Le inutili polemiche di una italietta provinciale ed ipocrita

di  Luciano Lago

I commentatori politici e gli opinionisti dei grandi media continuano ad alimentare polemiche sulla questione dell’impresa di famiglia di Luigi di Maio con la vicenda del padre di Luigi Di Maio, che avrebbe fatto lavorare in nero per l’azienda di famiglia un cittadino di Pomigliano d’Arco. Tutti approfittano per attaccare come incoerente e contraddittoria la giustificazione apportata dal Luigino Di Maio.

Tutte polemiche che rivelano il vero volto della  politica e dei media in Italia, falsamente ipocriti ed immersi nel loro provincialismo.

Non è parso vero al senatore del Pd, Matteo Renzi, il quale ha dichiarato: “Mi sconvolge pensare che Di Maio figlio ha voluto un decreto Dignità prima e il reddito di cittadinanza poi che per definizione sono due misure che fanno aumentare la piaga del lavoro nero”. E chiede: Di Maio venga “in Parlamento e spiegare all’Aula ciò che va chiarito”.
Noi non vogliamo essere gli avvocati difensori di Luigi Di Maio ma ci preme puntualizzare alcuni aspetti trascurati dalla stampa “moralista” del sistema mediatico.

Sulla vicenda pesa innanzi tutto un fatto scomodo di cui nessuno per la verità parla, dimostrando di non conoscere la realtà del lavoro in Italia e in particolare di quello del Mezzogiorno d’Italia e delle tante piccole imprese.
Potrebbe essere lo stesso Luigino Di Maio, quale ministro del Lavoro, a fare una rivelazione bomba e a tirarsi fuori dagli impicci rendendo nota una scomoda verità, quella per cui in Italia, in Campania come altrove, un’azienda non può sopravvivere senza fare un po’ di nero.

Questo è dovuto soprattutto per la concorrenza SLEALE fatta da grandi evasori totali (legalizzati) come le grandi multinazionali, dalla Ikea, all’Auchan, Carrefour, alla Suez, alla Edf, alla Veolia, alla Nestlé, LVMH, ecc ecc tutte grandi imprese straniere che succhiano tutte le rendite dal mercato italiano attraverso scatole cinesi senza pagare un centesimo di tasse all’Italia, dopo aver collocato le loro capogruppo in paradisi fiscali come il Lussemburgo o il Liechtenstein, Cipro, Malta, ecc..

Sono queste imprese che stritolano le piccole e medie imprese italiane, nei vari settori, dalle costruzioni al piccolo commercio, all’artigianato, alla produzione manifatturiera, ai materiali per edilizia, ecc..
Una situazione voluta e favorita dai personaggi ipocriti e bugiardi come Matteo Renzi (il ministro del “Job Act”) e la sua compagnia di politicanti del PD, quando hanno operato con i loro governo, sempre al servizio delle grandi multinazionali e dei potentati finanziari che adesso hanno anche l’arroganza di alzare il ditino per accusare un piccolo imprenditore della provincia disastrata di Napoli.

La situazione disastrosa in cui si trova in Mezzogiorno d’Italia è stata causata proprio da loro, i vari politici come i Mario Monti, Matteo Renzi, Gentiloni e compagnia cantante, quelli del “…ce lo chiede l’Europa”, coloro che hanno accettato tutte le  imposizioni della UE in nome del mercato aperto e del liberismo selvaggio.
Sono gli stessi che hanno aperto alle importazioni degli agrumi, olio e prodotti agricoli dal Marocco e dal nord Africa, senza curarsi dei tanti imprenditori agricoli del sud che sono stati messi in ginocchio dalla concorrenza sleale. I medesimi che hanno consentito, grazie alla UE, di aprire il mercato italiano all’importazione di riso dall’Asia, assestando un colpo mortale ai produttori di riso del Vercellese, si potrebbe continuare con il grano ammuffito che arriva dal Canada e con i pomodori dalla Cina e tanti altri prodotti.

La Boschi con Renzi

Peggio poi la ex ministra Boschi che ha la sfacciataggine di paragonare il suo caso con quello del Di Maio, come se fosse la stessa cosa patrocinare gli interessi della banca di famiglia, profittando del suo ruolo pubblico.

Come aveva scritto Ferruccio De Bortoli nel suo libro “Poteri Forti” : “…. L’allora ministra delle Riforme, nel 2015 non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria”. (1) Un conflitto di interessi che non ha alcun punto in comune con quello del ministro Di Maio.

Luigino Di Maio non avrebbe dovuto mettersi in difesa, ammettendo che suo padre ha sbagliato, ma piuttosto passare all’attacco indicando coloro che sono i responsabili di aver aperto il mercato italiano all’invasione di questi colossi e pescecani senza creare delle minime tutele per il lavoro e le imprese italiane ma anzi varando una legge vergognosa come il “Job Act” che permette il lavoro precario e abolisce le precedenti tutele, agevolando le multinazionali ed il sistema dello sfruttamento e del precariato.

Invitiamo Luigino Di Maio che ha tanti difetti, scarsa esperienze e poca preparazione ma avrebbe adesso l’occasione di riscattarsi e urlare le verità scomode che nessuno vuol vedere e indicare i veri responsabili della moria delle aziende al sud Italia che è causa di lavoro nero ed emigrazione dei giovani all’estero.

Se lo farà, senza farsi intimidire dai “Soloni” di Repubblica” del Corriere della Sera e della stampa  del “Pensiero Unico”, il ragazzo di Pomigliano d’Arco potrà rappresentare degnamente gli interessi dei suoi concittadini.

1) Per le affermazioni nel libro di De Bortoli, la ex ministra Boschi ha intentato una causa per diffamazione.

2 Commenti

  • Sed Vaste
    29 Nov 2018

    IL corriere di Israele e LA repubblica di Sion andrebbero usati come carta igenica tonnellate di menzogne palle inventate ad Arte inventate da quegli spergiuri di De Benedetti ebreo e Mieli ebreo pure lui chiamarli giornalisti quelli che scrivono su quei rotoli e’ un offendere chi lavora veramente ,per non parlare della Stampa di Torino di Elkananeo Lapo ebreo Molinari Cairo Calabresi Sergio Romano tutti dei Servi devoti del prepuzio Ebreo , Di Maio deve essere fiero di avere contro feccia giornalisica di tal guisa ,tacci loro e l’inchiostro con il quale scrivono le Loro Calunnie

  • Sed Vaste
    29 Nov 2018

    Fossi in Crozza e altri come lui burattini giullari baciapile che col diritto di Satira si permettono di offendere tutto e tutti tranne il Ghetto e i suoi Potentati Impestati dell’alto Giudaismo Debenedetti Mieli Augias Saviano ecc naturalmente xche’ sti Comici che ormai sono una Pletora si ritroverebbero I’ll giorno dopo aver infastidito I padroni ebrei
    a dare da mangiare ai piccioni , questi coglioni comici di 60 anni farebbero meglio ad accendere una candela votiva a di maio e salvini xche’ con I Fascisti quelli veri e I Nazi sti comici socialmente devastanti finirebbero dall’odontoiatra cosi gli unici a ridere sarebbero I dentisti

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