Le Informazioni falsate delle TV italiane sulla visita del Papa in Iraq

di Luciano Lago

Il Papa Francesco si è recato in visita apostolica in Iraq , la terra che è stata bagnata dal sangue di migliaia di martiri delle forze popolari e dei loro fratelli dell’asse della resistenza, in particolare i leader, Qassem Soleimani e Abu Mahdi Al-Muhandis, che si erano battuti in difesa dei luoghi santi e la presenza cristiana e islamica nel Paese.
Le notizie della visita del Papa in Iraq e i servizi in onda sulle TV sono alternate con le “importanti” informazioni sul festival di San Remo e sulle cronache della pandemia.

Nei servizi andati in onda sulle Tv, il panorama dei luoghi si vede costellato da ambienti di città distrutte, edifici pericolanti, macerie e tutti i segni di un paese che ha subito anni di guerra, di occupazione e di terrorismo.
Questo mentre nei servizi delle TV italiane di narrano della visita del Papa in un paese “martoriato dal terrorismo”, e “minacciato dall’ISIS”.
Nella narrazione semplificata fatta dai corrispondenti televisivi sembrerebbe che l’unico problema che ha attraversato l’Iraq sia stato quello della guerra all’ISIS, mentre neppure un accenno viene fatto alla guerra di aggressione degli Stati Uniti avvenuta nel 2003 (con il pretesto delle inesistenti “armi di distruzione di massa”) e terminata nel 2011 e con l’occupazione americana del paese che continua ininterrotta da circa 18 anni.

Iraq Manifestazioni


Vengono totalmente occultati i circa 800.000 morti (in gran parte civili) che sono stati una conseguenza di quella guerra voluta dalla elite di potere di Washington e delle immani distruzioni causate dal conflitto che ha decapitato la classe dirigente irachena, le infrastrutture ed il sistema scolastico di quel paese. Tutto assolutamente neppure menzionato come un passato da occultare, forse per non dispiacere ai “padroni del discorso”, quelli che sempre si preoccupano per i “diritti umani”.


Si è dimenticato che l’Iraq prima della guerra era un paese che procedeva sulla via della modernizzazione e del progresso con un sistema scolastico efficiente, con un livello di benessere crescente per la popolazione, in assenza di conflitti religiosi e terrorismo, come testimoniato dalla presenza di esponenti delle varie religioni nel governo di Baghdad (si ricorda il cristiano Tāreq ʿAzīz , ministro degli esteri del governo di Baghdad).eIl terrorismo, i conflitti etnici e tribali fra le varie comunità, sunniti, sciiti, curdi, yazidi, cristiani, assiri, sono venuti dopo, a seguito della guerra e sobillati dall’esterno dalle potenze interessate a smembrare il paese: Stati Uniti, Gran Bretagna, Israele e Arabia Saudita.
Tutto questo non viene neppure menzionato nei servizi della RAI e delle TV del regime atlantista che magari aspettano di raccontare che la colpa di tutto è dell’Iran, della Russia e della Siria che si oppongono alla esportazione della “democrazia americana”.

I servizi cercano di nascondere anche il fatto che il Papa si è incontrato non solo con le autorità del governo di Baghdad e con i leader religiosi del paese (prevalentemente sciita) ma anche con le forze di resistenza, quelle milizie di Mobilitazione Popolare (pro iraniane) che gli Stati Uniti odiano e ogni tanto bombardano perchè ostili alla presenza delle truppe USA.

Visita del Papa a Iman sciita

Si tratta di quelle stesse forze che hanno difeso in passato le comunità cristiane locali, quando queste erano assediate dall’ISIS, che veniva armato e sostenuto da potenze regionali (Arabia Saudita e Qatar) e dai servizi di intelligence USA, come da rapporti desecretati del Pentagono e dalle rivelzioni della Clinton e di altri esponenti del governo di Washington.
Il Papa si è incontrato in particolare con il leader del movimento di Resistenza Popolare, Hussein Al-Asadi, il quale ha ricordato che i sacrifici di Soleimani e dell’ingegnere Al-Muhandis (assassinati dagli USA) hanno portato alla storica visita del Papa.

Lo stesso Al-Asadi ha dichiarato al Papa Francesco che l’Iraq è una terra che è stata bagnata dal sangue di migliaia di martiri delle forze popolari e dei loro fratelli dell’asse della resistenza, in particolare il sacrificio dei leader Qassem Soleimani e Abu Mahdi Al-Muhandis, coloro che si sono battuti in difesa dei luoghi santi e della presenza cristiana e islamica nel Paese. Questo però i corrispondenti della RAI e delle TV italiane non lo riportano.

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