Le forze turche si preparano ad entrare nel nord della Siria per affrontare i curdi

Le truppe statunitensi si stanno ritirando dalla zona di confine con la Turchia nella Siria nord-orientale .
In una dichiarazione rilasciata il 6 ottobre, la Casa Bianca di fatto ha dato il via libera all’operazione militare turca nella zona. Washington ha affermato che le sue forze “non sosterranno né saranno coinvolte nell’operazione, e le forze degli Stati Uniti, avendo sconfitto il” califfato territoriale “dell’ISIS, non saranno più nelle immediate vicinanze”.
Le milizie curde, che sono il nucleo delle forze democratiche siriane sostenute dagli USA, hanno appena perso la protezione degli Stati Uniti da una possibile azione militare turca.
Lo scorso fine settimana, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che il suo paese non era soddisfatto del progresso dell’attuazione dell’accordo sulla “zona sicura” e che la Turchia era pronta a lanciare un’operazione militare nell’area da sola. Ankara descrive le milizie curde appoggiate dagli USA come gruppi terroristici. I curdi sono stati ancora una volta prima illusi e poi scaricati dal comando USA.


Secondo le foto che appaiono online, le truppe statunitensi hanno già abbandonato il loro presidio militare a Tel Arqam, al confine con la Turchia.

Forze speciali russe si installano sulla zona adiacente al fiume Eufrate

Forze speciali russe in Siria


BEIRUT, LIBANO (9:00) – Le forze speciali russe hanno aperto un nuovo punto di attraversamento nella valle del fiume Eufrate mentre arrivano le notizie di un’imminente operazione militare turca in questa regione.

Secondo i rapporti, le forze speciali russe hanno aperto il passaggio tra le linee dell’esercito arabo siriano (SAA) e le forze democratiche siriane (SDF) nel Governatorato di Deir Ezzor.

Come mostrato nelle foto pubblicate dal canale multimediale KTB, le forze speciali russe possono osservare la costruzione della nuova struttura di attraversamento nella regione della valle dell’Eufrate.
Gli Stati Uniti non sosterranno l’invasione della Turchia nel nord della Siria: dichiarazione del portavoce della la Casa Bianca.


L’esercito russo aumenta la presenza nel nord di Aleppo per bloccare la potenziale operazione dell’esercito turco

BEIRUT, LIBANO (22:20) – Un convoglio militare russo è stato avvistato a pattugliare l’area intorno alla città chiave di Tal Rifa’at, che è controllata congiuntamente dall’esercito arabo siriano (SAA) e dalle unità di protezione popolare guidate dai curdi (YPG ).
Secondo una fonte dell’esercito nel Governatorato di Aleppo, le forze armate russe hanno recentemente aumentato la loro presenza a Tal Rifa’at dopo che i militari turchi hanno minacciato di avviare una nuova operazione nel nord della Siria. Arrivano informazioni secondo le quali le forze russe e quelle siriane son pronte ad entrare a Manbij e nelle aree circostanti.

Russi sull’Eufrate

La fonte ha affermato che la Russia si impegna a non rinunciare a questa parte del nord di Aleppo o a qualsiasi parte della Siria controllata dall’esercito arabo siriano e dai suoi alleati.

Questo fa ben sperare anche per le forze YPG nell’area perché impedirà ai militari turchi di lanciare un assalto su vasta scala in questa parte del Governatorato di Aleppo.

Mentre l’Esercito arabo siriano e YPG non sono impegnati in ostilità l’una contro l’altra, il primo spera di prendere il controllo di questa parte del Governatorato di Aleppo dopo che è stato raggiunto un accordo politico tra il governo e il Consiglio democratico siriano (DSC).

Russian Special Forces open new Euphrates crossing between SDF, SAA lines: photos
Risulta che i curdi hanno perso la fiducia negli Stati Uniti. Avrebbero dovuto rimanere fedeli alla Siria e il governo siriano fin dall’inizio, l’Iran e la Russia avrebbero garantito che nessun singolo stivale turco potrà mettere piede in Siria.

Fonti: South Front – Al Masdar News

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

2 Commenti

  • atlas
    7 Ottobre 2019

    innanzitutto ci sono due tipi di milizie curde: quelle mercenarie, democratiche, pagate dagli usa,

    e quelle popolari, fedeli al Governo di Damasco

    poi voglio vedere che dice l’Iran, che dal 1979 appoggia la fratellanza salafita, oggi di merdogan, ma che è sempre stata di merdogan

  • sandrone
    8 Ottobre 2019

    da qualunque parte venga una ripassatina ai lacchè kurdi degli yankee, è sempre una bella notizia.

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