo tutti colpevoli”, quindi nessun colpevole.

Troppo comodo “caro Saviano”, chi sospinge ed incentiva l’immigrazione deve rispondere anche delle sue conseguenze. Se le migrazioni comportano lo sfruttamento schiavistico e la destabilizzazione sociale con l’abbassamento dei salari, i promotori della abolizione dei confini e dell’apertura indiscrimanta a mezza Africa sono poi responsabili di questi effetti.

Tuttavia gli italiani in buona pate lo hanno capito ed un profondo desiderio viene espresso da molti : inviare in Africa questi opinionisti della sinistra, schiodandoli dai loro attici di New York o dalle loro case di lusso a Capalbio e San Remo. Servirebbe loro per fare quella “esperienza umana” che a loro manca.

8 Commenti

  • Eugenio Orso
    7 Agosto 2018

    Lo sfruttamento schiavistico del lavoro (che non riguarda solo gli immigrati!) è diretta conseguenza della subordinazione dell’infame sinistra mondialista agli agenti strategici neocapitalisti-finanziari.
    Tale servo, tale il padrone …

    Cari saluti

  • Brancaleone
    7 Agosto 2018

    Dalla raccolta del cotone degli schiavi in america alla raccolta dei pomodori qual’e’ la differenza? Questa e’blasfemia della quale il popolo e una minoranza di poveri africani ne pagano le conseguenze. Gli acuti intellettuali con bergoglio in testa incentivano imperterriti lo scempio: perchè il governo ancora li tiene a rompere i coglioni in tv, che aspettano a levarceli dalle palle? Sono insopportabili a tanti

  • josey wales
    7 Agosto 2018

    monumentale video di mohamed konare leder del movimento panafricanista su’ sfruttamento dell africa, migrazioni,
    distruzione della cultura europea, e di quella africana da byoblu .
    Fatelolo girare piu’ che potete
    Forza e coraggio , e cervello acceso…….sempre

    • Mardunolbo
      8 Agosto 2018

      Ben fatto, anonimo, ma pochi si degnano di andare a vedere x informarsi ! Molti preferiscono sputar fuori solo la loro frasetta senza modificare nulla dei pensieri di prima !
      “”Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”.

      • Mardunolbo
        8 Agosto 2018

        Sempre per coloro che intendono veramente informarsi su cosa sia lo schiavismo, chi lo ha organizzato da secoli e come lo prosegue con le “ong”

  • Eugenio Orso
    8 Agosto 2018

    Un mio vecchio scritto sul fenomeno del neoschiavismo, che imperversa anche in occidente e in Europa:

    https://pauperclass.myblog.it/2010/01/28/diversi-volti-dell-alienazione-umana-e-dello-sfruttamento-ne/

    I diversi volti dell’alienazione umana e dello sfruttamento nel nostro tempo [parte seconda]

    Vorrei tentare, giunti a questo punto, una prima anche se insufficiente schematizzazione delle principali forme di estraniazione e di sfruttamento oggi riscontrabili, partendo dalle più tradizionali:

    1) Schiavismo classico dai lineamenti precapitalistici, non necessariamente limitato al settore primario, al tessile o alle attività minerarie [diffuso prevalentemente nel sud del mondo, nella Cina dei Laogai[1], cioè i campi di concentramento del lavoro coatto e forzato riservato detenuti, ma con tracce non trascurabili anche in occidente].

    2) Alienazione marxiana dell’operaio di fabbrica, o forme contemporanee molto simili a questa. In tali casi, i discorsi classici relativi allo sfruttamento e all’estrazione del plusvalore hanno ancora effettività e sono prevalenti. La grande “accumulazione originaria” cinese può costituirne una prova [diffuso in Cina, in altri paesi emergenti, con persistenze del fenomeno in occidente ed anche all’interno dell’Unione Europea].

    3) Nuove e più sottili forme di schiavismo legate al lavoro precario, a termine, interinale o somministrato, in vari casi di basso profilo ed eminentemente esecutivo. Ma la piaga ormai colpisce ovunque, anche in settori di punta che richiedono elevate qualificazioni professionali. Queste forme sono definibili sinteticamente, in una espressione, Neoschiavismo precario, il quale più precisamente significa “degenerazioni neoschiaviste nello sfruttamento del lavoro precario” [in via di rapida diffusione soprattutto nella parte nord-occidentale del pianeta].

    4) Nuove forme di alienazione umana basate sulla precarizzazione del lavoro qualificato, ad alto contenuto scientifico-tecnologico, intellettuale, in certi casi dirigenziale-operativo di basso livello. Il condizionamento e l’introitamento, in relazione ai dogmi dell’ideologia neoliberista, al nocciolo duro mercatista al suo interno ed agli elementi fondanti del politicamente corretto, giocano qui un ruolo importante, se non fondamentale, dato il livello culturale dei soggetti che le subiscono. La definizione generale e unificante che propongo è Meta-alienazione [queste forme sono riscontrabili in prevalenza nei paesi “avanzati”].

    [ ….]

    Cari saluti

  • Rodolfo Orlandini
    9 Agosto 2018

    Come noto in italia il numero d’immigrati, sia in termini assoluti che relativi alla popolazione locale, è di gran lunga inferiore a quella di molti paesi europei in particolare del centro nord europa. In questi paesi il fenomeno dello sfruttamento schiavistico del lavoro degli immigrati come avviene in italia non si verifica. Da ciò si deduce che lo sfruttamento non è una conseguenza inevitabile dellimmigrazione bensì è frutto dell’ incapacità tutta italiana di far rispettare le regole e dalla mancanza di scrupoli di tanti imprenditori

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